Ciampi-Elysées: que reste-t-il de nos Présidents?

COLLE, PINNE, FUCILE ED OCCHIALI, ovvero: Quirinale 1999, chi sarà capo dello Stato di uno Stato senza capo (ne coda)?

Prima giornata

A sette giorni dall’elezione del nuovo presidente della Repubblica, una sola cosa è certa: in attesa di avere un presidente scelto dal popolo, dovremo beccarcene uno scelto dai Popolari. «Nessuno può trastullarsi con sordidi giochetti politici mentre è in corso una guerra – ammonisce Franco Marini -. Tranne noi, beninteso».

Ferve il dibattito intorno al nuovo inquilino del Quirinale. La maggioranza pensa a un affitto per sette anni con patti in deroga, Forza Italia preferirebbe un contratto uso foresteria. «Così quando il mio Piersilvio si sposa – ha spiegato Berlusconi – posso mandar via l’affittuario senza problemi». Tutti d’accordo sull’ipotesi di inviare al Quirinale una donna, con un mandato ben preciso: tre ore al giorno, pulire bene i vetri e sbattere i tappeti.

Ore tristi per la famiglia Scalfaro. Il presidente uscente ha smentito di voler fare un lungo giro del mondo da libero cittadino: «Libero cittadino? Magari. Mi tocca portarmi dietro Marianna». La più malinconica è proprio lei: dopo sette anni il parrucchiere e il sarto le hanno annunciato che alle figlie degli ex Presidenti non si fa credito e che finalmente possono dirle che è una vecchia nasona antipatica.

«La mia candidatura – ha proclamato Emma Bonino – è l’unica nata alla luce del sole». E’ vero: infatti a forza di stare alla luce del sole rischia di bruciarsi.

Quale dev’essere il background storico del futuro Presidente? Secondo Rifondazione deve aver fatto la Resistenza, secondo i Verdi deve essere stato un pioppo in una vita precedente, per la Lega è necessaria una militanza nelle file dei Lanzichenecchi. I Socialisti Italiani hanno ritirato la candidatura di Bettino Craxi: «Non vale la pena scomodarlo: l’argenteria del Quirinale è roba da quattro soldi».

Seconda giornata

Sui giornali stranieri si parla molto della corsa al Quirinale, per lo più nella pagina «Animali e giardinaggio». I più autorevoli commentatori faticano a spiegare ai lettori perché l’Italia abbia bisogno di un Capo dello Stato visto che c’è già il Papa. Sempre più arruffato il toto-candidati. Respinta dal Polo l’ipotesi Mancino («troppo schierato, noi preferiremmo Ambidestro»), la maggioranza, nel chiaro intento di confondere le idee all’opposizione, ha proposto Rosa Russo Jervolino e Carlo Azeglio Ciampi, due che il biglietto da visita devono farselo pubblicare a dispense. «Avevamo chiesto una rosa di nomi – lamenta il forzitaliota Giuliano Urbani -, non un’ortensia». Possibile un accordo sul nome di Jerveglio Ciampolino.

Sarà Yuri Chechi il candidato di bandiera dei Comunisti Italiani: è un personaggio prestigioso, è di sinistra, e soprattutto è l’unico in grado di sventolare appeso in cima a un’asta. Unico problema, non ha ancora compiuto cinquant’anni. «Niente paura – assicura il ginnasta – dopo aver parlato un quarto d’ora con Cossutta mi sembra di averne ottanta».

Prime indiscrezioni sui colloqui fra Ibrahim Rugova e Massimo D’Alema. In cambio dell’ospitalità italiana a migliaia di suoi connazionali, il leader kosovaro moderato dovrebbe deportare in Kosovo Clemente Mastella e i suoi seguaci e abbandonarli in prossimità di un plotone di cetnici. Netto disaccordo di Rugova, secondo cui sarebbe più opportuno ed economico raccogliere i mastelliani su un gommone e affondarlo in pieno Adriatico.

Terza giornata

Dalla presidenza dell’Inter a quella della Repubblica? Secondo voci insistenti, dietro le clamorose dimissioni di Massimo Moratti ci sarebbe l’intenzione di candidarsi al Quirinale. «Fare il Capo dello Stato comporta molte meno responsabilità – spiega l’ex presidente nerazzurro -. Potrò cambiare l’allenatore del governo anche sei volte a stagione, e nessuno ci farà caso». Moratti preme per una riforma che consenta ai governi italiani di ingaggiare fino a tre ministri stranieri. Ma, si chiedono gli osservatori, riuscirà ad essere un uomo al di sopra delle partite?

A sei giorni dall’elezione, il candidato più caldo sembra Giuliano Amato. Piace sia a Marini che a Maroni; una volta convinti anche Marani, Mareni e Maruni è fatta. Al Polo è molto gradita la sua esperienza di studioso della Costituzione: «La conosce così a fondo – osserva Enrico La Loggia – che all’occorrenza può colpirla nei punti deboli e stenderla al primo round».

Salgono anche le quotazioni di Rosa Russo Jervolino, sostenuta da un partito trasversale di sordi. Dal Viminale la pimpante vedova fa però sapere di non voler abbandonare il suo impegno a favore dei profughi kosovari. «Hanno fame e sete – chiarisce -, ma sono molto meno insaziabili di Clemente Mastella».

«Il nostro candidato per il Colle? Marco Formentini», rivela Bossi ai giornalisti. «Gli stiamo già facendo fare le vaccinazioni anti-tifo e anti-dissenteria in previsione del viaggio a Roma». L’ex sindaco leghista, che in caso di elezione continuerebbe a fare il pendolare fra il Colle e la capitale morale, ha chiesto il prolungamento della linea gialla della metropolitana milanese fino a Piazza del Quirinale.

(Maggio 1999/Continua)

Fazisti su Marte: dal 2000, gli Aristonati (bollettino quotidiano per chi sanrema contro)

III Serata

- Prima infornata di giovani: Luna è sembrata un po’ troppo piena, ma il suo ufficio stampa assicura che grazie a una ferrea dieta fra pochi giorni sarà calante. Alla giovane cantante napoletana molti hanno pronosticato lo stesso successo di Syria. Atterrita dal sinistro vaticinio, Luna ha deciso di abbandonare la carriera prima che questa abbandoni lei.

- Ha fatto discutere la performance di Andrea Mazzacavallo: per rispetto della par condicio domani dovrà esibirsi anche Cavallo Mazzandrea. Dietro la presenza delle Erredieffe a Sanremo 2000, una triste storia di ordinario disservizio: a causa dei soliti ritardi nelle ferrovie, i costumi e la canzone stile All Saints sono arrivate a Santa Maria di Leuca con due anni di ritardo. Ma secondo voci di corridoio le Erredieffe non sarebbero altro che i vecchi Ragazzi Italiani, riciclati dalla loro casa discografica con una delicata operazione a Casablanca.

- Nel mare davanti a Sanremo, in prossimità dell’albergo che ospita Pavarotti, è apparsa un’inquietante chiazza color terracotta, ogni giorno più larga. Si tratta del cerone che Big Luciano si lava dalla faccia ogni sera e che finisce negli scarichi cittadini. Per tamponare l’emergenza, una pattuglia di volontari ecologisti ogni mattina pulisce le vongole col latte detergente. Ines Sastre, da vera spagnola, cova la vendetta. Dopo aver subito per quattro sere di fila le umilianti «lezioni di canto» di Pavarotti, nell’ultima serata obbligherà il tenore a indossare un paio di altissimi tacchi a spillo e uno strizzatissimo vestito di Valentino e, tenendolo sotto la minaccia di una lama di Toledo, gli insegnerà a scendere la micidiale scalinata dell’Ariston.

- Nel Festival della bontà, solo Fabio Fazio sembra non riuscire a controllare la sua irrefrenabile cupidigia. Non contento di ricevere cento milioni a sera per la conduzione di Sanremo, negli intervalli si cambia va a intervistare i passanti per lo spot pubblicitario del Lotto.

- Da Bertolt Brecht a Paolo Conte, molte le suggestioni evocate nei critici da «Sentimento» degli Avion Travel. «Ah si? – si stupisce Peppe Servillo – Veramente noi ci siamo ispirati a “Taxi, taxi, il mio amore è finito lì” di Antoine e a “Popoff” di Walter Bruggiolo».

- E’ il festival delle copie: Irene Grandi è diventata la sosia di Nada, Mietta è il remake di Rosanna Fratello, Mariella Nava sembra Amedeo Minghi, Amedeo Minghi sembra Mariella Nava e tutti e due sembrano la compianta annunciatrice Annamaria Gambineri. Un medium sanremese ha captato un accorato messaggio dall’aldilà indirizzato a Samuele Bersani: «Figliolo, cosa ti è saltato in mente di portare una canzone bella e triste al Festival di Sanremo. Lascia perdere, te lo dice uno che c’è già passato. Tuo Luigi Tenco».

-Se i Fichi d’India vi sembrano deficienti, non avete ancora provato il Festival del Freddurista. Chi spera di incontrare Gerardina Trovato? Aba Cercato. Chi è l’arrangiatore più puzzolente? Cesso Valli. Perché la band di «Barbie Girl» fatica a riconquistare il successo? Perché Aqua passata non macina più. Qual è la cantante più beona? Ivana Spugna. E come si chiama l’uomo simbolo del varietà tibetano? Il Dalai Lamè. A domani!

La proposta Casini per le unioni omo: niente nozze per le coppie gay, ma potranno fondare partiti di centro

ROMA. Giampaolo e Aldo l’hanno fatto: da oggi sulla porta di casa loro c’è la targa «Partito Demoplatonico di Centro». E così Federico e Ugo (Alleanza Posteriore di Centro). Anche Sandra e la sua partner Giulia (Centro Lesboliberista). Tre coppie gay che, non potendo regolarizzare la loro unione con il legame matrimoniale, hanno fondato un partito di centro ciascuna, usufruendo così dei vantaggi che lo Stato attribuisce alle associazioni politiche moderate: finanziamenti, una sede, riconoscimento sociale. E presto molti altri omosex potrebbero imitarli.
«In fondo, dietro i tanti partitini di centro che nascono in Italia – osserva Giampaolo – spesso ci sono due uomini che vogliono solo vivere insieme senza dare nell’occhio. Prendiamo il caso di Casini e della sua Udc. Credete che pretendesse sul serio di raccogliere voti? Voleva solo mettere su casa con quel bel figliolo di Cesa, e guardate che bella riuscita: stanno insieme da anni senza un problema». Sull’esempio di Casini, Giampaolo ha proposto al suo partner Aldo di fondare un partito centrista. «Il nostro Partito Demoplatonico ha fatto più politica in due giorni che l’Udc in quattro anni – racconta Aldo -, dalla presentazione della Lista della spesa, alla Carta delle Pari Opportunità nel lavaggio dei piatti». Anche l’Alleanza Posteriore di Centro, composta da Federico, Ugo e il loro yorkshire terrier, ha uno spessore politico molto superiore ai Socialisti Italiani, e può contare su una paccata di milioni di finanziamento statale ai quali una coppia sposata, omo o etero, non avrebbe mai diritto. Anche il Centro Lesboliberista di Sandra e Giulia, attualmente l’unico partito italiano con ben due donne nella dirigenza, sta andando a gonfie vele: «Abbiamo già deciso il programma: questa sera guardiamo “Spartacus”».

2000 Europei fa/3: chi va con lo Zoff impara a Zofficare (terza giornata)

A poche ore da Italia-Belgio, scarse le novità da Casa Azzurri. I nostri ragazzi sono riusciti a recuperare le energie spese domenica pomeriggio? «Non so – ha detto Zoff – non sono ancora riuscito a svegliarli». Conte, che con il gol contro la Turchia ha vinto 2000 bottiglie di vino messe in palio da un viticoltore di Asti, spera di fare il bis: «Così magari vinco anche il cavatappi». Non ci sarà Del Piero, per la gioia dei due fratellastri invidiosi, Inzaghi e Totti. Stasera Pinturicchio dovrà spazzare il focolare del ritiro, e potrà comparire allo stadio Re Baldovino solo grazie a un incantesimo della Fata Madrina. Il problema sarà calciare le punizioni con una scarpetta chiodata di cristallo.

Italia-Belgio, è caos biglietti. Vittime della gestione disorganizzata degli ingressi non solo migliaia di supporters italiani, ma anche Zoff e i nostri giocatori, che, privi del tagliando, stasera rischiano di rimanere chiusi fuori dallo stadio di Bruxelles. C’è chi sospetta un broglio delle autorità belghe, disposte a tutto pur di far vincere la squadra di casa. «E dire che avevamo prenotato da mesi». strepita Zoff. I belgi per scusarsi hanno offerto ai quattro azzurri senza biglietto una trasferta-lampo nelle Seychelles per una partitella contro la nazionale locale.

Ci sarà anche Romano Prodi fra gli italiani che sosterranno la Nazionale dalle tribune dello stadio belga. L’ex premier, che fra il ’96 e il ’98 riuscì a conquistare all’Italia una fortunosa qualificazione europea, ha regalato a Zoff un prezioso consiglio dettato dall’esperienza: «Se vuole andare avanti, sbatta subito fuori dalla squadra Bertinotti. Io non l’ho fatto, e non sono arrivato ai quarti di finale». Ma Prodi ha in serbo alcuni incitamenti strategici che urlerà a Zoff nei momenti più critici della partita: «Riduci il debito pubblico! Aumenta il Pil! Riforma le pensioni!»

Fuori Hakan Sukur, dentro Ali Agca. «E’ in stato di grazia» ha spiegato il cittì turco Denizli, annunciando la sorprendente sostituzione in occasione del match contro la Svezia. Finalmente scarcerato grazie all’intervento di Ciampi, il centravanti dei Lupi Grigi scoperto dalla Madonna di Fatima ha subito raggiunto l’Olanda per unirsi al resto della squadra. Agca stava scontando una squalifica a tempo indeterminato per un bruttissimo fallo contro il bomber vaticano Karol Wojtyla, che in seguito all’infortunio fu costretto a rimanere fermo per molte domeniche.

Aumenta la tensione nella compagine svedese, ed emergono le prime crepe nell’inossidabile coppia di allenatori. Soderberg punta su uno schema 4 Andersson – 4 Andersson – 2 Andersson, mentre Lagerback preferirebbe un modulo a 3 Andersson – 5 Andersson – 2 Andersson. Drammatico outing del difensore Andersson, che ha confessato di chiamarsi in realtà Sandersson e di essersi amputato l’iniziale per essere ammesso in squadra. Il giocatore è stato immediatamente allontanato.

(Giugno 2000)

2000 Europei fa/2: Chi va con lo Zoff impara a Zofficare (seconda giornata)

«Squadra che vince non si cambia», ha intimato Zoff ai suoi ragazzi negli spogliatoi dopo Italia-Turchia. Gli azzurri, sgomenti, sono stati costretti a indossare fino a nuovo ordine le magliette sporche, gli slip e i calzini maleodoranti della partita contro i turchi, e dovranno tenerseli almeno fino a domani sera. Per scongiurare il rischio che qualcuno si cambi di nascosto, il cittì ha sequestrato tutta la biancheria pulita dei calciatori, compresi i mutandoni a mezza gamba di Del Piero e il sospensorio con airbag di Nesta. I belgi, nostri prossimi avversari, hanno chiesto il permesso di gareggiare con una molletta al naso.

Sfiorata la tragedia dopo la splendida partita Inghilterra-Portogallo. Imbufaliti dalla riscossa degli uomini di Rui Costa, gli hooligans britannici stavano per lanciarsi sui tifosi portoghesi, ma questi hanno reagito intonando in coro i più strazianti fados della defunta Amalia Rodrigues. Bilancio: migliaia di inglesi in preda a crisi depressive che si fracassavano bottiglie di birra in testa e vagavano per Eindhoven frignando sulle spalle dei passanti. Chiarito il mistero dell’iniezione che ha riportato in efficienza il malconcio Shearer. «E’ bastato avvicinargli un ago alle chiappe – confida il medico della squadra – che dal terrore è schizzato in piedi ed è scappato in campo».

Sarà Jugoslavia-Slovenia la partita più emozionante di oggi. Informata che la nazionale serba schiera in attacco Milosevic, la Nato ha annunciato che invierà in Belgio quattro squadroni di caccia in appoggio alla squadra slovena. Boskov ha tentato di spiegare che il Milosevic in questione è un calciatore ventiseienne che milita nel Real Zaragoza e non si occupa di politica, ma è stato inutile. Se la Jugoslavia uscirà dai confini della propria area di rigore, sarà investita da una pioggia di bombe. Gli spalti dello stadio di Charleroi sono stati provvisti immediatamente di rifugi antiaerei.

Panico nel girone C per un’altra notizia dell’ultima ora. Le più recenti misurazioni dell’Osservatorio altimetrico europeo rivelano che la statura dello smisurato norvegese Tore Andre Flo è aumentata di altri venticinque centimetri rispetto ai Mondiali ’98, e attualmente sfiora i due metri e ottanta. Secondo gli studiosi, la straordinaria crescita, insolita in un ventisettenne, è una conseguenza dello scioglimento della calotta artica, ma Flo assicura che si tratta di un carattere ereditario, e che suo nonno Sven era molto più alto di lui quando morì inciampando in un campanile. La Spagna, che affronta oggi la Norvegia, potrebbe essere costretta a marcare Flo con tre terzini uno sopra l’altro, a meno che le autorità sportive non obblighino lo scandinavo a giocare da seduto, riducendo la propria altezza a un più ragionevole due metri e dieci.

Rivoluzione in corso per la malconcia nazionale svedese in vista dell’incontro di domani con la Turchia: confermato Andersson in difesa, gli allenatori potrebbero rafforzare il centrocampo introducendo Andersson al posto di Andersson, mentre in attacco è certo l’impiego della coppia Andersson-Andersson (quest’ultimo in alternativa ad Andersson) affiancata da Andersson, Andersson o Andersson. In caso di necessità, la tifosa numero uno dei gialloblù, l’attrice Bibi Andersson, ha generosamente messo a disposizione dei cittì tutta la sua numerosa parentela.

(Giugno 2000)

2000 Europei fa: Chi va con lo Zoff impara a zofficare/1

Italia-Turchia, esordio incoraggiante per la Nazionale di Zoff: «Se ci regalano un rigore già nella prima partita – ha confidato il cittì – nella prossima come minimo ci danno la vittoria a tavolino». Del Piero è rimasto in campo solo venti minuti, poi il suo tutor Cepu ha suonato la campanella e lo ha riportato per un orecchio in aula a finire il compito di aritmetica. Fra i turchi, in evidenza il portiere Palo, che ha neutralizzato tutte le migliori sortite dei nostri attaccanti.

Brevissime dal dopo-partita. «Dedico il mio gol a un ragazzo in coma che sognava di giocare al calcio» ha dichiarato il generoso Conte. Nonostante la sua discrezione, tutti hanno capito che si tratta di Demetrio Albertini. Grandi elogi per la prestazione di Fiore. Il suo segreto? Fare sempre il contrario di ciò che gli gridava Zoff dalla panchina. La stampa turca se la prende con l’arbitro Dallas: «Era molto meglio Dynasty».

Come tutti i cittì azzurri, Dino Zoff continua ad essere convinto che i veri avversari della Nazionale non siano i calciatori stranieri, ma i giornalisti italiani. Per questo ha sostituito il vecchio schema di difesa a quattro con un modulo a tre: Cannavaro, Nesta e Maldini in campo, Panucci in tribuna stampa a menare chi critica. Nell’ultima conferenza stampa Zoff se l’era presa con i cronisti accusandoli di avergli sempre nascosto che l’Under 21 e l’Ander 21 sono la stessa cosa.

Dopo la sconfitta contro il Belgio, appare finalmente chiaro il motivo per cui la Svezia ha due allenatori: schiaffeggiarsi da soli è una faticaccia. Stampa unanime: è stato Andersson l’uomo-partita, anche se è ancora in dubbio se si tratti del difensore Andersson, dei centrocampisti Andersson e Andersson o dell’attaccante Andersson. L’alto tasso di Andersson nella compagine svedese non è casuale. A causa di un errore del fabbricante, le casacche della squadra portano tutte scritto «Andersson», e i parsimoniosi dirigenti svedesi hanno ritenuto più conveniente ingaggiare solo giocatori con questo cognome piuttosto che comprare maglie nuove. Ma c’è chi comincia a sospettare che Andersson sia il nome collettivo di un gruppo di calciatori svedesi situazionisti, sorto sull’esempio italiano di Luther Blissett.

Cosa c’era dietro al rigore che ha consentito all’Olanda di superare la pur combattiva Repubblica Ceca? Un eccellente imitatore dell’avvocato Agnelli, che ha telefonato all’arbitro Collina chiedendogli un piacerino. Benko, direttore di gara in Francia-Danimarca, ha ingoiato a malincuore la smagliante tripletta segnata dai campioni del mondo: «Non mi hanno chiesto nemmeno un aiutino. Così che gusto c’è?»

Il coach tedesco Ribbeck potrebbe pentirsi di aver introdotto nella sua attempata nazionale il giovane centrocampista Dreissler. I giocatori teutonici, età media cinquantaquattro anni, lo trattano come un bebè, e durante la partita si interrompono per fargli fare il ruttino e cambiargli il pampers. Oggi la Germania scenderà in campo contro la Romania: viva curiosità intorno a Vlad Drakul, l’eccentrico portiere transilvano che para coi canini.

Vita dura per David Beckham, l’aitante star dell’Inghilterra che oggi vedremo contro il Portogallo. Il marito della ex Spice Victoria Adams, appena finisce la partita, deve saltare su un aereo e tornare a Londra in tempo per preparare la cena e dare la pappa al pupo. «Vicky e io ci siamo divisi equamente i lavori domestici – spiega il calciatore – io faccio i lavori, lei si fa i domestici». Come ai Mondiali ’98, Beckham porta con sé un paio di slip della moglie, ma stavolta non si tratta di scaramanzia: «E’ che glieli devo lavare».

(Giugno 2000)

1998/Panno santo, novità a Torino: più comoda da stendere la Sindone con gli angoli

TORINO. «Federa, speranza e carità»: con questo slogan il cardinale Fiorenzo Angelini ha presentato ai devoti il set di biancheria sacra in puro lino che completa la santa Sindone, esposta in questi giorni nel capoluogo piemontese. Il caratteristico motivo in sudore e sangue che decora il celebre lenzuolo ora compare anche su una federa e su un coprimaterasso, un’idea per dare un tocco di sacralità al letto singolo. «Risvegliarsi fra queste lenzuola sarà come risorgere», ha assicurato il presule, che ha fornito inoltre utili indicazioni per il bucato e la stiratura: vietato il candeggio, consentito il lavaggio in lavatrice, ma solo se dotata dello speciale programma per reliquie delicate. L’innovazione ha riscosso grande successo fra le casalinghe cattoliche e le perpetue, particolarmente colpite dalla Sindone con angoli, ingualcibile e facile da stendere. Per l’occasione è stata creata un’edizione limitata dell’ammorbidente Coccolino, profumata all’incenso.

Speciale terremoto 1997/Vale più l’uomo o l’opera d’arte? Piccola guida per i soccorritori in Umbria

Meglio salvare un affresco di settecento anni o sette vecchi centenari? Prima le donne e i bambini, o le Madonne con bambino? Come praticare un massaggio cardiaco a un bassorilievo? Se il gotico è fiammeggiante, meglio chiamare i pompieri? Sono mille i dubbi per i volontari impegnati nell’Umbria colpita dal terremoto. Ma spesso il confine fra arte e vita umana è più incerto della situazione dei senzatetto di Nocera. Nel minicatalogo qui sotto indichiamo alcune opere d’arte contemporanea umbra che sfidano l’etica e l’estetica.
N. 5679: «ANZIANA CON GREMBIALE A POIS»
Chiamata anche signora Agata Scarpellini vedova Pucci, è un pregevole manufatto in carne su ossa, risalente al 1908 e oggi esposta en plein air, dopo il crollo del suo casolare a Colfiorito. Si notino le scultoree vene varicose e il fine drappeggio del grembiule, in cui si ravvisano tracce del puntillismo seuratiano e di un sugo al tartufo…

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Smog gets in your eyes: a Milano si respirerà a polmoni alterni!

MILANO. Come dimezzare gli effetti delle polveri sottili sull’apparato respiratorio senza paralizzare la viabilità e le attività produttive: un rebus insolubile per tutti gli amministratori pubblici, ma non per la città più intraprendente e dinamica d’Italia. Basta con le domeniche appiedate e con la discriminazione a giorni alterni contro innocenti numeri di targa: il Comune di Milano, cancellate con un colpo di spugna tutte le tradizionali misure anti-inquinamento, stamane ha emanato un provvedimento che obbligherà tutti i residenti a usare un solo polmone al giorno. Si parte con quello sinistro, poi sarà la volta del destro, e così via. Multe salatissime per chi verrà sorpreso a riempirsi d’aria entrambi i polmoni (i ghisa sono stati già provvisti di speciali apparecchi a raggi X per individuare i «furbi»). Sono previste deroghe per categorie speciali, a cominciare da anziani, bambini e malati: a loro sarà vietato anche l’uso di un solo polmone, per limitare al massimo l’assorbimento dei gas così nocivi alla salute.
(23 gennaio 2002)

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Miseria News

brevi di cronaca dal paese dei pezzenti a punti
- Un investimento sicuro? I coriandoli. Il variopinto e svolazzante simbolo del carnevale è balzato in testa alla classifica dei beni rifugio, specie fra gli investitori Parmalat e Cirio: l’unico modo per ricavare qualche soldo dai bond è fare a pezzettini le cedole e venderle in sacchetti. “Questo sì che è un business – dice un risparmiato0re, entusiasta -, un etto di coriandoli costa come il filetto. Certo, dopo il 25 febbraio saranno di nuovo carta straccia, ma è uno choc cui sono abituato. E poi posso sempre raccoglierli e rivenderli il prossimo Carnevale a prezzo maggiorato”. Per l’industria di Collecchio si parla di riconversione: con i quintali di carte imbarazzanti ancora da passare al tritadocumenti, l’ex colosso del latte si candida alla leadership mondiale nel ramo coriandoli e stelle filanti.
- “Sono cresciuti, e si lamentano pure”: così Silvio Berlusconi si è sfogato a proposito delle statistiche che registrano un aumento dei poveri nel nostro Paese. Secondo Berlusconi, a confondere le idee all’opinione pubblica è la solita propaganda comunista. “Bisogna proprio essere in malafede per interpretare questo dato come un segno negativo – ha osservato il premier -. Se uno sta male, cala e deperisce. I poveri, al contrario, sono cresciuti del 20 per cento. Significa che essere povero in Italia è così divertente che sempre più gente sceglie di vivere senza mezzi”. E i sondaggi gli danno ragione: pare che nelle classi meno abbienti per Silvio Berlusconi sia aumentato. “In fondo sta peggio di noi – ammette una pensionata -. Noi possiamo permetterci le pezze al culo, lui è costretto a rattopparsi la faccia”.
- “Sofri libero, ma solo con la ripresa”. Il centrosinistra si dissocia dalla proposta di grazia per l’ex leader di Lotta Continua: “Sarebbe disumano farlo uscire adesso – osserva Massimo D’Alema -. Non si può privare un anziano di una confortevole esistenza in carcere, spesato di tutto, e obbligarlo di punto in bianco a fare i conti con il caro-vita e la stagnazione economica”. La soluzione è legare la liberazione di Sofri all’aumento del Pil, all’andamento dell’indice Mib e al rapporto fra euro e dollaro, oltre che, naturalmente, ai risultati delle gare di atletica leggera nelle prossime Olimpiadi, allo scioglimento della calotta artica e all’incremento della popolazione degli scoiattoli