Era evidente: una droga normale non sarebbe bastata a ridurlo così! La passione dell’ex frontman dei Bluvertigo è l’oppiaceo smerciato dal famigerato cartello di Collecchio, che ha seminato miseria e distruzione sulle due sponde dell’Atlantico. E meno male che Morgan non se lo iniettava: si sarebbe trovato sul braccio un buco da quattordici miliardi. Il fondo della degradazione: «Per pagarmi la dose ho dovuto impegnare anche l’Argento». Il segretario del Pd Bersani: «Ha sbagliato ma merita una possibilità». Morgan: «Se è una proposta di candidarmi come sindaco a Bologna, può scordarselo». Ora si teme un’ondata di emulazione: se passa la legge sul processo breve, il crack Parmalat se lo fumerà pure la giustizia italiana. A rischio il percorso di riabilitazione del cantante: è stato invitato a tante trasmissioni tivù che per reggere il ritmo dovrà ricominciare a drogarsi. Sanremo off-limits per gli artisti tossici: poco male, tanto di artisti all’Ariston non se ne vedono da vent’anni. Giro di vite a Viale Mazzini: nessuno potrà dire in tivù che la droga fa bene, almeno finché i narcotrafficanti non si compreranno spazi pubblicitari come fanno tutti.
Nell’ora più drammatica, il campione Usa di adulterio seriale si stringe al suo illustre collega italiano. Massimo Tartaglia, l’uomo che ha ferito il premier con souvenir, dimostra una volta per tutte che certa paccottiglia per turisti è un pugno in un occhio. Il suo farneticante proclama: «A Milano andai, a te pensai, questo ricordo ti portai». Dilemma per gli psicopatologi: è più crudele aggredire qualcuno con una miniatura in gesso del Duomo o regalargliela? A casa dell’aggressore ritrovato un vero e proprio arsenale: gondole in peltro, David di porcellana e perfino una palla di neve con la basilica di San Pietro: era il Papa il prossimo obiettivo di Tartaglia? Con un decreto lampo, il ministro dell’Interno mette al bando i souvenir in tutta la penisola: tanto a ricordare per sempre un viaggio a Venezia bastano i conti dei ristoranti. San Raffaele, I sanitari costretti a prolungare la degenza di Berlusconi: «Dice che possiamo dimetterlo solo se perde le elezioni». Intanto il volto insanguinato del nostro premier fa notizia sui media di tutto il mondo: «Incredibile: Berlusconi arrossisce».
Un horror iniziato nel 1993, quando un genio del male nano e pelato ridiede artificialmente vita a un cadavere politico che marciva nelle fogne della capitale. Ma anche prima era un fenomeno da baraccone: era l’unico missino di Roma che non aveva mai menato nessuno. Sedici anni da scudiero, maggiordomo e spalla comica, poi il dottor Silvio commette un errore fatale: procura a Gianfrankenstein la Presidenza della Camera, carica nota per ispirare impulsi distruttivi contro la propria coalizione, come dimostra il caso Bertinotti. Infine, il colpo di scena: riscattato dall’amore per una donzella in pericolo, la Costituzione italiana, lo zombi ingrato si ribella al suo creatore. Per quale dei due mostri tifare? Nel dubbio, meglio scegliere quello incensurato. Silenzio sul set, si gira la sequenza più terrificante: Gianfrankenstein è accerchiato dai freaks del Pdl armati di torce, forconi e articoli di Vittorio Feltri. Soccomberà o verrà salvato all’ultimo momento dai suoi estimatori, Dracula, Freddy Kruger e Montezemolo? Ennesima figuraccia per Pierluigi Bersani: nel ruolo del capo dell’opposizione si fa rubare la scena dall’Uomo Invisibile.
La Clitennestra di Macherio ci va già pesante: per separarsi da lei, il marito dovrà separarsi anche da tre milioni e mezzo al mese. Secondo i legali di Veronica, è la somma adeguata per assicurare alla signora lo stesso tenore di vita: altro che tenore, con quell’appannaggio potrà mantenere tutto il cast del Nabucco. Lo sconforto del premier: «Dov’è un killer della mafia, quando serve?» Anche le famose caprette del parco si affidano agli avvocati: «Pure noi abbiamo le corna da anni». Ancora in discussione la divisione del patrimonio immobiliare: Berlusconi lascerà all’ex moglie le ville, lei gli restituirà Giuliano Ferrara. Silvio e Veronica, la nemesi si compie: lei l’ha conquistato togliendosi il reggiseno, ora sarà lui a restare senza mutande. Per far fronte anche al risarcimento per il Lodo Mondadori, Berlusconi sarà costretto a vendere alcuni oggetti d’uso personale: Gheddafi ha già fatto un’offerta per Mara Carfagna. L’orribile minaccia di Sandro Bondi: «Capo, io non ti lascerò mai, anche se finisci sul lastrico».
Nella Giornata moniale contro la violenza di genere, il governo lancia l'allarme contro le lungaggini della brutocrazia: in Italia una donna su tre ha subito violenza, le altre due sono in lista d’attesa. Lo sdegno delle deputate del centrodestra: «Abbiamo gli stupratori più inefficienti d’Europa: fanno perdere tempo alle donne, che rincasano tardi e non riescono a preparare la cena». Allo studio una legge per sveltire i tempi: a un vero uomo cinque minuti sono più che sufficienti per violentare una ragazza, e resta il tempo anche per pestare un paio di gay di passaggio. Gli abusi in famiglia si riflettono nel tempo libero degli italiani: decisamente «out» le partitelle scapoli-ammogliati, crescono quelle scapoli-uxoricidi.
La doppia vita dell'ex ministro dei Trasporti: insospettabile politico di giorno, scatenata drag queen di notte. La consultazione per il nuovo segretario conferma le segrete inclinazioni del popolo di sinistra: non lo ha scelto perché ha l’apparato dietro di sé, ma perché spera che ce l’abbia davanti. Al nuovo leader messaggi di congratulazioni da Mrs. Doubtfire, Tootsie e Hillary Clinton. Deriva morale del partito che cercava la terza via: oggi si accontenta del terzo viado. Caso Marrazzo, Berlusconi lo avvertì: «Attento, un nano pelato vuole ricattarti con un video hard». Gli psicologi chiedono comprensione per l’ex governatore del Lazio: «E' cresciuto in un ambiente degradato, la Rai Radiotelevisione Italiana.» Amarezza dei brigatisti rossi: «Ai tempi nostri, via Gradoli era una strada rispettabile.» Nella foto (Ansa-Cage aux folles), il neo-segretario del Pd festeggia il verdetto delle primarie.
Il mitico Times sfida il ridicolo: il nostro Silvio non ha scucito un soldo per delle escort strafighe, e avrebbe coperto d’oro dei bruttoni puzzolenti con tanto di barba? Ma dietro lo scoop britannico ci sarebbero le prove: un integralista afghano si è immortalato col cellulare nel bagno di Ignazio Larussa. Dal ministero della Difesa le prime ammissioni: «Sì, abbiamo pagato i taliban per essere gentili con i nostri militari, meteorine e veline erano tutte impegnate a Palazzo Grazioli. Abbiamo provato a offrire ai mullah una candidatura alle prossime europee, ma quelli volevano i soldi.» La Gelmini difende il premier: «Il governo ha finanziato gli studenti coranici: e poi dicono che non facciamo nulla per sostenere la scuola.» Disorientati, usati cinicamente da politici senza scrupoli, beffeggiati dalla stampa straniera: solo gli uomini del contingente italiano in Afghanistan sono messi peggio degli elettori del Pd.
Secondo la Consulta non basta portare le scarpe col rialzo per essere al di sopra della legge. Ora il premier promette di mostrarci di che pasta è fatto: il sugo lo conosciamo già, è alla puttanesca. Poveretto: con tutti i soldi che deve a De Benedetti e a Veronica, potrà permettersi solo l'escort d'ufficio. Ma gli italiani felici per la riapertura dei suoi processi sono pochi: da anni i tribunali erano l'unico posto in cui non si correva il rischio di incontrarlo. Per Angelino Alfano si aprono le porte del canile municipale: come ministro da guardia ha fallito, come ministro da compagnia è meglio la Carfagna. Bossi: «Trascinerò il popolo in piazza»: sai che fatica, grazie alla politica economica del governo il popolo è già in mezzo a una strada. Il Pd si oppone a una crisi senza uscita: «Ci basta la nostra». Ma le grane non distraggono Berlusconi dai suoi compiti di governo: oggi consegnerà agli abusivisti messinesi i primi cinquecento difensori prefabbricati.
Pyongjang come Casoria: un povero dittatore si concede qualche attimo di svago innocente e viene aggredito dai media interazionali. Ma si può violare così la privacy di un regime autocratico? Nel talk show di Brun Il Vesp, il «Caro Leader» racconta la sua verità: «Non mi interessava il suo corpo, ma solo la sua testata». L’accusa più infamante: «Era una bomba minorenne, aveva meno di cinque kilotoni.» Voci sospette anche sui genitori dell'ordigno, due umili isotopi di uranio, arricchiti in circostanze misteriose. Nel suo profilo su Facebook, la sexy bomba ha inserito foto discinte corredate da confidenze piccanti: «Lui mi ha promesso di lanciarmi nel cinema; non so ancora quale ma si trova nella periferia di Seul.» Ma l’erede di Kim Il Sung ostenta sicurezza: «Negli exit poll effettuati all'uscita della sala torture, ho il 97 per cento dei consensi.»
Ballano danze tribali su «Va pensiero», venerano un feticcio del dio Po, parlano un italiano stentato e la pensano esattamente come i lumbard: «Vivere in mezzo agli zulù è impossibile, vogliamo trasferirci in Padania». Hanno la pelle scura e i capelli crespi, e allora? Umberto Bossi è la prova che si può avere un aspetto da africano e sentirsi discendente dei Celti. Ma Berlusconi è rigido: verranno accolte soltanto le immigrate diciottenni munite di regolare book fotografico. Gli altri verranno rispediti in Libia, anche se il paese nordafricano non ha mai firmato la convenzione sui rifugiati: «Non ce n’era bisogno: chi era così idiota da volersi rifugiare da noi?» La maggioranza dei clandestini arriva in Italia in aereo con visto turistico, ma per ora quelli non possiamo sbolognarli a Gheddafi: prima dovremmo regalargli anche cinque nuovi aeroporti. Su un punto, però, il governo ha ragione: dietro i barconi ci sono sempre i criminali. Peccato che poi mandi la polizia nel canale di Sicilia, e non nei porti della Costa Smeralda.
Dietro il litigio del secolo, le spregiudicate manovre del volpone di corso Marconi per assicurarsi Veronica Lario, una donna che da sola fattura come la Opel, anche se come carrozzeria è messa peggio. Già in corso trattative fra il Lingotto e Macherio: Fiat acquisirebbe il 20 per cento di Veronica, dando in cambio a Berlusconi l’agenda telefonica di Lapo Elkann. L’ad più quotato del mondo rassicura le veline minacciate dai tagli: «Non finiranno in mezzo a una strada: verranno ricollocate sul marciapiede». La first lady tira un sospiro di sollievo: il premier era già pronto a presentare in Parlamento il lodo Anna Bolena, che avrebbe permesso a Veronica di separarsi dal capo in maniera rapida e definitiva. E’ già rissa fra gli eredi Berlusconi: dopo i figli di primo e secondo letto, spuntano quelli del terzo divano e del quarto sedile ribaltabile. L'operazione Marchionne non piace al Vaticano, che insiste sul dogma dell'indissolubilità del patrimonio. Ma Silvio è tranquillo: «Non perderò il voto del mondo cattolico: sono pronto a trombarmi anche le suore».
Un sistema elettorale-porcata all’origine della variante italiana del virus messicano. Individuato il primo capo infetto: un anziano verro, riconoscibile dalle folte setole trapiantate, allevato ad Arcore e ingrassato a Roma. La malattia si diffonde attraverso mangimi contaminati: sotto accusa il pastone politico del Tg1 e la broda immonda servita al Tg4. Si consiglia di bollire preventivamente gli editoriali di Maurizio Belpietro prima di consumarli. Inutile la terapia con il farmaco Pd-flu: le dosi sono insufficienti e non servono a un tubo. Le candidate Pdl alle elezione europee già in quarantena presso l’Istituto zooprofilattico. Ultimora dall’Abruzzo, un porcellino accusa i suoi due fratelli: «Hanno costruito case con legno e con paglia al posto del cemento».
Gli incappucciati si giustificano: «Era l’unico modo per accenderla». Tornano i giorni amari del razzismo: per i veri americani è più facile accettare un nero alla Casa Bianca che una Fiat davanti a casa propria. Montgomery, arrestata una Panda: aveva rifiutato di cedere il posto a una Ford per protestare contro la segregazione dei parcheggi. Ma Obama insiste: «Ho un sogno: che un giorno, sulle rosse colline della Georgia una Chrysler e una Fiat possano bere allo stesso distributore.» Tragedia a un MacDonald: obeso mangia una Nuova Cinquecento scambiandola per un doppio cheeseburger. Hollywood si adegua: presto al cinema «L’officina dello zio Tom», la commovente epopea di un elettrauto nero che non guarda al colore della carrozzeria, e «Indovina chi viene a piedi», la storia di una ragazza wasp che, contro la volontà dei genitori, si innamora di una Multipla.
Mani sulla patta da Tripoli a Johannesburg: ora l’ex segretario del Pd potrebbe dar seguito al suo vecchio e sconsiderato progetto umanitario. Accorato appello dei governi africani: «Siamo già abbastanza sottosviluppati senza bisogno di lui». Se riuscirà a comporre le guerre tribali come ha pacificato le correnti interne al suo partito, aspettiamoci un bagno di sangue. Entusiasti i cannibali: «Non c’è nemmeno bisogno di cuocerlo, è già bollito.» Solo D’Alema cerca di dissuaderlo: «Africa? Io suggerirei le isole Kiribati.» E si accende la discussione sulla scelta del prossimo segretario: Bersani rilancia le primarie, Rutelli punta sulle terziarie francescane, Paola Binetti propone direttamente il giudizio di Dio.
Sorride, deglutisce, mugola, ma sono solo sussulti di un sistema nervoso collassato: nemmeno la povera Eluana sarebbe così incosciente da votarlo. Ma potrebbe ancora procreare un altro mostro inabile, magari guidato da D’Alema: basta con l’accanimento elettorale, alle prossime Europee stacchiamogli la spina. Invece di schierarsi contro Berlusconi, che usa il sondino di Eluana per rianimare i suoi sondaggi, il partito di Veltroni dà “libertà di coscienza” ai suoi deputati: troppo tardi, da quelle parti le coscienze sono in libera uscita da almeno un anno. Obbligo di nutrizione, la Lega chiede un’eccezione per i malati terminali immigrati clandestini: «I bingo bongo potrebbero andare in coma apposta per farsi nutrire per anni a spese dello Stato italiano». Se non si svegliano entro mezz’ora, I medici saranno autorizzati a rianimarli col metodo Nettuno: benzina e accendino.
Basta con il ping pong fra ospedali ipocriti e cliniche pavide: la giovane potrebbe essere trasferita nella casa dove già soggiornano diciannove giovani in stato vegetativo. Prenderà il posto di Fabrizio, il maggiordomo di casa Savoia. Cristina, la concorrente maggiorata, non vuole essere da meno: «Anch’io ho vissuto attaccata a delle macchine, però sempre sul sedile posteriore.» Sarà il pubblico a decidere quando staccare la spina di Eluana. a meno che uno dei concorrenti non ci inciampi prima uscendo dalla doccia: un po’ irriguardoso, ma sempre meno dell’indecente tiramolla fra giudici e preti sul suo diritto di morire. Il cardinal Bagnasco: «E’ immorale privare un essere umano di cibo e acqua, ma per Federica farei uno strappo alla regola.» La Cai disposta ad assumere Eluana al posto di Daniela, la hostess Alitalia in agitazione: «Come efficienza sul lavoro, i passeggeri non noteranno la differenza.»
Svelato il contenuto della lettera riservata inviata a Napolitano: dietro l’ostinazione del premier brasiliano a tenersi il leader dei Poc, una malaugurata omonimia e la passione per la nostra canzone d’autore. Respinta sdegnosamente la controproposta di Napolitano: «Ridateci Battisti e prendetevi Povia». Gli intellettuali francesi difendono l’ex-terrorista oggi affermato scrittore: «Non ha ammazzato nessuno: quelle quattro persone sono morte in una rissa per chiedergli l’autografo». Il suo avvocato: «In Italia rischierebbe la vita: verrebbe invitato in troppe università.» Amici brasiliani e francesi, ci dispiace per Battisti, ma non possiamo mandare al governo tutti quelli che vogliono evitare i processi. Ultimora, anche l’Austria chiede l’estradizione di Cesare Battisti: «Ci siamo prima noi: è dal 1916 che gli diamo la caccia.»
Non si è ancora insediato, e butta nel cesso 150 milioni di dollari per un concertazzo da parvenu, concia le figlie come le Casalinghe disperate e spara le solite trombonate sulla missione degli Stati Uniti: ma chi è il leader nero cui si ispira Obama, Martin Luther King o Bokassa? Malia e Sasha volevano un cane, e lui gliene prende due: se tratterà così anche i lobbisti, andiamo bene. Ancora poche ore per il presidente nero: appena vedrà il crollo nei sondaggi sbiancherà di colpo. Michelle Obama maestra di eleganza: «Cazzo mi metto oggi? Un fottuto tailleur Armani e fanculo a tutti». Se l’obiettivo era far tornare simpatici gli Stati Uniti al resto del mondo, era meglio mandare alla Casa Bianca il cast dei «Jeffersons». Bush, pronto a lasciare Washington, annuncia che sta scrivendo le sue memorie: «Sono già a buon punto: ho già scritto “le”».
La Lega ha ragione! La Lombardia non può rinunciare all’unico scalo italiano dove funziona il teletrasporto: non ti sei ancora mosso dall’Italia e ti senti già nel Terzo Mondo. Colaninno rassicura i lavoratori dell’aeroporto lombardo: «Air France ci ha garantito che non chiuderà l’aeroporto finché non salteranno fuori le valigie smarrite dai passeggeri del volo Parigi-Milano del 13 agosto 2002». Letizia Moratti insiste: «Malpensa è necessaria al benessere dei milanesi: vi immaginate cosa potrebbero fare centinaia di addetti allo smistamento bagagli a piede libero nelle strade di Milano?» Già pronto un piano per rilanciare l’aerostazione: per convincere gli aerei a scendere a Malpensa, sulle piste circoleranno attraenti aeree femmine disposte all’accoppiamento.
Appena nato piaceva a tutti, Fossati e Jovanotti gli cantavano la ninnananna, oggi è un mostriciattolo deforme che ispira solo schifo e pietà: qual è il mistero dell’orribile metamorfosi del Partito Democratico? Papà Veltroni chiede l’esame del Dna per la ripugnante creatura, e qualcuno ricorda di aver notato una zingara nana e pelata aggirarsi intorno alla carrozzina del neonato Pd durante un comizio in Brianza. Ma c’è anche chi parla di un complotto di famiglia orchestrato dall’ambiguo zio Massimo insieme ai loschi parenti napoletani. Altri se la prendono con la tata molisana, che avrebbe traumatizzato il piccolo Pd sculacciandolo perché non sapeva fare l’opposizione. Comunque non si può dire che il bebè non sia precoce: ha solo un anno e va già in galera.
In questo sporco rompicapo tutti hanno il decoder di paglia: se non fosse che i soldi ancora una volta dobbiamo tirarli fuori noi, ci sarebbe perfino da ridere. Molti sportivi disdicono l’abbonamento a Sky: «Per vedere partite truccate e arbitri venduti ci basta seguire la cronaca politica sui tiggì Rai e Mediaset». L’aumento dell’Iva su Sky imbarazza anche il governo: per non pesare troppo sul bilancio di palazzo Chigi, il ministro Scajola diventerà semplicemente “Ola”. Murdoch costretto a tagliare Youdem, la tivù di Veltroni; «Fa lo stesso,» commentano gli elettori del Pd, «tanto Veltroni non lo può più vedere nessuno comunque». Dopo l’anatema berlusconiano contro il Corriere della Sera, Paolo Mieli finisce alla Neuro: sentirsi trattare come un campione della stampa indipendente lo ha scioccato. Allegro, Silvio, i consumi crescono: i tuoi elettori stanno consumando tutta la loro pazienza. Ormai l’hanno capito che l’unica promessa elettorale che non tradirai mai è quella di non tassare mai i capelli finti.
Altro che mela! Colpito alla testa da un lastrone di cemento, il sedicenne Federico P. perfeziona la legge di Isaac Newton: è il primo risultato concreto di dieci anni di tagli alle scuole. Compiaciuto il ministro dell’Istruzione: «Finalmente lo studio prepara i ragazzi al mondo del lavoro: quanto a pericolosità, le nostre aule non hanno nulla da invidiare ai cantieri edili». Berlusconi commenta la sciagura al Liceo Scientifico di Rivoli: «Lo dico sempre io che è meglio il Classico: gli studi scientifici sono una mattonata». Gli studenti tornano in piazza: non sono cortei, ma prove di evacuazione. Nuova pista per le violenze alla scuola Diaz: non sono stati i poliziotti, ma i calcinacci.
Altro che piani, pacchetti e giri di vite! Per ripulire l’Urbe dalla feccia umana che terrorizza la gente perbene, la nuova giunta di destra richiama in servizio l’uomo con il knowhow giusto. La ricetta dell’ex capitano delle Ss: «Bisogna intecrare immicrati nel territorio, ad esempio zeppellendoli in eine cava di pietra abbandonata». Violenza alle donne, il supercommissario Angelo Izzo annuncia una campagna di prevenzione nelle stazioni: “Violenterò e ucciderò io le passanti prima che possa farlo un romeno”. Ripristinato il ghetto per gli elettori di sinistra: verranno tutti concentrati nel quartiere Prati, dal quale potranno uscire solo per poche ore al giorno; sconcerto degli interessati: «Ma noi viviamo già così da anni». Che bellezza: con il neo-podestà Eja Alalemanno, i cittadini potranno camminare per strada indisturbati, a passo dell’oca.
L’Italia colpita dala sindrome di Carlo d’Inghilterra: fa fuori il partner più giovane e figo e si getta tra le braccia di un vecchio carampano dal passato discutibile in cui, purtroppo, ha trovato la sua anima gemella. Bossi soppianta Bertinotti nel cuore degli operai: fra due parolai sconclusionati, hanno votato quello che almeno ha la scusa dell’ictus. Ondata omofoba a Montecitorio: cacciato Luxuria, verrà messo al bando anche il Trans-atlantico. Primi contrasti sulla formazione del governo: Silvio porterà a palazzo Chigi quattro donne, ma chi porterà la coca e lo champagne? Presto risolta l’emergenza spazzatura a Napoli: trasportata a Mediaset, verrà trasformata in programmi di intrattenimento. Esselunga comprerà Alitalia: visto che i prezzi degli alimentari continuano a volare, i vecchi carrelli della spesa verranno sostituiti dai velivoli della compagnia di bandiera. E ora il Churchill di Arcore ci promette “lacrime e sangue”: niente paura, è solo il titolo della nuova canzone di Mariano Apicella.
Silvio Berlusconi padre senza pietà: ha impedito a Napolitano di rianimare la piccola, negandole perfino le cure compassionevoli. Delusione di Marini e Veltroni, che si erano offerti invano di adottarla: «Alimentata artificialmente a poltrone, sarebbe potuta sopravvivere ancora qualche mese». Concepita nell’aprile 2006, la povera creatura era segnata dalla Porcellosi, una grave tara genetica del sistema elettorale trasmessa dal centrodestra che rattrappisce le maggioranze e sviluppa ipertroficamente ministri e sottosegretari, impedendo qualunque movimento. La Chiesa vieta la diagnosi preimpianto, l’unica tecnica che consentirebbe di scartare gli embrioni dei governi in cui è presente Mastella. Ginecologi scettici sul voto del 13 aprile: per convincere gli italiani a fecondare nuovamente le urne sarà necessaria la stimolazione ormonale.
Grazie alla famosa università a distanza, Benedetto XVI potrà rompere le balle a studenti e professori senza muoversi dal Vaticano: «Ne ha il sacrosanto diritto – confermano i suoi tutor – visto quel che gli facciamo pagare». Anche da sinistra si critica la protesta dei docenti della Sapienza contro il Papa: «Discriminato uno studente lavoratore straniero». Il Viminale: «Eppure alla Sapienza c’erano tutte le garanzie di sicurezza: da anni Scattone e Ferraro non frequentano più l’ateneo». L’Osservatore Romano riporta d’attualità la vicenda di Giordano Bruno: «Non è stato bruciato, ma termovalorizzato». Nuovo testimonial d’eccezione per il Cepu: «Giuliano F., 60 anni, ateo ed ex comunista, ha laureato la sua intolleranza ed è diventato teologo». Detto fra noi, l’ottanta per cento dei giovani italiani non sa perché si alternano il giorno e la notte: chi ha offeso di più Galileo, la Chiesa della Controriforma o la scuola della riforma Moratti?
Non contento di esibirsi ogni giorno sui giornali e in tivù, l’anziano esibizionista trasferisce in rete il suo vizietto preferito: «Ciao, mi chiamo Fausto B., porto una terza carica dello Stato e ho tanta tanta voglia di fottere il governo come nel ‘98, vuoi guardarmi? Solo 0,90 euro al minuto». Subito migliaia gli utenti collegati con il live-show più piccante del momento: «E’ più eccitante di Libero, del Tg4 e perfino delle porno-chat di Clemente Mastella.» Con un piccolo sovrapprezzo, i fan possono vedere Fausto mentre fa il pissing nel piatto dove mangia. Erotomani divisi: per alcuni era più arrapante il Bertinotti di nove anni fa, quando inchiappettava Prodi in tandem con Massimo D’Alema. Rifondazione prende le distanze dal suo leader carismatico: «Novanta centesimi al minuto ci sembra un po’ troppo per un lavoratore, la Brambilla ne chiede solo settanta». Palazzo Chigi prova a riconquistare il mercato dell’hard on-line: presto attivo un sito per collegarsi in diretta al navigatore satellitare di Silvio Sircana.
Dalle ultime analisi del Ris appare sempre più complessa la dinamica dell’omicidio: mentre era impegnato a sgozzare la studentessa inglese, l’assassino stava anche cagando, perdeva sangue dal naso, si grattava la forfora e si passava in bocca il filo interdentale. I legali di Raffaele Sollecito: «Dimostreremo che non è suo il cerume trovato nel tostapane: il nostro assistito di solito se lo spalma sui pantaloni». Un colletto di camicia unto incastra un quinto uomo: che sia l’Uomo in Ammollo? Degrado organico della cronaca nera: dai delitti di sangue ai delitti di cacca, vomito e pipì. Che tristezza: in “Csi” il Dna serve a incastrare i colpevoli, da noi solo a sapere chi si è fatto il bidet. Nuove prospettive del diritto bio-penale: scoreggiare davanti al gip è incidente probatorio? Sconfortanti lacune tecnologiche dei ventenni: fanno meraviglie su Internet, ma non sanno tirare la catena del water. Ultimora, dopo una telefonata di Hillary Clinton, Amanda cambia ancora versione: «Ne sono certa: il negro che ho visto con Meredith era Barack Obama».
Dalla curva dello stadio alla curva glicemica: i tragici fatti di Arezzo illuminano la triste evoluzione dei “furiosi”. Le trasferte calcistiche sono solo una scusa per fermarsi a metà strada a litigare sui classici della ristorazione su strada: ormai seguire una partita è uno sforzo mentale troppo superiore alle facoltà mentali dei nostri tifosi. I baristi degli Autogrill di tutta Italia confermano: «Ogni domenica è un inferno: sassaiole a base di Alka Selzer e petardi al bicarbonato di sodio». Sospeso il derby della mozzarella “Caprese”-“Bufalino”. Catania, finalmente chiarito anche l’omicidio Raciti: a spappolargli il fegato fu un sandwich al tonno lanciato da distanza ravvicinata. Amato difende i poliziotti che non hanno risposto agli attacchi dei facinorosi domenica sera: «Sparare contro gli ultrà scatenati sarebbe stata una follia: meglio aspettare che si fossero addormentati in macchina». Solidarietà al governo italiano da Nuova Delhi, invasa da scimmie impazzite: «Nemmeno noi sappiamo come reagire: in India i macachi sono animali sacri, quasi come i tifosi in Italia.»
Basta con i pistola, la nuova sinistra ha fame di pistoleri! Paranoico, mammone, affetto da sindrome da accerchiamento, meglio armato di una squadra dei Nocs: nessuno più di Angelo Spagnoli ha tutte le cartucce in regola per sintonizzarsi sulla fame di sicurezza degli italiani e sulle improvvisate risposte di chi li governa. Già al lavoro la segreteria del Partito Democratico per stilare un dettagliato pogrom in 280 pagine sull’emergenza immigrazione. Parlamento, iter accidentato per il pacchetto sicurezza, con la Cdl che voterà il decreto sulle espulsioni solo se verrà esteso a Romeno Prodi, e la sinistra radicale che chiede più tolleranza per gli zingari: «Nomadi spediti a Bucarest? Sì, ma solo in tournée». Calabria, espulso un romeno da San Luca: «Non voleva integrarsi con la popolazione locale – spiega il questore -, due anni che stava qui ed era ancora incensurato». Intanto, nessuno si caga la studentessa violentata e sgozzata a Perugia: donne, fatevi ammazzare solo nelle città il cui sindaco si candida a premier.
Tutto questo cancan per capire quel milioni di italiani chiedono dal 1991 in tutti i modi possibili: ci vuole un partito progressista unito con un leader credibile. Altro che primarie, costava meno regalare un Amplifon a tutti I politici dell’Unione. In qualunque altro paese la gente si sarebbe stufata da un pezzo di ripeterlo, noi invece abbiamo abboccato ancora una volta, ma non ci sarà una prossima. Un monito per Veltroni: se finisci anche tu come Prodi, che con quattro milioni di voti popolari oggi non può fare uno sternuto senza il placet di Mastella, in Africa ti ci mandiamo noi a calci in culo. Per ora, il tuo Pd ci regala un’emozione che non provavamo dai tempi del Pci di Berlinguer: essere il primo partito, e non contare un cazzo. Affluenza strabiliante, malgrado alcuni dati sospetti: chiaramente gonfiato lo 0,6 per cento di Piergiorgio Gawronsky. Immigrati al voto, la comunità indiana ha puntato su Rosi Bindhi. Problemi per i sedicenni, ammessi per la prima volta a una consultazione politica: «Fare una croce su un nome? Troppo difficile, a scuola col programma non ci siamo ancora arrivati».
L'ultima follia delle notti londinesi: accalcarsi nelle disco trendy è out, l’ultima moda è fare l’alba in fila davanti a una banca, fra tonfi e rialzi mozzafiato, panico e isterismi. «Ho pianto e urlato per i Beatles e gli Stones – rivela una sessantenne – ma mai come per questi Subprime: mi fanno sentire squattrinata come a diciott’anni». Era dai tempi del punk che non si sentivano testi oltraggiosi come quelli del Northern Rock: «Il vostro denaro è al sicuro con noi, sebbene dobbiate aspettare un po’ per riaverlo, lo riavrete, siamo una banca solvibile, adeguatamente capitalizzata e ben gestita.» Johnny Rotten dei Sex Pistols: «Che schifo, nemmeno io avrei avuto il coraggio di insultare così il pubblico». L’ansia dei risparmiatori diventa psicosi: due lord che facevano jogging in Regent's Park sono stati inseguiti al grido «Vogliamo estinguere i conti correnti». Incubo baby-gang a Liverpool: quattro dodicenni aggrediscono coetaneo e lo obbligano ad accendere un mutuo a tasso variabile. Italia, le banche rassicurano la clientela tentata di ritirare i propri depositi: "Non siamo a corto di liquidi: in caso di assalto agli sportelli, useremo gli idranti."
Una carriera promettente, anni di impegno dalla parte dell'uomo comune, tutto in fumo per una notte brava con un deputato da quattro soldi: costretta a lasciare il marciapiede l'insospettabile squillo rimorchiata da Cosimo Mele. «I clienti mi chiedono di restare, ma ho troppo rispetto per la mia carica e per le mie colleghe», spiega con grande dignità la professionista, cui ora non resta che cercare un posto alla Rai. Intanto emergono i particolari più scabrosi della piccante avventura: la donna avrebbe chiesto a Mele un rapporto non protetto, col rischio di esporsi al contagio del virus Udc. Problemi in famiglia anche per l’onorevole: «Non so come dirlo a mia moglie, lei crede che sia io a vendere il culo a Montecitorio». Roma, i cittadini si ribellano al degrado: i parlamentari sono troppi, rimorchiano in strada a tutte le ore del giorno e della notte, fanno baccano nei locali e in più sono così brutti da spaventare i bambini. Pronta una petizione popolare per l’istituzione nella capitale di appositi quartieri a luci blu, in modo che chi vuole andare a politici non dia scandalo alle persone perbene.
Né dolo né squilibrio mentale, solo l’infantile entusiasmo degli indigeni per una scoperta arrivata con qualche centinaio di millenni di ritardo: ecco la spiegazione degli assurdi roghi che divorano le foreste del nostro Meridione. La prova in alcuni graffiti rupestri risalenti a due giorni fa ritrovati in una caserma della Forestale sulla Sila. Seppur a caro prezzo, finalmente innescato anche negli angoli più arretrati d’Italia il processo della civilizzazione umana. Il governatore della regione Agazio Loiero è fiducioso: “Ora l’obiettivo di portare la Calabria nell’Età del Bronzo entro l’8007 non è più una chimera”. Grazie a una partnership con i Sumeri, le popolazioni del Sud potrebbero inventare la ruota fra soli 250mila anni, molto prima della chiusura dei cantieri sulla Salerno-Reggio Calabria. Ma il radioso futuro del Mezzogiorno è già ipotecato dalla malavita organizzata: il traffico di pietre focaie accende la guerra fra il clan dei Cromagnone e le feroci orde della N’dranghertal.
Vaticano, svolta antiproibizionista: via libera all’allucinogeno brevettato nel 1570 da papa Pio V. Da tradizionale “weekend-drug” dei nostri avi, che, insieme alle bevute all’osteria, aiutava a sopportare le durezze dell’esistenza, a droga dei ricchi, da consumare in circoli esclusivi insieme a contesse fanatiche e politici bigotti: riuscirà il “motu proprio” di papa Ratzinger a riportare la messa tridentina nella hit parade degli stupefacenti? Torpore, stordimento, ebbrezza misticheggiante: gli effetti dell’incomprensibile borbottio del sacerdote, tra fumi di incenso e litanie ipnotiche, equivalgono a quelli di una mezza dozzina di spinelli. Sotto accusa Paolo VI, che nel 1969 mise in soffitta il messale in latino costringendo tanti giovani a cercare la stessa ebbrezza nella marijuana. Ma gli esperti avvertono: “E’ un latino tagliato malissimo, in dosi eccessive ottunde le facoltà mentali, come dimostra il caso di Antonio Socci”. Primi dubbi fra i neo-adepti dell’antica lingua liturgica: «Okay, Deus è Dio e Christus Cristo, ma chi cavolo sono Kyrie e Leison?»
Macché no-global, la vera minaccia per George W. sono i fan di Claudio Villa: «Er capo der paese der rocckenroll non profanerà la culla der Reuccio de la melodia». Gli strateghi mettono in guardia Bush dal famigerato "Triangolo della morte": pajata-rigatoni-coda alla vaccinara. I marines della scorta non esiteranno a fare uso di bombe al fosforo: «Sono meglio dell’Alka Seltzer». Giuliano Ferrara si offre come assaggiatore per la coppia presidenziale. Malgrado i timori, confermata la visita di Bush alla comunità di Sant’Egidio: «Lo accoglieremo in pace, – garantisce l’organizzazione – il dialogo con i fanatici sanguinari è la nostra specialità.» Blindata e presidiata, Trastevere non perde la sua pittoresca atmosfera latina: sembra Guantanamo. I tiratori scelti appostati sui tetti non sorprendono i romani: «Cos’è, la commemorazione del decennale dell’omicidio Marta Russo?» Piazza San Pietro vigilata da agenti Cia travestiti da preti: facile distinguerli da quelli veri perché non molestano i bambini. Prodi tranquillo in vista dell’incontro con Bush: «Le nostre scelte riguardo alla base di Vicenza confermano che non siamo uno stato-canaglia, ma un fedele stato-coniglio». Secondo il programma, gli americani dovrebbero andarsene sabato sera: speriamo solo che il viaggio non sia stato organizzato dallo stesso tour-operator della missione in Iraq.
Il giallo di Perugia lo conferma: la vera famiglia italiana è composta da un papà, una mamma e un agente del Ris. Evidentemente, nel matrimonio sono cambiate le regole d’ingaggio, ma le mogli non sono state avvertite. Si evolvono i simboli del vincolo coniugale: per la donna la fede al dito, per l’uomo le manette ai polsi. Hanno ragione i teocon, non si può mettere sullo stesso piano una coppia gay e una coppia regolarmente sposata: è difficile che un omosessuale ammazzi di botte la moglie incinta. La Chiesa perdona Roberto Spaccino: «Barbara era perfettamente sana e non voleva morire: suo marito dunque non si è macchiato dell’orrendo crimine dell’eutanasia». Ma i vicini inveiscono contro l’uxoricida che ha messo in scena una rapina per nascondere il delitto: «Bastardo, se confessavi prima evitavamo di spendere una fortuna in antifurti». Domenica prossima grande manifestazione nazionale a Roma per protestare contro una magistratura relativista che si rifiuta di scaricare gli omicidi in famiglia al primo sbandato romeno a tiro. Silvio Berlusconi annuncia la sua presenza: «Così, se succede qualcosa a Veronica, avrò un alibi di ferro».
Gli archeologi svelano un colossale scandalo bimillenario: a uccidere migliaia di pompeiani nel 79 d. C. furono le tonnellate di immondizia abbandonata in strada e i vapori degli incendi appiccati nel tentativo di distruggerla. La verità in un papiro ritrovato nella “Villa dei misteri”, contenente la ventesima lettera di dimissioni del commissario imperiale Bertolasus. L’eruzione assassina? Un falso storico accuratamente confezionato per coprire le pesantissime responsabilità degli amministratori locali e l’insipienza del governo romano nella gestione dell’emergenza rifiuti. Plinio il Giovane, autore della relazione che ha ingannato gli storici per duemila anni, radiato dall’Ordine dei Giornalisti. Entusiasmo a Napoli: “Il futuro della città è assicurato – esulta il sindaco Jervolino – se continua così, nel Tremila saremo un visitatissimo parco archeologico.» I killer della camorra avvisano che a causa dell’impraticabilità delle strade invase dai liquami, i regolamenti di conti sono temporaneamente sospesi per motivi igienici. Finalmente individuato l'unico sito in Campania dove una discarica migliorerebbe il paesaggio: il set di "Un posto al sole". Intanto il fetore dei rifiuti putrefatti nella periferia nord arriva fino nei quartieri spagnoli: a Madrid venti persone hanno dovuto ricorrere al pronto soccorso.
Privati del loro più temerario leader militare, i talebani sfidano gli occidentali con la guerra dei nervi: il successore di Dadullah è il vincitore del concorso “Mullah fanatico con il cognome più incasinato”. “E’ crudele e non conosce la pietà – assicura chi lo conosce – non permette nemmeno agli intimi di chiamarlo con un diminutivo.» Il suo quartier generale è la regione di Helmand, che occupa quasi interamente con la sua carta di identità. Già si contano le prime vittime: cinque inviati americani colpiti da crampi alla lingua mentre tentavano di comunicare le sue generalità. Preoccupazione alla Casa Bianca: quando Bush sarà riuscito a leggerne per intero il nome del mullah, il suo mandato elettorale sarà già scaduto. Il ministro Parisi: «La spedizione italiana verrà rafforzata da un battaglione di logopedisti». Intanto gli Usa tirano un sospiro di sollievo per le notizie rassicuranti sulla salute di Muammar Gheddafi: «Sarà una canaglia, ma almeno ha un nome facile da pronunciare.»
Può morire di sete un Paese che fa acqua da tutte le parti? D’accordo riparare il buco nell’ozono, ma nel frattempo non si potrebbe riparare qualche buco nell’acquedotto? Riuscirà ad alzare di un metro il livello dei fiumi un governo che non riesce ad alzare di un millimetro il livello dei programmi Rai? In cerca di risposte, andiamo a spulciare punto per punto le misure d’emergenza studiate dall’esecutivo per affrontare la grande sete.
“DOMANI NEVICA”. In attesa che il presidente della Cei si renda utile rispolverando qualche rituale propiziatorio per le piogge (com’è noto, piove sempre sul Bagnasco), il governo si affiderà alla vecchia credenza popolare secondo cui fare cose insolite e contro ogni aspettativa determina precipitazioni fuori stagione. Inizieranno i rappresentanti dell’esecutivo: Romano Prodi pronuncerà un’intera frase in modo intelligibile, D’Alema tasterà il culo a una segretaria della Farnesina, Clemente Mastella si occuperà dei problemi della giustizia...
ACQUA POTABILE. Potrebbe essere necessario il razionamento dell’acqua potabile, che verrebbe erogata solo per qualche ora alla settimana. In Sicilia, dov’è così da sempre, verranno abolite anche le poche ore settimanali d’acqua, se no la gente non nota la differenza fra un’estate siccitosa e una normale. Oltre che ai controlli anti-alcool, gli automobilisti potranno essere sottoposti a test per verificare quanta acqua hanno ingerito prima di mettersi al volante. In caso di eccesso idrico, il conducente sarà obbligato a restituire il surplus sudando in un’apposita sauna portatile fornita dalla Polstrada. Durante i mesi estivi sarà consentito pisciare solo in prossimità degli incendi boschivi.
IGIENE PERSONALE. Imminente l’introduzione delle targhe alterne per dimezzare il consumo idrico domestico: nei giorni pari o dispari la doccia sarà consentita ai possessori di auto con targa corrispondente. Per facilitare gli accertamenti dei vigili urbani, si dovrà andare sotto la doccia a bordo dell’auto (favoriti i possessori di veicoli munita con tettuccio apribile). Nei giorni proibiti ci si potrà lavare solo a secco, sfregandosi con pezzuole o strumenti alternativi (sul sito del ministero dell’Ambiente è scaricabile un minicorso di auto-detersione linguale, tenuto dal gatto di Fulco Pratesi).
BUCATO. Il lavaggio in lavatrice consuma elettricità, ma quello a mano impiega più acqua. Soluzione, lavare le mutande una volta al mese, quando i detriti biologici avranno formato una spessa crosta che potrà essere agevolmente staccata a secco. Per risolvere alla radice il problema, verrà incentivato a tutti i livelli il nudismo, almeno nei mesi estivi (e ben presto estensibile anche nei mesi invernali, grazie al riscaldamento globale.)
AGRICOLTURA. Multe per i contadini che andranno a piangere dal governo sulla crisi del settore, invece che piangere sulle loro zolle aride riciclando utilmente le secrezioni lacrimali. Sarà incoraggiato il riciclaggio: con l’acqua di cottura di una pastasciutta si può irrigare un ettaro di terra, basta un po’ di pazienza e un contagocce. L’importante è eliminare gli sprechi: mai innaffiare una pianta se prima non ha chiesto educatamente “posso avere un po’ d’acqua per piacere?”.
PISCINE. Verranno mantenuti solo gli impianti pubblici multi-tasking, cioè le piscine che oltre ad ospitare attività ludico-sportive fungeranno simultaneamente anche da lavatoio pubblico, abbeveratoio, risaia, allevamento di trote, vasca elettrolitica, fonte battesimale e autolavaggio. Sulle piscine private, immancabile accessorio delle ville dei ricchi, la maggioranza è divisa: i Verdi vorrebbero adibirle a stagni di ripopolamento per il rospo cornuto mediterraneo e altre specie lacustri in via d’estinzione, i moderati ne permetterebbero l’uso solo a patto di venire invitati tutti i weekend, la sinistra radicale le lascerebbe così come sono, e si limiterebbe a confiscare la villa.
Da perfetti sconosciuti a star a cinque punte, e tutto nel giro di poche ore: solo il manager di Costantino e di Melissa Satta poteva firmare una così fulminea scalata al successo. "Macché terroristi, sono solo ragazzi con tanta voglia di emergere - commenta Mora, compiaciuto -, ma troppo pudibondi: erano stati scartati ai provini di tutti i reality show perché si ostinavano a fare la doccia col passamontagna." Spesso ospiti della sua villa in Sardegna, Claudio Latino e compagni erano richiestissimi nelle feste Vip per creare un'atmosfera: quando uscivano col mitra spianato da una torta gigante, erano più eccitanti delle oba-oba. Il prossimo progetto del guru del jet-set: un calendario sexy con Oreste Scalzone. Forze dell'ordine in difficoltà: oggi per arrestare un terrorista prima devi contattare il suo agente. La Cgil decisa a fare pulizia al suo interno: "Isolare i fiancheggiatori dei tronisti". Dagli studi di "Porta a porta" i brigatisti degli anni Settanta accusano: "Questi sono solo esaltati in cerca di visibilità mediatica, come ripetiamo continuamente anche a Ballarò, Matrix, Unomattina e sulle pagine dei giornali." Vittorio Feltri, minacciato di morte, sfida i terroristi: "Razza di imbecilli, violenti e fanatici, invece di spararmi, perché non venite a fare uno stage a Libero?"
Ma che razza di economista sei? Se proprio dobbiamo cedere chilometri quadrati di Veneto a una banda di assassini internazionali, tanto vale scegliere quelli che pagano meglio e non vanno in giro coi caccia ad abbattere i nostri aerei di linea e a tranciare i cavi delle nostre funivie. Il sindaco di Vicenza conferma l’interesse di Osama bin Laden per la città: «Nel suo ultimo video salutava con la formula “Baccalàh akhbar”». Ma ormai l’allargamento della base Usa sembra cosa fatta: seguirà un referendum per approvare l’allargamento del culo dei vicentini. Il Pentagono rassicura i viticoltori della zona: «Rispetteremo la vocazione del territorio, installeremo solo bombe a grappolo». Mezzo miliardo di dollari, 4500 uomini in arrivo, stampa e tivù off-limits: più o meno come le nozze di Tom Cruise, ma con Bush al posto di Scientology. Gli americani hanno riempito l’Italia di installazioni militari contro il pericolo comunista, e ora i comunisti ce li abbiamo al governo: se adesso vogliono combattere al Qaeda, probabile che entro un decennio ci ritroviamo i mullah a Palazzo Chigi. E ora la Cdl chiede al premier di rispettare un altro impegnuccio preso dal suo predecessore con un paese amico: «Raddoppiare l'estensione della Città del Vaticano».
Una lite per rumori molesti, rancori non sopiti e soprattutto la fatale potenza di un noto detto popolare dietro il massacro nel Comasco. Gli inquirenti: «Ci saremmo arrivati prima, ma eravamo concentrati sulle piste “mogli e buoi dei paesi tuoi”, “parenti serpenti” e “Bacco tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere”». Decadenza del crimine italico: altro che esame del Dna, spesso basta Frate Indovino. La Lega Nord difende i coniugi Romano: «Sono padani onesti, hanno sgozzato quattro persone però non hanno portato via uno spillo». Monta l’insofferenza del paese contro gli immigrati: «Adesso questi non si scomodano più nemmeno ad ammazzarci, e ci tocca di nuovo farlo da soli.» Trasferiti nel carcere di Erba, gli accusati non sembrano ansiosi di uscirne: «I nostri vicini di cella sono pedofili tranquillissimi, adesso finalmente possiamo dormire.»
Dopo l’arrivo delle quattro statuine gay nel presepe di Montecitorio, due insospettabili trovano il coraggio di venire allo scoperto: «Facciamo coppia da duemila anni, siamo dello stesso sesso ma di specie diversa, e né Maria né Giuseppe ci hanno mai discriminato». I due quadrupedi, scacciati dalle rispettive famiglie a causa delle loro inclinazioni, già convivevano come una coppia di fatto nella capanna di Betlemme, quando accolsero con gioia Maria in avanzato stato di gravidanza: «Avremmo tanto voluto un figlio, il piccolo Gesù ha in parte esaudito il nostro sogno». Anche i pastori escono dalla clandestinità: «Fra noi moltissimi casi stile Brokeback Mountain». Le tre drag queen Gaspara, Melchiorra e Baldassarra già in viaggio dall’Oriente per portare oro, incenso e rimmel. Deputati leghisti chiedono l’abolizione del presepe alla Camera: «L’è tuto pieno de culattoni, meglio l’albero, che si vede che cià le bale.»
L’ex dittatore cileno ha perso le penne ma non il vizio: a poche ore dal suo arrivo, molti simpatizzanti celesti di sinistra, sospettati di voler instaurare un regime comunista in Paradiso, mancano misteriosamente all’appello.
Oltre al celebre rivoluzionario di Nazaret e a suo cugino, il noto hippy sovversivo Giovanni Battista, risultano scomparsi il monaco anticapitalista Francesco d’Assisi e la grintosa pasionaria Maria Maddalena.
La Madonna in lacrime sfila mostrando la foto del figlio: “Erano quasi duemila anni che non svolgeva più attività politica, perché accanirsi contro di lui?”
Mentre centinaia di beati dissidenti chiedono asilo all’Inferno, infuriano gli scontri fra gli angeli fedeli al governo legittimo, e quelli che sostengono Pinochet, i sanguinari “cherubineros”.
Un cattolico osservante si ribella all’accanimento terapeutico: Pierferdinando Casini, cinquant’anni, malato terminale di opportunismo bilaterale inciuciotrofico, da oltre un decennio viveva attaccato a un costosissimo macchinario inventato da un ciarlatano milanese. Ma nemmeno il sofisticato baraccone riusciva più a garantirgli una decorosa qualità della vita: per placare il dolore di non essere più presidente della Camera gli venivano somministrate ogni giorno dosi massicce di sedativi. Incerto se recupererà le sue funzioni vitali o se, come più probabile, tenterà di fregarle a qualcun altro. Il prete si rifiuta di impartirgli l’estrema unzione: «E’ già abbastanza viscido di suo». C’è un tragico precedente: il suo collega di partito Marco Follini aveva staccato la spina mesi fa, e dopo pochi minuti politicamente era già morto e sepolto. Ma un altro ex compagno, Clemente Mastella, è più ottimista: «Anche se resterà privo di coscienza, può sopravvivere alla grande: guardate me.» Deciso no all’eutanasia da parte di Giulio Andreotti: «La mia posizione in materia è la stessa di trent’anni fa: non si può lasciar morire un essere umano, a meno che non sia stato rapito dalle Brigate Rosse.»
Un comico inglese, nei panni di un finto giornalista kazako, fa arrabbiare mezzo mondo, un bigotto tedesco, nei panni di un vero pontefice cattolico, farà arrabbiare l’altra metà: imminente sugli schermi l’attesissimo capolavoro comico in cui Benedetto XVI sbarca nel paese della Mezzaluna per migliorare i rapporti fra le religioni a suon di gaffe interetniche. Imperdibile la scena in cui, per placare le proteste dei fondamentalisti, lui e il suo segretario si spacciano per l’ispettore Derrick e Harry. Già circolano alcune delle battute più clamorose: “Noi cattolici siamo più evoluti: voi musulmani a donne mettete velo e basta, noi mettiamo velo solo a donne brutte e chiudiamo loro in convento”. “Le nostre relicioni non possono scontrarsi: stanno ferme da secoli”. “Paese di fanatici reliciosi non può entrare in Europa: ecco perché neanche Vaticano è in Ue.» «Tu Lupo Grigio? Piacere, io Cappuccetto Bianco». Il suo conciliante messaggio al Patriarca ortodosso di Costantinopoli: «Se si dispatriarcortodossocostantinopolizzasse, ci dispatriarcortodossocostantinopolizzeremmo noi». Il film sarà censurato da Ankara, dal Vaticano e da tutti i tiggì Rai, però in Kazakhstan si divertiranno un casino.
Il grande cineasta conquistato dalle centinaia di plebei maciullati nel centro di Roma: “Wonderful scena di massa for my remake of Spartacus”. La Festa del Cinema coinvolge anche i soccorsi, allestiti dalla Croce Rossellini. Appello accorato del sindaco ai divi presenti a Roma : “Servono urgentemente autografi del gruppo A, B e O”. Dietro la sciagura, un errore umano: i passeggeri avevano imprudentemente scelto il metrò invece di pretendere una limousine personale come Leonardo Di Caprio. Molti gli attori recatisi sul luogo del disastro, da Francesco Rutelli al ministro Pecoraro Scanio. Monica Bellucci in lacrime al capezzale di un ferito: “Mi ha detto che sono un po’ ingrassata”. Gelido commento dei responsabili della Mostra di Venezia: “Da noi certe cose non succedono, al massimo un tamponamento fra gondole”.
Nello spazio profondo nessuno può sentirti bestemmiare? Errore: interpretati come brusii sacrileghi alcuni suoni provenienti dalle ultime propaggini della galassia e ritrasmessi da Al-Jazeera, milioni di islamici scendono in piazza e proclamano la jihad contro gli extraterrestri. Gli astronomi escludono categoricamente l’esistenza di miscredenti nel cosmo: “Non essendovi le condizioni per lo sviluppo di forme di vita intelligente, è più probabile che l’universo brulichi di fondamentalisti religiosi”. Malaugurato equivoco a Dubai: integralisti bruciano la Lamborghini ultimo modello di uno sceicco scambiandola per un’astronave. Iran, dopo la corsa al nucleare, Ahmadinejad lancia il programma spaziale iraniano: “Manderemo in cielo milioni di esseri umani, tutti israeliani”. Caso Ratzinger, dal mondo islamico una lezione arrivata troppo tardi: se nel corso dei secoli anche i cristiani avessero fatto casino ad ogni stronzata che diceva un papa, forse oggi avremmo una Chiesa più credibile. E la guerra santa? Tranquilli, scoppierà solo quando Dio e Allah affideranno la difesa dei rispettivi brand agli avvocati.
Ci pareva che fosse troppo mal condotta e pasticciata per essere una vera guerra. E infatti, dietro il testardo accanimento di Israele su vecchi e bambini libanesi c’è solo il generoso tentativo del governo di Tel Aviv di strappare al suo lungo torpore il mandante delle stragi di Sabra e Chatila. “Fategli sentire la musica della sua giovinezza”, hanno raccomandato i medici dell’ex premier. Piena sintonia fra Condoleezza Rice e Ehud Olmert: entrambi devono le loro fortune politiche a presidenti con l’encefalogramma piatto. Grazie ai raid israeliani, il Libano è ridiventato la Svizzera del Medio Oriente: è più bucherellato di un formaggio Emmental. La guerra sconvolge la geografia urbana: anche a Beirut e a Sidone ci si sente sempre a Tiro. Dopo i no alle richieste di tregua o cessate il fuoco, diplomazia internazionale al lavoro per convincere I belligeranti a concedere almeno un break pubblicitario. Hezbollah nega di usare i civili come scudi umani: «E’ tutto legale: sono stagisti, se sopravvivono li assumiamo come kamikaze»
Come mettere d’accordo Di Pietro e Rifondazione e acchiappare due piccioni con una fiducia: svuotiamo le celle e riempiamo le garitte a Kabul! Invece di rifinanziare i nostri onesti soldatini per farsi ammazzare dai capitribù afghani, mandiamo laggiù i sessantasei condannati per corruzione, frode e reati fiscali che beneficieranno dell'indulto: un agguerrito manipolo di “bustarelle di cuoio” che si troverà perfettamente a suo agio nella forza multinazionale di trafficanti occidentali che fanno affari all’ombra compiacente del governo Karzai. I tangentari italiani, inquadrati nel battaglione “Mario Chiesa” partiranno per l’Oriente sotto l’esperta guida del neo-generale Cesare Previti, che già promette: “Non faremo prigionieri”. I nostri eroi troveranno ad attenderli politici corrotti, ras locali senza scrupoli, appalti truccati e malversazioni ai danni di cittadini: si accorgeranno di essere in missione all’estero?
Un risultato che ci mancava da anni: vedere degli eroi rientrare in Italia avvolti nel tricolore mentre ancora respirano. La forza dell’abitudine ha causato un’imbarazzante gaffe all’aeroporto di Pratica di Mare: i neo-campioni del mondo sono stati accolti in una camera ardente mentre la banda suonava il “Silenzio”. Grazie, azzurri: ormai credevamo che l’unità nazionale fosse una cosa che si produceva intorno alle bare, come la muffa. I soldati di stanza in Iraq e Afghanistan si appellano a Prodi: «Qui siamo già al centocinquantamillesimo tempo supplementare, quand’è che ci fate tirare i rigori, così torniamo anche noi?» Calcio-scandalo, Luca Toni assalito sotto la doccia da un'orda di tifose impazienti di offrirgli personalmente un colpo di spugna. Sardegna, Berlusconi perplesso: i manifestanti che l'hanno chiamato "Buffon" volevano contestarlo o fargli un complimento? Dopo la testata di Zidane in reazione all’insulto di Materazzi, rafforzata la scorta dell’ex ministro Calderoli: molti extracomunitari rischierebbero volentieri l’espulsione pur di dargli una capocciata al plesso solare.
Lieto fine per la drammatica fuga dell’irrequieto plantigrado padano, scappato anni fa dall’oasi faunistica della Val Brembana e arruolato da un cinico addestratore milanese che lo faceva ballare nelle fiere vestito da ministro per le Riforme. Lunga la serie di accuse a suo carico, dalle aggressioni contro persone di religione islamica alle razzie alla buvette di Montecitorio. I costituzionalisti inferociti volevano la sua testa: «Altro che specie da proteggere, l’orso Calderolo ha tentato di fare a pezzi l’Italia». In suo favore era stato promosso un appello internazionale, primi firmatari Bigfoot, lo Yeti e l’onorevole Borghezio, per una soluzione incruenta e rispettosa dei diritti degli animali. Per fortuna gli è andata meglio che a Bruno, l’orso trentino impallinato in Austria: con una battuta durata due giorni, migliaia di elettori sono riusciti a fare il vuoto intorno al povero bestione, convincendolo a rientrare precipitosamente nelle sue selve lombarde, dov’è stato festosamente accolto dall’anziano e malconcio capobranco, il grizzly Umberto.
Chi l’avrebbe mai detto? Perfino la grintosa conduttrice dell’Isola dei Famosi ha dovuto cedere alle profferte di un’onnipotente e rapace Vip della rete pubblica. L’accusata, Simona Ventura, sporge querela e minimizza: «L’ho solo invitata a cena, sapevo che era una vecchia conoscenza del mio ex marito». Trionfo del Kamasutra in viale Mazzini: c’è chi riesce a dar via la figa e contemporaneamente a leccare il culo. Sospetti sul cavallo morente simbolo della Rai: si è ridotto così a forza di notti di sesso con Salvo Sottile? Le vallette rifiutano l’invito di Bruno Vespa per un Porta a porta dedicato alla concussione sessuale: «Così, davanti a tutti? Non se ne parla, meglio un alberghetto romantico». Splendori e miniserie delle cortigiane: una comparsata in una fiction dura infinitamente meno del pompino che l'ha procurata.
Un ex tiranno assetato di rivincita, un povero premier circondato da capitribù litigiosi, una democrazia fragile, divisioni insanabili, un clero invadente: meno male che non abbiamo il petrolio, altrimenti Bush ci avrebbe già invaso. Ma purtroppo nemmeno il fosforo di tutte le bombe Usa basterebbe a rendere un po’ più intelligente Alfonso Pecoraro Scanio. Il neoministro Clemente Mastella rivendica la sua profonda conoscenza della Giustizia: «E’ una vita che la fotto». Massimo D'Alema smentisce l'accusa di essere lui il vero presidente del Consiglio: «Non ho tempo, sono già il vero presidente della Repubblica». Romano Prodi tranquillizza le donne deluse per la scarsa rappresentanza femminile al governo: «Niente paura, pur di ottenere una poltrona molti ministri maschi mi hanno promesso di cambiare sesso». Ma il secondo governo del Professore può durare sul serio cinque anni: solo il discorso per la fiducia è durato un mese.
E’ ben visto da destra e sinistra, non è mai stato comunista, rappresenta la maggioranza degli italiani, anzi, è in grado di imitarli uno per uno: l’uomo giusto per il Colle è lui. Di Costituzione non sa una minchia? Pazienza: considerato che ormai il compito fondamentale del Presidente della Repubblica è accogliere le bare dei nostri soldati caduti all’estero, il comico siciliano è l’ideale per tirar sù di morale i parenti. Unico neo: la militanza nella Federazione Giovanile dei Fidanzati di Anna Falchi. La rinuncia definitiva al Colle di Massimo D’Alema non scoraggia i suoi fan: «Il Quirinale era un obiettivo secondario: fra due anni ha intenzione di candidarsi l’elezione dell’Imperatore della Galassia». La Lega continuerà a votare scheda bianca finché i deputati non avranno imparato a scrivere correttamente il cognome di Bossi. Berlusconi minaccia: "Un diessino presidente? I miei elettori risponderanno con lo sciopero fiscale: rifiuteranno di rifiutarsi di pagare le tasse".
Meno male! Ci sarebbe davvero di che vergognarsi, se durante il corteo milanese del 25 aprile qualcuno avesse fischiato un vecchio invalido, partigiano ed ex deportato, con più medaglie sul petto che denti in bocca. Per fortuna il signor Brichetto ha fugato l'equivoco: "Se c'è qualcuno che ha il diritto di fischiare mia figlia, sono io: è da anni al governo insieme agli eredi di quelli che hanno contribuito a mandarmi a Dachau. Pur di farsi eleggere sindaco, ha dato il giorno di libertà alla badante e mi ha accompagnato alla manifestazione. E comunque, tengo a precisare: sono il padre di Letizia Moratti, ma non il nonno di Riforma Moratti".
Scusi ministro, ma chi semina vento raccoglie fischi: se nella sua scuola si studiasse di più la Resistenza, ci sarebbero meno deficienti che confondono gli eroici combattenti della Brigata Ebraica con i falchi della destra israeliana.
La Cdl diserta come sempre le celebrazioni della Liberazione: "Stiamo ancora ricontando i risultati del '45. Abbiamo ragione di credere che il fascismo non abbia perso".
Per quarant’anni, dal suo umile casolare siciliano, è riuscito a far collaborare Cosa Nostra e Stato, coop rosse e imprenditori diccì, cosche rurali e capobastoni di città, e rispetto a Ciampi è un teenager: sarà l’uomo giusto per tenere insieme un Paese spaccato in due dal voto del 9 aprile. L’Italia della Grande Coalizione avrà più bisogno dei suoi saggi “pizzini”, che delle fumisterie professorali di Giuliano Amato. Già in corso la traduzione della Costituzione in siciliano, per facilitargli il compito. Anche Bossi darebbe il suo placet a un presidente corleonese: “Il nostro amico terrone Rotondi ce ne ha parlato molto bene”. Il centrosinistra non mette veti sul nome di Provenzano: “In fondo anche Ciampi negli ultimi anni è stato spesso latitante”. Forza Italia indispettita: “E’ solo un modo per bruciare il nostro candidato, Licio Gelli”. “Binnu” chiede tempo per pensarci: “Capu dellu Statu, ammìa? No, megghiu ‘a galera cu u 41 bis”.
Ha avuto successo in tutti i campi come imprenditore, ma anche come fertilizzante ha buone possibilità: agricoltori, prima di sprecare tanta preziosa merda di mucca, pensateci. La Farnesina tenta di riparare alla gaffe con Pechino sui cinesini bolliti: “Il nostro premier non voleva offendere, adora i bambini lessi, basta vedere i piccoli spettatori delle sue tivù”. Il Cavaliere continua a scoperchiare gli agghiaccianti pentoloni del comunismo: “Anche nelle foreste della Germania Est le vecchie marxiste cuocevano i bambini: l’ho letto a pagina 35 del memoriale di due dissidenti, Hansel e Gretel”. La Fiamma Tricolore si schiera con il leader di Forza Italia nella sua denuncia degli orrori del maoismo: “I nazisti sì che sapevano valorizzare i bambini: con quelli ebrei facevano un ottimo sapone”. Oriana Fallaci ripubblica il suo celebre pamphlet sul cannibalismo stalinista: “Lettera a un bambino mai impanato”.
Colpo di scena alla presentazione dell’ultimo film del regista romano: due anni di attesa spasmodica acuita dal top-secret, e invece del previsto violentissimo pamphlet anti-Berlusconi arriva un’innocua farsa sul leader di Rifondazione. “Non l’avevate capito? – si stupisce Moretti -. Eppure il titolo era un’allusione chiarissima alle sue lacrime di coccodrillo dopo che aveva fatto cadere il governo Prodi”. Bertinotti non se la prende, anzi: “Meno male: far uscire sotto elezioni un bel film su Berlusconi firmato da un cineasta di fama mondiale sarebbe stato regalargli un colossale spot in mondovisione”. Sollievo degli ambientalisti: "L'onorabilità del simpatico rettile americano è salva". Reazioni inviperite della stampa di destra: “Il culturame di sinistra insiste nell’umiliare il premier: Silvio è incommensurabilmente più stronzo e pericoloso per la democrazia di quella nullità di Bertinotti”. D'Alema raccoglie la sfida di "Aprile" e dice qualcosa di sinistra: "Qualcosa di sinistra".
Dopo giorni di tumulti, la domestica dell´ex ministro delle Riforme smonta il caso della maglietta anti-islamica: "Mi de satira capissi no, ma de canotiere impatacade sì, pota". Vergogna: pur di giustificare in tivù i suoi indumenti impadellati di unto, Calderoli non ha esitato a far scoppiare uno scandalo internazionale: del resto, se sui media italiani uno così può essere scambiato per un ministro della Repubblica, uno schizzo di ragù può passare per una caricatura di Maometto.
Perfino il povero Bossi prende le distanze dal collega sbrodolone: "Io almeno ho la scusa delléictus". Amici libici, tornate alle vostre case: per lavare léoltraggio non serve il sangue, basta il Dash. Il dirigente leghista protesta: "Sono un uomo libero, nessuno può mettermi il bavaglino". Ora gli adoratori del Dio Po vogliono difendere le nostre radici cristiane: come paladini della fede, sono più credibili le Bestie di Satana. Ma Borghezio insiste: "Gesù Cristo era un padano purosangue: so per certo che la Maria e il Giuseppe erano di Nazarate, e lui è nato a Betlemmago di sopra".
Lo scandalo mondiale delle vignette anti-Islam riaccende in Europa la discussione sui limiti della satira: forse è meglio vietarla nei paesi a nord del Benelux.
Danimarca, il dramma di una nazione eccezionalmente progredita nei costumi, ma drammaticamente arretrata nel disegno umoristico: i primi graffiti rupestri risalgono al 1912 e i massimi campioni di comicità danese sono tuttora il principe Amleto e Soren Kierkegaard. La libertà d’espressione non si tocca, ma, potendo scegliere, preferiremmo rischiare la guerra santa per una vignetta di Altan che per le caricature xenofobe dei Forattini vichinghi: se quella è satira, Borghezio potrebbe essere un eccellente ministro degli Esteri.
Ora la Danimarca vorrebbe ricostruire il dialogo con gli arabi, ma disgraziatamente "Dialogo con gli arabi” è l’unica serie di mattoncini che la Lego non ha mai pensato di produrre. Forse l'arma più efficace per placare l’ira musulmana contro le ambasciate scandinave è diffondere sui media islamici la "Sirenetta” e la "Piccola fiammiferaia" di Andersen: straziati dalla commozione, i fanatici torneranno a casa in lacrime.
E che palle! Non possiamo rilassarci un po’ davanti al televisore, che lui si piazza lì a straparlare dei cazzi suoi come un matto da bar: se gli paghiamo un caffè, chissà se si leva dai coglioni? L’unica trasmissione in cui non prova ad infilarsi è la Melevisione, perché risulterebbe più basso dello gnomo Milo Cotogno. Non contento di ossessionarci a casa con la tivù via Cav., ci importuna anche in macchina berciando a Isoradio: perfino i navigatori satellitari si sono interrotti per spernacchiarlo. Karl Rove, lo spin-doctor Usa assunto da Berlusconi, ripudia la paternità dell’offensiva mediatica: “Quando gli ho consigliato di buttarsi in qualche canale, non intendevo questo”. Comunque, grazie alla sua strategia promozionale, gli italiani hanno rivisto il loro giudizio su di lui: non sa fare il premier, ma non sa nemmeno fare la valletta. Molto meglio Fassino: non buca lo schermo, ma passa agevolmente attraverso la fessura del lettore dvd.
Al grido di “Io paura drago di fuoco, Grande Spirito di Montagna non vuole”, l’ominide si è unito ai valligiani che stanno bloccando i cantieri per la futura linea Roma-Lione. Ma il suo collega Oetzi, l’Uomo del Similaun, prende le distanze: “Zoliti italiani, mai folere kantieri tafanti zua kaferna, per kolpa zua a miei tempi zaltata pizta per mammut Altamira-Vienna”. Alla radice delle proteste, uno sconcertante caso di omonimia: la Val di Susa verde e ridente che i dimostranti vogliono difendere dalla Tav si chiama esattamente come la Val di Susa cosparsa di squallidi condomini che si incontra rientrando in Italia dalla Francia. Un’impresa tunisina, la Annibale Srl, propone un progetto alternativo privo di impatto ambientale: con una linea di elefanti veloci si possono attraversare le Alpi nel giro di qualche settimana. Il ministro Scajola dà ragione ai manifestanti: “E’ vero, non si può scavare una galleria in una montagna piena di uranio: meglio costruirci una bella centrale nucleare”.
I climatologi concordano: dalla devolution al latte macchiato Nestlè, passando per il bluff dell’aviaria fino al libro di Sandro Bondi, mai tante schifezze piovute tutte insieme sulla penisola nello spazio di un autunno. Il semestre bianco si tinge di marrone: l’ondata di piena si prevede verso febbraio, con l’infiammarsi della campagna elettorale. Le precipitazioni caccose sommergono il Centro: evacuate l’Udc e l’Udeur. Ai disagi di “Latrina” si sommano quelli del maltempo: mentre la pioggia blocca la A14, grossissimi stronzi ostacolano il percorso della Ru486. Da Nord a Sud, merda a livelli record nelle città. A Bologna, finalmente un passante interviene contro uno stupro in strada: “Spostatevi, siete su un passo carrabile”. Torino, imminente il ritorno dagli Usa di Lapo Elkann: “Non posso mancare per le Olimpiadi della neve”. Messina, dopo i fischi a Zoro la Lega Calcio promette misure severe: tutte le partite di razzismo durante il quale si verificheranno episodi di calcio verranno immediatamente sospese. Tanto vale rivalutare gli acquazzoni veri, l’unico baluardo contro la deriva clericale: alla faccia dei meteo-con, venti centimetri di pioggia mettono in ginocchio il Paese più di un metro e mezzo di cardinal Ruini.
Più che un vulnus, un ictus costituzionale: basta guardare il mascherone del povero Senatùr per capire cosa succede quando si indeboliscono gli organi di controllo centrale. Ma Calderoli non lascia speranze: “La scissione tra il Nord e il Sud del viso di Bossi è stata approvata da un referendum confermativo fra i padani”. Ben 170 i sì alla riforma federalista, dovuti in gran parte al figlio del leader leghista, che accompagnava il padre in Senato: "Sì papi, ho fatto un buon punteggio - ha ammesso il ragazzino -, ma la Playstation del Senato fa proprio cagare". La Cdl difende le modifiche all'assetto dello Stato: “Non abbiamo diviso l’Italia, abbiamo moltiplicato per venti la Sicilia”. Aumentati i poteri del premier, che potrà cambiare i ministri e disfare i governi consultandosi solo con il suo stilista di fiducia. Le dimissioni di Fisichella imbarazzano An: “Cosa ci faceva un pilota di F1 fra i nostri senatori?”. Nel suo discorso al termine delle Giornate della Grappa Friulana, il presidente Ciampi assicura: “Vedo un Paese straordinariamente unito e concorde. Anzi, ne vedo due”.
La madre dei cretini tira un sospiro di sollievo: accolte le richieste dell’Udc, contraria a limitare l’assegno di mille euro ai bambini nati nel 2005. Ora ne avranno diritto tutti quelli che riusciranno a dimostrare di avere ancora un cervello da poppante in grado di credere alle promesse elettorali del centrodestra. Dure proteste degli embrioni: “Visto che per la legge 40 siamo già bambini, dateci subito la grana”. Per gli asili nido, nemmeno un centesimo, ma il ministro Tremonti spiega: "Sugli alberi i bambini prendono freddo, meglio tenerli a casa". Confermato il contributo a chi ha un disabile in famiglia: “Volevo tagliarlo – ammette Berlusconi –, ma la moglie di Bossi mi faceva un culo così”. In un impeto di generosità, il Cavaliere promette un tetto agli italiani poveri: “Sotto i piloni del ponte sullo Stretto ci sarà posto per tutti”. Ru486, è Storace il vero incentivo all’aborto: chi ha voglia di mettere al mondo figli in un paese che dove un bruto del genere fa il ministro?
Decine di vetture date alle fiamme alla periferia torinese: a mettere gli inquirenti sulla strada giusta, i volantini pubblicitari di una vicina concessionaria Fiat infilati sui tergicristalli carbonizzati. Sociologi concordi: “E’ un atto d’accusa contro un paese che favorisce le integrazioni ma scoraggia le immatricolazioni”. Dietro l’apparenza vincente di Luca, il dramma di un ragazzo delle banlieues: pur avendo la cittadinanza, in cinquant’anni non è ancora riuscito a trovare un lavoro onesto, ma solo venticinque presidenze. Parigi brucia, l’Italia si interroga: come distinguere i disordini dei sobborghi parigini da un normale dopopartita italiano? Ma il governo ha ragione, le nostre periferie sono a prova di rivolta: “Da noi gli immigrati non incendierebbero mai i cassonetti: poi dove dormono?”. Bologna, i consiglieri di Rifondazione tendono la mano a Cofferati: il sindaco pro-legalità sporge immediatamente denuncia per accattonaggio. Nessun pericolo di sommosse fra i clandestini raccolti a Lampedusa: sono così ammucchiati che non si possono sommuovere di un centimetro. Centrosinistra, Mastella respinge la tolleranza zero: “Io Zero non lo reggo, preferisco la tolleranza Cutugno”.
Da non credere: avremmo giurato di aver già la faccia di Pietro De Negri in un sacco di tiggì, inquadrato fra i portaborse di Storace, nello staff di Gasparri, fra i difensori di Previti o nella segreteria di Scajola: era quello con l’aria meno patibolare. Ma com’è possibile che il centrodestra abbia lasciato marcire per sedici anni in un manicomio criminale il profeta della devolution, che nel 1988 aveva già sperimentato su un essere umano tutto ciò che i governi Berlusconi avrebbero fatto anni dopo all’Italia? An si difende: “Non potevamo arruolare il massacratore della Magliana, fosse stato dei Parioli se ne poteva parlare”. Ora non è escluso che l’ex tosacani entri nelle file del centrosinistra, sponsorizzato dal suo sindaco, Walter Veltroni: “In Comune gli ho affidato l’Ufficio assistenza ai piccoli homeless: mi ha detto che la sua specialità erano i barboncini”. Ma dal suo primo summit con i leader dell’Unione il Canaro è uscito sdegnato: “Ahò, io me so’ magnato er cervello d’un cristiano, ma a berme er mio proprio gna faccio”.
Non saranno quattro milioni di vecchietti e di precari con la tivù pignorata a impedire a una manciata di irresponsabili di regalare un’altra vittoria a Berlusconi. Rutelli: “Macché unità, il successo delle primarie dimostra che alla gente piacciamo così come siamo: subdoli, vanitosi e pronti a farci le scarpe a vicenda”. L’analisi di Bertinotti: “Candidare un leader sostenuto da tre milioni di cittadini sarebbe estremamente volgare”. Mastella indignato dai brogli nella sua Ceppaloni: “Sulle schede c’erano altri cinque nomi oltre al mio.” Nuova crisi per Lapo Elkann: tenta di evadere dall’Ospedale Mauriziano per raggiungere il più vicino seggio dell’Unione e votare per Ivan Scalfarotto. Locri, l’omicidio Fortugno frutto della ferrea logica della ‘ndrangheta: alle elezioni politiche si ammazzava un politico, alle primarie si ammazza un primario. Il centrodestra ostenta indifferenza: “Questo voto non serve a un cazzo. E, grazie alla nostra riforma elettorale, neanche quello del 2006”.
Sconvolti dallo scandalo Elkann, i pochi parlamentari della Cdl ancora prigionieri nel tunnel dell’indipendenza rinunciano all'ultima riga di democrazia e votano compatti la riforma elettorale berlusconiana. Inutili i tentativi dei pusher dell’opposizione, che offrivano emendamenti di costituzionalità a prezzo stracciato. “Il Cavaliere è stato chiaro – rivela un sospetto franco tiratore -: se ci turiamo il naso adesso, potremo sniffare poltrone per altri cinque anni”. In caso di bocciatura della legge, il ministro delle Riforme Calderoli aveva predisposto un’irruzione in aula dei Nuclei Antidroga: “Sarebbe stato un risultato stupefacente”. Alcuni politici, in evidente crisi d’astinenza, sono stati visti infilare la testa nei water di Montecitorio: “E’ qui che hanno buttato il bipolarismo, forse non hanno ancora tirato lo sciacquone”. Ricoverato in overdose un insospettabile onorevole di An che aveva assunto clandestinamente del maggioritario puro in compagnia di due noti trasformisti brasiliani. Casini rassicura sulla segretezza del voto parlamentare: “Se non fosse segreto, nessuno avrebbe avuto la sfacciataggine di eleggere uno come me alla presidenza della Camera”. Prevenzione antidroga in vista del passaggio della legge al Senato: Pera allontanato da palazzo Madama.
Era fatale: le povere bestie sfruttate e debilitate da un’esistenza precaria sono le prime a cadere sotto i colpi della malattia. “E’ un’altra prova che si tratta di un virus atipico – sentenziano gli epidemiologi -, preferisce i lavoratori atipici”. Fra le altre specie avicole a rischio, gli utenti del digitale terrestre, i lettori del Giornale e i sindaci spennati dalla Finanziaria. Gli editori di calendari sexy rassicurano la clientela: “Le cosce e i petti delle nostre pollastre sono accuratamente controllati”. Rosticcerie in prima linea nella prevenzione: “Bisogna procedere con spiedi di piombo”. Il ministro della Sanità Storace blocca la sperimentazione del vaccino antinfluenzale: “I pazienti non soffrono abbastanza, è più etico estrargli il bacillo chirurgicamente”. Gli italiani non cedono alla psicosi: secondo un sondaggio, il quaranta per cento della popolazione non vuole l’abbattimento immediato dei capi infetti, anzi, è disposto a votarli ancora alle elezioni del 2006. Profilassi cattolica, il cardinal Ruini raccomanda la castità: “Come l’Aids, anche l’influenza aviaria si trasmette attraverso l’uccello”.
Il genocidio degli armeni e il massacro dei greci possono aspettare: i bagni su cui si misura la civiltà occidentale non sono quelli di sangue. Una grande vittoria per i teo-con: entro il 2014, oltre il Bosforo si potrà fare la cacca da cristiani. Entusiasta la stampa turca: “I cittadini potranno dedicare più tempo alla lettura dei giornali”. Decisiva la telefonata di Condoleeza Rice, che ha chiesto ad Ankara un ultimo sforzo: "Sono stufa di pisciarmi nel collant tutte le volte che vengo lì in visita ufficiale". Notte di festa in Anatolia: festosi caroselli di water, finalmente usciti dalla clandestinità, hanno intasato le piazze fino all’alba. Ma le vecchie “turche” non si arrendono: “Non si possono buttare nel cesso secoli di tradizione: per protesta ci incateneremo alle toilette”. Il premier Berlusconi rivendica il merito di aver convinto Erdogan: “Quando ha provato il bagno della mia villa in Sardegna, non voleva più uscire”. Il governo turco si impegna a proseguire sul cammino dei diritti umani: anche le sale di tortura nelle carceri verranno provviste di toilettes per lui e per lei. Intanto il Tribunale penale internazionale sdogana la Croazia: “Ha smesso di pulirsi il culo con I mandati di cattura per I macellai ustascia”.
Roma, il branco colpisce in pieno centro: per cinque anni un regime democratico di mezza età costretto a soggiacere alle voglie di una turpe gang di cattolici, ex fascisti ed azzeccagarbugli di provincia. I suoi carnefici sorpresi mentre, dopo averla imbavagliata, tentavano di reintrodurle a forza il sistema proporzionale: “Non è stupro, stavamo solo velocizzando l'iter". Dietro gli abusi, il solito inganno: la povera ingenua era stata abbordata alle urne da un nano pelato che le aveva promesso ricchezza e vita facile. Indifferente alle sue grida il padrone di casa, un anziano livornese residente nel vicino Quirinale che, invece di salvarla, le ha fatto l’imitazione di Aldo Fabrizi: “Dàmose da fa’, volemose bene”. Demoralizzata e vilipesa, la povera democrazia stava per essere ceduta a una gang di extracomunitari in porpora, con base nella Città del Vaticano. Ora i bruti cercano l’accomodamento: “Se rimane incinta, le diamo un bonus di mille euro”. La società civile, finalmente, insorge: “E piantatela con ‘sto chiasso, stiamo guardando l’Isola dei Famosi”.
Agghiaccianti i bollettini meteorologici: dopo aver seminato morte e distruzione nella finanza italiana e aver sbriciolato la credibilità del nostro Paese, le due famigerate calamità puntano sulla capitale americana per partecipare all’assemblea annuale del Fmi. Perfino l’uragano Rita ha cambiato rotta per evitare di incontrarli. La Protezione civile raccomanda alla popolazione di evacuare i conti correnti e di rinforzare gli argini intorno alle banche: come Katrina, “Tonino” non tocca i ricchi e potenti ma si accanisce sui gruzzoletti dei poveracci. Impossibile fermare il ciclone, formatosi in Ciociaria e rafforzato dagli Opusdei, venti periodici che spirano dal Vaticano: se ne va solo se glielo dice il Papa. Primi casi di saccheggio: incoraggiati da “Tonino”, bande di spregiudicati raider di provincia mettono le mani su importanti istituti di credito Usa. Fa paura anche “Giulio”, la tromba d'aria fritta che vuol vendere le spiagge e apre voragini nel bilancio. Nel precipitoso esodo di massa, solo i proprietari di case abusive e gli evasori fiscali se la prendono comoda: “Non abbiamo paura, Giulio ci risparmierà come sempre, anzi, ha già in tasca un nuovo condono”.
Non basta: portava i capelli lunghi, era stato concepito fuori dal matrimonio, con fecondazione eterologa, e soprattutto non si interessava di politica: roba da scandalizzare perfino la Spagna di Zapatero. “Invece di ispirarsi a quel debosciato anarchico – raccomanda il presidente della Cei -, il cattolico prenda esempio da Maometto, che era regolarmente sposato e padre”. In un intervento a tutto campo, il porporato condanna anche le intercettazioni telefoniche: “Sono un atto contro natura e procurano sordità”, Nell’imminenza della campagna elettorale, la Chiesa, assicura Ruini, non sceglierà nessuno dei due schieramenti: “Non ce n’è bisogno: entrambi fanno sempre ciò che vogliamo noi”. Mentre Berlusconi rivendica l’impegno del governo in favore delle famiglie dei miliardari lombardi pelati con due mogli e cinque figli, Romano Prodi mette a punto il suo programma sulle vere emergenze del paese: “Politica interna: sono contrario ai matrimoni gay. Economia: sono contrario ai matrimoni gay. Guerra in Iraq: sono contrario ai matrimoni gay. Ambiente: sono contrario ai matrimoni gay. Immigrazione: sono contrario ai matrimoni gay. Caro benzina: sono contrario…”
Come sempre, la stampa tricolore si genuflette di fronte all’ennesimo, patetico remake sfornato dai geni del Lingotto: le aziende concorrenti creano un’auto nuova al giorno, loro ci mettono mesi per montare un nuovo aggettivo sul solito vecchio modello. “Un’auto che gaserà il pubblico giovane – esulta l’inviato del Tg1 -, grazie al tubo di scappamento nell’abitacolo”. “Con questa macchina stenderemo gli stranieri – assicura il rampante Lapo Elkann, responsabile della Brand Promotion -: io da solo ne ho investiti tre durante il giro di collaudo”. Parole testuali del Supergiovane di casa Agnelli: “L’auto Fiat deve tornare ad essere, mi si passi il termine, figa”. Lo è già: sono anni che il pubblico manda le auto Fiat, ci si passi il termine, a farsi fottere. Una cosa è certa: la promozione sul mercato della Grande Punto costerà meno di quanto è costata agli Agnelli la promozione in terza media di Lapo Elkann. L’amministratore delegato Marchionne annuncia la nuova partnership con la Ford per la produzione di utilitarie: “Gli americani avranno gli utili, a noi rimarranno le tarie”.
"Exit strategy begins at home": è più facile ridurre alla ragione le bande armate sunnite che le orde di saccheggiatori cristianissimi in azione a New Orleans. L’ex colonia francese devastata dall’uragano è già stata frettolosamente restituita a Chirac: “Riprendetevela: con quel che costa ricostruirla, la Casa bianca può comprarsi tutto il Messico”. Laura Bush sorvola le zone allagate: “Sembra quella volta che George ha lasciato aperto il rubinetto della vasca da bagno a Crawford”. Il governo teo-con organizza i soccorsi: “La nostra priorità è salvare vite umane: tutte le sfollate sorprese ad abortire verranno arrestate sul posto”. Allagata la sede del Ku-Klux-Klan: i razzisti costretti a sostituire i tradizionali cappucci con maschere da sub. Emergenza viveri, la Croce Rossa si arrende: "Un teenager dell'Alabama mangia quanto un intero villaggio della Thailandia". Quanto alle cause della tragedia, lo Fbi batte la pista integralista: su alcuni siti islamici trovate le istruzioni per costruire artigianalmente un ciclone tropicale. Clinton solidale con Bush inguaiato da Katrina: “Anche Monica è stata una catastrofe, ma almeno faceva dei gran pompini”. Hollywood si mobilita: presto sugli schermi un disastro ispirato a un reality show tratto da un film realmente accaduto. Una cosa è certa: spazzando via migliaia di diseredati del Sud, l’uragano si è mostrato molto più efficace dell’amministrazione Bush nella lotta alla povertà.
Scoop di Ferragosto: i boss dell’Istat sono stati visti entrare nella clinica di chirurgia estetica del dottor Rosati e uscire con le statistiche fasciate da una bandana. E’ l’idea meravigliosa spuntata in testa a Giulio Tremonti: dopo la finanza creativa, la finanza tricologica. “Basta prendere dei dati economici in crescita da altre parti dell’eurozona e trapiantarli in quelle dove i bulbi del Pil sono in recessione – assicura il vicepremier -: vedrete, in autunno le curve statistiche del nostro prodotto interno lordo sembreranno un ciuffo rockabilly”. Inconvenienti del trapianto: i numeri dei conti pubblici crescono, ma solo in rosso, in autunno ci vorrà una bella tinta nero corvino. Berlusconi soddisfatto: “L’economia di un paese ha il dovere di mantenere un aspetto efficiente e giovanile: ora non resta che innestare un bel po’ di silicone nei portafogli degli italiani”.
Più che uno scandalo finanziario, le spiate dei magistrati milanesi sembrano la versione gay di “Buonasera dottore” di Claudia Mori: baci sulla fronte, brividi caldi e appuntamenti segreti in via Nazionale fra il pio governatore di Bankitalia e l’aitante raider lombardo. Sullo sfondo, i torbidi traffici della tratta delle banche: pur di compiacere il giovane e insaziabile partner, Fazio era disposto a procurargli l’Antonveneta, una procace padovana da un miliardo di euro a botta (la Finnoromagnola costava meno, ma se l’era già sposata il suo amico Ricucci). La massima autorità monetaria trasformata in un club privé, solo distintissimi, citofonare Tonino: più che palazzo Koch, è palazzo Checca. Inquirenti nauseati: “Sapevamo che era un voyeur fin dai tempi di Cirio e Parmalat: migliaia di risparmiatori spogliati, e lui stava a guardare”. Il governo pronto a mollare Fazio: “Ci rompeva le balle con la sua relazione annuale, ma le relazioni più divertenti le teneva per sé”. Berlusconi deciso a chiedergli di farsi da parte: “A sputtanare l’Italia nel mondo basto io”. Il responsabile dell’organo di controllo sulle banche si giustifica: “Alla mia età non si ha più il pieno controllo degli organi”. Giuristi a consulto sul caso Fazio: si può essere governatore di Bankitalia a vita o si esce dopo dodici anni per cattiva condotta?
Pisanu e Co. recepiscono il messaggio di Bush e Blair: il terrorismo non può cambiare il nostro stile di vita, la televisione lo fa molto meglio. Basta con le immagini cruente degli attentati: arresto immediato per chi verrà sorpreso a sanguinare dopo un’esplosione. Edizione quotidiana di Porta a porta a reti unificate, con un cardinale, un generale, una soubrette e Magdi Allam impegnati a discutere se l’Islam è una minaccia, una disgrazia o una brutta malattia. Pisanu raggiunge un compromesso con la Lega: non sarà sospesa Schengen, ma tornerà in vigore Bergen Belsen. Immigrati obbligati a farsi prelevare saliva e capelli; respinta per pochi voti la richiesta di Calderoli, che voleva anche denti d’oro e grasso corporeo. Gli aspiranti kamikaze italiani protestano contro il caro-scuola: “Ormai costa più lo zainetto che l’esplosivo”. Minicorso di sopravvivenza su autobus e metrò: come distinguere un normale studente da un terrorista? Semplice: il terrorista cede il posto a sedere alle persone anziane. Occidente alla ricerca di una spiegazione per l’escalation del terrorismo: se escludiamo l’appoggio dato ai mujahiddin negli anni Ottanta, l’appoggio ai governi corrotti in Arabia Saudita, la guerra del Golfo negli anni Novanta e l’intervento in Iraq, non resta che incolpare lo scioglimento dei ghiacciai.
I colonnelli di An considerano Fini un povero minchione? E’ così vero che Gianfry se n’è accorto solo quando l’ha letto sul Tempo! Il vero colpaccio lo ha fatto un cronista di Repubblica: in un caffè del centro di Roma ha sentito distintamente D’Alema, Rutelli e Bertinotti coprire di incenso in privato il leader che sputtanano pubblicamente tutti i giorni. “E’ un uomo di prim’ordine”, “Ed è pure bello”, “Cos’aspettiamo a collaborare lealmente con lui?”: sono solo alcune delle imbarazzanti frasi riportate dal quotidiano, che censura per decenza le lodi più sperticate. Immediata la difesa dei tre protagonisti: “Isolate dal contesto, quelle parole si prestano a interpretazioni sbagliate: Romano, sii certo che ti consideriamo un emerito coglione e stiamo tramando per sbarazzarci di te”. Esplode l’ira del Professore: “Essere stimato da D’Alema intacca la mia credibilità sul piano internazionale”. Rutelli spedisce una lettera di scuse a se stesso: “Non pensavo quel che ho detto, per me il capo del centrosinistra sei sempre tu”. Bertinotti mortificato: “Gli proverò che I miei sentimenti per lui sono sempre gli stessi: farò saltare anche il Prodi-bis”.
Nuova iniziativa del mondanissimo finanziere di Zagarolo: nelle sue mani il grosso del pacchetto azionario del’Internazionale del terrore. “Ahò, me dicono che ‘sti beduini vanno fortissimo – spiega – l’artro settimana hanno fatto un boom a Londra”. Emilio Gnutti, boss di Capitalia e grande sponsor di Ricucci, raccomanda: “Lasciagli mettere ancora due o tre bombe, e poi rivendi tutto agli olandesi di Amro: sai le plusvalenze”. Ma è possibile possedere contemporaneamente quote di Al Qaeda e del Corsera che pubblica i deliri antiislamici della Fallaci? “Mboh – replica Ricucci -, per me so’ arabo pure quelli”. Decadenza dei poteri occulti: una volta per rimestare tra finanza e politica si servivano di cattivi romanzeschi come Michele Sindona o di prestanti marcantoni come Raul Gardini, oggi devono ricorrere a un ex-odontotecnico burino denunciato per truffa. “Fra noi c’è una profonda affinità – sostiene la sua neo-moglie Anna Falchi – io mi sono gonfiata le tette, lui ha gonfiato il valore dei suoi immobili”.
Macché cristianesimo e sionismo, da New York a Madrid fino a Londra, l’orario degli attentati parla chiaro: ai fanatici arabi dà sui nervi la gente che si alza di buon’ora per andare a lavorare con i mezzi pubblici, e pazienza se in mezzo ci sono un sacco di musulmani. Non c’è da stupirsi: per tutti i fondamentalisti Allah è soprattutto un alibi per darsi impunemente all’arte di Michelaccio, e Bin Laden e Al Zarqawi ordinano le stragi fra un pisolino e l’altro. In un sito islamico le accuse contro il popolo dei “commuters”: “Finiscono tutte le brioches al bar e quando noi integralisti andiamo a fare colazione troviamo i giornali spiegazzati e pieni di briciole”. Intercettato lo sfogo telefonico di un arruolatore di kamikaze: “Ho convinto Alì a farsi saltare in aria, il difficile è convincerlo a saltar giù dal letto alle cinque”. I servizi segreti britannici consigliano alla popolazione la linea di condotta anti-attentato: “Fate come noi: dormite di più”. Buckingham Palace, nell’ora più tragica, la Regina mantiene i nervi saldi: finora nessun cavallo appare nell’elenco delle vittime. Presto in libreria “La rabbia e l’orologio”, il nuovo pamphlet della Fallaci contro l’Islam pigrone. Esultano I sostenitori della guerra in Iraq: “La nostra missione civilizzatrice è compiuta: ora a Bagdad sembra di stare a Londra”.
Okay, è stata concepita naturalmente trentaquattro anni fa, non è conservata né in ghiaccio né in una provetta, forse le sue cellule non serviranno a debellare il diabete e l’Alzheimer, eppure anche Clementina Cantoni, in fondo, è una forma di vita: qualcuno avrebbe la gentilezza di fare qualcosa di concreto per salvarla? Il partito dell’embrione sdrammatizza: “Non c’è fretta: i suoi sequestratori minacciano di sgozzarla, non di abortirla”. Giuliano Ferrara critica i genitori della volontaria sequestrata: “Vogliono una figlia a tutti i costi: perché non ne adottano una?” Il video in cui Michele Placido, l’eroe della Piovra, chiede la liberazione di Clementina, sconcerta gli afghani: “Ma l’ha rapita Timor Shah o Tano Caridi?” Il governo continua a fidarsi del premier Karzai: “Ha detto che le autorità afgane stanno cercando Clementina con lo stesso impegno con cui hanno cercato Osama bin Laden”.
Dopo il voto negativo sulla Costituzione europea, un nuovo referendum darà voce al crescente malcontento transalpino contro le pastoie imposte dal sistema solare. Se hanno bocciato un’Unione di cui erano soci fondatori e ultraprivilegiati, figuriamoci quale sarà il verdetto dei francesi su una galassia formata milioni di anni fa senza tenere conto degli interessi dei produttori di Camembert. La destra lepenista chiama alla ribellione contro l’eliocentrismo: “Nessuno può dire ai francesi quante ore di luce possono avere al giorno”. Nel mirino della gauche, l’eccessivo liberismo della legge di gravitazione universale, che permette a due corpi celesti di attrarsi in ragione diretta al prodotto delle loro masse, come sosteneva Newton, e non in ragione inversa al quadrato della loro distanza da Parigi, come pretendeva Cartesio. Chirac denuncia i moti terrestri: “Passi per la rotazione, ma sulla rivoluzione non accettiamo lezioni da un pianetucolo qualsiasi”. Dall’Italia, pronto l’appoggio della Lega, che chiede l’introduzione di dazi sul Sole: “Nasce a est e non costa niente: dev’essere sicuramente roba cinese”.
Aspetto molliccio, testone glabro, incapacità di vivere e di pensare autonomamente: difficile riconoscere dignità umana a un essere siffatto, specie se fa pure il coordinatore di Forza Italia. Anche il neobigotto Giuliano Ferrara si schiera in difesa del concepito: “Un feto di ventun giorni ha un’anima: io la mia l’avevo già venduta a due settimane”. Buttiglione minimizza l’importanza delle cellule staminali, in grado di trasformarsi a seconda delle necessità: “Noi diccì lo facciamo da sempre, e non abbiamo mai guarito nessuno”. Chiamati a scegliere tra fecondazione medicalmente assistita e sterilità religiosamente imposta, gli italiani cominciano a invidiare gli embrioni: non fanno un tubo, non pagano tasse, e I politici si fanno in quattro per loro. Il ministro Pisanu annuncia nuove misure per scoraggiare il turismo procreativo: negli aeroporti verrà installato il “fetal detector”, per smascherare le italiane che tornano dall’estero dopo un concepimento in provetta. Intanto gli scienziati digiunano contro l’informazione carente sui referendum del 12 giugno, ma il governo fa spallucce: “Dopo i nostri tagli alla ricerca, per loro morire di fame è un’abitudine”.
Dai catastrofici dati Istat sul prodotto interno lordo emerge una sconfortante verità: è difficile rimboccarsi le maniche quando si è rimasti in mutande. Berlusconi riunisce d’urgenza il governo: “Non possiamo più tenere gli italiani sulla corda: Fini si è cuccato la Prestigiacomo o no?”. Dopo dieci anni di politica, il suo patrimonio è triplicato, l’Italia si ritrova senza il becco di un quattrino e lui ci rinfaccia la gita di Pasquetta: un popolo serio l’avrebbe già inseguito col forcone. Bossi smorza l’entusiasmo della piazza leghista: “Recesiùn, pirla, non secesiùn!”. Il ministro Siniscalco bloccato mentre cercava di calarsi nottetempo dalla finestra del ministero dell'Economia: "E' l'unico tipo di manovra aggiuntiva che mi è venuto in mente". Il provvedimento più serio viene da Papa Ratzinger che ha subito avviato la canonizzazione di Wojtyla: "Gli italiani non sanno più a che santo votarsi, uno in più gli farà comodo".
Favolosa offerta del nuovo governo: chi acquista due lotti di costa meridionale avrà in omaggio un vicepremier valtellinese che parla a vanvera. Il maresciallo Silvio Badoglio succede a se stesso: “In un anno riuscirò dove quel coglione del mio predecessore ha fallito”. La sua soluzione per l’emergenza economica: “Scaricheremo il 50 per cento delle responsabilità sui passati governi di centrosinistra, e l’altro 50 su quelli che seguiranno”. Subito avviati gli aiuti per le famiglie in difficoltà: l’orfano di Ugo La Malfa trova finalmente un posto di lavoro. Il ministro Micciché prontissimo ad affrontare i problemi del Mezzogiorno: “L’orario è perfetto: il mio pusher passa alle undici”. Prime iniziative del neoministro per le Attività produttive Claudio Scajola: in corso l’interrogatorio di decine di piccoli imprenditori nella caserma di Bolzaneto. Dal suo dicastero della Salute, Francesco Storace avverte gli italiani: "Stavolta l'olio di ricino non ve lo leva nessuno". Già in alto mare il progetto berlusconiano del partito unico: per realizzare la casa comune del centrodestra bisognerebbe abrogare la legge Merlin.
Per la prima volta anche il premier si unisce ai festeggiamenti per la Liberazione: “Mi sono liberato di quel rompicoglioni di Follini”. Oggi il partigiano Berlusca, insieme al Comitato di Devoluzione Alta Italia, deporrà una corona d’alloro sui luoghi della sanguinosa epopea contro l’oppressore nazicentrista: la buvette di Montecitorio, il salottino di Palazzo Grazioli, il culo di Gianfranco Fini. Le guardie padane fermano alla frontiera svizzera gli ex ministri dell’Udc: stavano tentando di espatriare travestiti da esponenti del Gruppo misto. Sfollati e perseguitati illustri ritornano a Palazzo Chigi con tutti gli onori. Magnanimo il neo-vicepremier Tremonti: “Non serbo rancore a nessuno, il mio cuore è sempre pronto al condono”. Attimi di commozione quando, dopo mesi di astinenza, Rocco Buttiglione ha finalmente riabbracciato una poltrona governativa. Il nuovo ministro dei Beni culturali si batterà contro la lobby gay nell’arte: “Quei due culattoni dei bronzi di Riace possono essere recuperati: gli combinerò un appuntamento con la Venere di Botticelli”
Nell’ora estrema, il destino unisce i capi dei due più famosi Stati da operetta. Montecarlo, l’ultimo bollettino medico sulla salute di Ranieri lascia poche speranze: “Les jeux sont faits, rien ne va plus”. In lacrime le tre principesse di Monaco, Alberto, Carolina e Stefania, che nel frattempo si è fatta mettere incinta da un portantino. Vaticano, Wojtyla è fisicamente debole, ma mentalmente lucidissimo: oggi non solo ha insistito per affacciarsi al balcone di piazza San Pietro, ma ha provato a buttare giù il cardinale Ratzinger. Secondo i teologi, ora più che mai il Sommo Pontefice deve rimanere al suo posto: “Tagliato e rattoppato com’è, rappresenta benissimo l’unità e l’integrità della Chiesa cattolica”. Una nota dell’Altissimo smentisce qualunque possibilità di dimissioni: “Non posso accettarle: dopo quasi trent’anni di servizio, dovrei versargli una liquidazione spropositata”. Comunque, il Santo Padre non verrà lasciato morire fino a quando il Vaticano non avrà concluso le trattative con la Aran Endemol per la realizzazione di “Reality Conclave”, lo show che incoronerà il suo successore. Se il sondino nasogastrico e la sonda addominale, non basteranno a tenere in piedi Karol i sanitari del Gemelli provvederanno a impagliarlo.
Tanti anni passati a firmare condanne a morte come governatore del Texas hanno lasciato il segno: secondo il provvedimento “ad personam” firmato dal presidente, i medici non staccheranno la spina dei macchinari che tengono in vita la donna, semplicemente la collegheranno a una presa di corrente. Le scuse tardive del presidente: “Scusate, con quel nome credevo si trattasse del solito stupratore latino”. Soddisfazione dei fondamentalisti cristiani contrari all’eutanasia: “La dolce morte è diseducativa: il malato terminale va fatto morire in modo straziante e doloroso, se no si vizia”. Ma le leggi della Florida concedono al marito di Terri di sospenderle l'alimentazione meccanica: "Una moglie che da quindici anni non parla al coniuge non ha diritto agli alimenti, piuttosto si cerchi un lavoro". Ferve il dibattito sulle due sponde dell’Atlantico: se diventa lecito lasciar morire tutti coloro che vivono come vegetali e dipendono interamente dalle macchine, il novanta per cento degli occidentali è bell’e spacciato.
Con un simpatico scioglilingua, pronunciato brandendo un fucile mitragliatore, il presidente Usa ha messo fine alle incomprensioni fra Roma e Washington sul rientro delle nostre truppe dall’Iraq. Ma è evidente che Silvio parlava di exit plan pensando solo agli exit poll. L’opposizione: “Berlusconi riferisca davanti al Parlamento”. Bruno Vespa: “Impossibile: negli studi di Porta a porta tutti i parlamentari non ci stanno”. Da Londra, Blair insiste sul ruolo indispensabile dell’alleato italiano: “Se non ci fosse lui, il ruolo di pezza da piedi di Bush toccherebbe a me”. Il ministro della Difesa Fini precisa: “Ce ne andremo solo quando gli iracheni saranno in grado di invadersi da soli”. Intanto i nostri parà continuano ad addestrare con successo le future truppe indigene: cinquanta reclute irachene si sparano in faccia.
L'Italia non deve più finanziare chi semina il terrore? Okay, ma senza mezze misure: mai più un soldo agli iracheni rapitori di giornaliste di sinistra, ma nemmeno agli italiani direttori di giornalacci di destra che fomentano odio e brutalità in casa nostra. Meglio ricorrere all’intelligence: comprare un giornale meno stronzo. Vittorio Feltri insiste nella sua campagna contro gli ostaggi ingrati: "E' giusto pagare solo per i leccapiedi". La redazione di Libero: "Allora vogliamo l'aumento". Fini conferma, per Giuliana Sgrena non è stato versato un centesimo: “C’era la promozione: ritiri oggi l’ostaggio, prima rata nel gennaio 2006”. Sul caso Calipari, ammirevole senso dello Stato da parte del centrosinistra: nell’ora più drammatica, fa scudo al governo col proprio culo. L’inchiesta vedrà la piena collaborazione fra Italia e Stati Uniti, sempre che le indagini degli italiani non superino i limiti di velocità e si fermino ai posti di blocco. Berlusconi in Parlamento: “Vogliamo la verità al più presto possibile, così ci rimane il tempo per insabbiarla”.
Con un farneticante comunicato all’emittente cristiana Al-Raiùn, il portavoce vaticano Navarro Vals ha annunciato la positiva esecuzione del sacrilego intervento sognato da Lutero, Robespierre, Napoleone e Stalin. Un atroce video mostra i quattro esecutori materiali, mascherati e in camice bianco, mentre brandiscono i bisturi sul collo dell’illustre vittima. Prima di Giovanni Paolo II, l’unico pontefice ad aver subito una tracheotomia era stato san Pietro. Gli integralisti islamici si congratulano col primario del Gemelli: “Complimenti, nemmeno noi saremmo arrivati a tanto”. Ora il papa non potrà più parlare: ma che peccato, Ali Agca pochi giorni fa gli aveva chiesto di rivelare il nome dell’Anticristo. Ma non è escluso che domenica prossima si affacci al balcone per pronunciare l’Angelus in alfabeto muto. Santità, non si ostini a mostrarci il suo calvario: per capire il valore della sofferenza umana ci basta leggere i bilanci delle aziende farmaceutiche. Signora Madonna, Le raccomandiamo il suo figlio più devoto: è vero, ha sconfitto il comunismo, ma siamo sicuri che si è pentito.
Basta con le trattative, ora ci vuole la linea dura: un paio d’ore a tu per tu con l’autrice de “La rabbia e l’orgoglio”, e sarete voi ad apparire in video per supplicarci in lacrime di liberarvi. Se proprio volete prendervi una giornalista del Manifesto, cacciate la grana e assumetela regolarmente, come ha fatto la Stampa con “Iena” Barenghi. Di fronte al drammatico appello della Sgrena, Berlusconi si è chiesto: “Come si può umiliare così una donna?”. Evidentemente è da un po’ di tempo che il premier non guarda le reti Mediaset. Il Foglio critica i reporter pacifisti che ci inondano di foto strappalacrime sulla guerra in Iraq: “Puah, i marines sì che hanno spirito positivo: loro le sofferenze degli iracheni le fotografano per farsi tante belle risate”. Ehi, terroristi, state approfittando della nostra pazienza. Se non rilasciate Giuliana Sgrena entro 24 ore, oltre alla Fallaci vi spediamo pure Ferrara.
L’accordo con il colosso americano ha aperto gli occhi al megaboss di Corso Marconi: la gente apre più volentieri il portafoglio per disfarsi delle auto del Lingotto piuttosto che per acquistarle. Ma per scoprirlo non c’era bisogno di andare fino a Detroit, bastava fare un salto in una concessionaria. Liquidata la questione della “put option”, resta ancora valida la “porcaputt option”, gettonatissima dagli automobilisti quando la loro Stilo va in panne per uno scontro frontale con una zanzara. Dopo l’accordo con Gm, sollievo fra i politici: “La Fiat è di nuovo in mano italiana: certe cose imbarazzanti meglio tenercele per noi”. Intanto i vertici dell’azienda torinese annunciano grandi innovazioni nel settore auto: “Con un milione e mezzo di euro possiamo tutti comprarci la limousine”. Entusiasti gli operai degli stabilimenti a rischio: “Ora potremo smettere di sottotitolare gli striscioni in inglese”.
Tornano le esilaranti avventure dell’eroina liberale, liberista e libertaria che ingrassa e digiuna a fisarmonica e a ottant’anni è ancora alla ricerca del partner ideale, abortista e sionista, illuminista e antistatalista, garantista e abolizionista. Oggi la vediamo alle prese con l’ennesimo referendum amoroso: meglio un Cavaliere dai capelli abusivi o un Professore pacioccone ma un po’ retrò? Dopo aver sdoganato in tanti anni carriera fascisti, mafiosi, camorristi, tossici e pornostar, ora Bridget Pannella deve affrontare l’impresa più difficile: sdoganare I radicali. Ma dovrà vedersela con il “partito dell’embrione”, che riconosce al concepito tutti i diritti, tranne quello di nascere in un paese civile. Una commedia politico-sentimentale di sicuro successo, se solo si potessero tagliare tutte le scene con il nipotino spaccamaroni Daniele Capezzone.
Il presidente dell’ente ferrovie Elio Catania: “Il sistema di segnalazioni sulla linea Bologna-Verona è tarato sull'assetto della Terra precedente al maremoto asiatico, se non fosse per lo tsunami quel treno merci sarebbe stato fermo alla stazione di Mirandola”. Ad aggravare la sciagura, l’imprevedibile fenomeno della nebbia in Valpadana. Ma, secondo Catania, dietro l’alto numero di vittime potrebbe esserci un errore umano: “I viaggiatori avrebbero dovuto scegliere un Eurostar invece che un pulcioso interregionale”. La politica dei “rami secchi” ha fatto il suo tempo, oggi Trenitalia preferisce far secchi i passeggeri. Berlusconi esprime il suo lutto alle famiglie: “Grazie ai miei tagli fiscali, non dovrete lesinare sulle corone funebri”. Centrosinistra, salta accordo sul cordoglio, l’Udeur di Mastella presenterà condoglianze separate. Il leghista Roberto Calderoli si scaglia contro il cantautore Francesco Guccini: “La sua Locomotiva ha sconvolto la mente di troppi macchinisti”.
Patrocinata da Rai e Mediaset, sponsorizzata da tutti i gestori telefonici, la colletta via sms in favore della vittima della tragedia di piazza Navona ha fatto il pieno: altroché tubetto di Lasonil, ora Berlusconi può comprarsi tutta la Bayer. Difficoltà per i sanitari chiamati a medicare l’ematoma cranico del premier: “Fra i lividi post-trapianto di capelli e le cicatrici post-lifting, qui non si capisce niente”. Ora il vero pericolo è il diffondersi di epidemie di tifo per l’attentatore. Roberto Dal Bosco si dichiara pentito: “Colpirlo in testa con un treppiedi è stata solo una bravata, avrei dovuto raggiungergli il sedere con un piede solo”. Escluso che il Del Bosco simpatizzi per il centrosinistra, altrimenti avrebbe mirato a Francesco Rutelli. In considerazione dell’origine padana dell’aggressore, il ministro Castelli invita i giudici alla clemenza: “Niente pena di morte, è sufficiente l’amputazione degli arti”.
L’ordinanza del ministro della Sanità parla chiaro: entro la mezzanotte per le statuine tabagiste dev’essere attrezzata una zona a parte, il più lontana possibile dai teneri polmoni del Bambinello. La ribellione della Madonna: “Sono vergine da più di duemila anni, almeno lasciatemi il vizietto del fumo. D'accordo, puzza, ma venite ad annusare il fiato del bue e dell'asinello, e poi ne riparliamo”. L’ultimatum di San Giuseppe: “O Sirchia concede una proroga, o fuggiamo in Egitto”. Il ministro chiama a convegno i più illustri teologi: obiettivo, dimostrare che Gesù è morto a 33 anni per I danni del fumo passivo. Ai possessori di presepi non in regola con le leggi no-smoking, si consiglia di aggiungere qualche statuina di poliziotto, per sedare nella Notte Santa le eventuali risse fra I pastori esasperati dall’astinenza forzata.
Dopo Sonia Caleffi, nei guai un altro paramedico lombardo: invece di assistere la cagionevole repubblica da tre anni affidata alle sue cure, la sta portando deliberatamente al collasso somministrandogli ogni giorno colossali flebo di balle. “Lo faccio per sentirmi importante”, ha confessato S. B., impiegato come caposala nella clinica romana “Palazzo Chigi”, che l’aveva riassunto dopo averlo cacciato una prima volta nel 1994 per scarso rendimento. Il mea culpa dell'anziano primario, prof. Ciampi: “Dovevo licenziarlo la prima volta che l’ho sorpreso mentre tentava di accoltellare la Costituzione”. I primi segni di squilibrio mentale undici anni fa, quando S. B. improvvisamente abbandonò la redditizia professione di tycoon televisivo, cominciò a sostenere di essere perseguitato dai giudici e dai comunisti, e si proclamò l’”Unto del Signore”. Una sindrome che, secondo gli psicologi, nasce da una profonda mancanza d’amore: a parte una ventina fra giornali e telegiornali e un esercito di leccapiedi, non c’è mai nessuno che gli dica bravo. Un consiglio agli infermieri che andranno a prenderlo: presentatevi come “George, Tony e Vladimir”, vi seguirà come un bambino.
Colpa dello squilibrio economico, della globalizzazione, della tirchieria dei paesi ricchi? Balle da vetero-sinistra, oggi i teo-con hanno una tesi molto più convincente: dietro I 5 milioni di bambini del Terzo Mondo falciati ogni anno dalla denutrizione, ci sono altrettante madri ambiziose che inseguono la carriera invece che occuparsi della famiglia come Dio comanda. Sotto accusa anche la scarsa imprenditorialità dei contadini africani: si ostinano a coltivare la loro terra per mangiare invece che aprire un bell’agriturismo, come nel Chiantishire. Per fortuna i paesi ricchi continuano a impegnarsi per cancellare la fame nel mondo: negli ultimi anni le immagini di negretti scheletrici sulle tivù occidentali sono diminuite dell’80 per cento. Donald Rumsfeld soddisfatto: “Un decimo delle spese militari Usa basterebbe a salvare dall’inedia milioni di esseri umani? Il bilancio del Pentagono è meno dissestato di quel che credevo”.
Rientro anticipato per il Capo dello Stato, raggiunto a Pechino da allarmato dispaccio del Viminale: dopo Striscia la notizia e Porta a porta, le due smandrappate gemelle marciano sul Colle più alto per lanciare agli italiani un messaggio a calze a reti unificate. Pisanu ammette la propria impotenza: “Abbiamo forze sufficienti per neutralizzare I membri di Al Qaeda, ma contro le parenti di Al Bano non basta l’esercito”. Tutti d’accordo con l’anziano capotribù di Cellino San Marco: il posto di sua moglie è accanto al focolare, preventivamente cosparsa di benzina. Per scoraggiare il ripetersi di casi Lecciso, il governo abolisce il bonus per la seconda figlia. Valeria Marini e Alba Parietti: “Oche siliconate che invadono gli schermi? Ai nostri tempi certe cose non succedevano”. Dilemma per i coreografi televisivi: come partner per le Lecciso è meglio un ballerino o un contorno di lenticchie?
Strapazzato e tormentato da ogni parte, l'infelice documento è uscito di senno: tagli e sgravi sempre più bizzarri compaiono e scompaiono come le lucine del flipper. Berlusconi pretende nuovi ritocchi, correzioni e aggiustamenti; il ministro dell’Economia: “Deve avermi scambiato per il suo chirurgo estetico”. Malgrado la figuraccia, Siniscalco resterà al suo posto: “Non posso tornare a fare il professore, ho appena tagliato la mia cattedra all’Università”. Udc, An e Lega trovano un accordo su un bonus di mille euro ai secondogeniti titolari di aziende del Sud che assumono anziani invalidi della provincia di Bergamo. Non c'è la copertura finanziaria? Chissenefrega, quel che importa è la copertura mediatica. L’opposizione chiede al governo di chiarire gli obiettivi della Finanziaria: serve a tener buoni gli elettori del 2001 o a imbonire quelli del 2006?
Alla vigilia del voto, la caccia agli incerti diventa psicosi: durante una rappresentazione shakespeariana, il presidente è balzato sul palco e ha minacciato con la sua Colt il principe di Danimarca nel bel mezzo di “Essere o non essere”. Il disperato appello di Kerry agli elettori degli stati in bilico: “Votate per uno come voi: anch’io non saprei chi scegliere fra me e quell’altro coglione”. Dopo Bin Laden, un altro losco figuro tenta di influenzare il voto a mezzo video: diffuso un agghiacciante filmato in cui Giuliano Ferrara invita gli americani a riconfermare Bush. “Se mi fate fare brutta figura di fronte a quell’imbecille filo-Kerry di Vittorio Zucconi – minaccia il direttore del Foglio – la mia ira sarà terribile”. Per evitare il ripetersi dei disguidi elettorali che segnarono le presidenziali 2004, in molti stati le urne sono state direttamente sostituite con tritadocumenti. Tanto, malgrado l’altalena dei sondaggi, I giochi sono fatti: il prossimo inquilino della Casa Bianca sarà un wasp miliardario favorevole alla pena di morte, prigioniero delle lobby, incapace di fronteggiare il terrorismo e che considera l’Europa un’attrazione turistica e una nullità politica.
Il filosofo che proclama l’indissolubilità del vincolo fra l’uomo e la poltrona perde il suo sponsor più autorevole. Una durissima nota dai piani alti del Paradiso suggella la bocciatura internazionale di Rocco: “Non ho mai autorizzato quel bigotto ipocrita e presuntuoso a rappresentarmi in Europa.” La Cdl non si scompone: “Si tratta dell’opinione di un cittadino extracomunitario, dunque non ha alcun valore”. Dopo il ritiro della commissione Barroso, la lobby degli euroculattoni mette in guardia il governo Berlusconi: “Se proprio ci tenete a candidate un altro omofobo integralista, almeno sceglietelo un po’ più giovane e carino”. Ma nel nuovo totonomine per la poltrona di commissario alla Giustizia ci fanno solo nomi di laici doc: Giovanni Brusca, Felice Maniero e Cesare Previti. Seguendo l’esempio di Buttiglione, il belga Marc Dutroux si propone come eurocommissario ai problemi dell’infanzia: “Sono un pedofilo disgustoso – spiega il mostro di Marcinelle -, ma vi assicuro che questo non influenzerà il mio operato politico”. Unica consolazione per l’ideologo di Cl, un posto di consulente offertogli dal Tribunale islamico di Teheran: “Buttiglione non è musulmano – spiegano gli ayatollah -, ma su donne e libertà sessuale la pensa esattamente come noi”.
Con un lungo proclama letto al processo per l’omicidio Biagi, la terrorista sconvolge il panorama dell’eversione e addormenta tre quarti del pubblico: “A questo stadio del processo rivoluzionario, abracadabra, Beliel, Azazel, Astaroth, contro lo stato imperialista, papesatanzibiribù, nella misura in cui la lotta di classe barbapapàffete nel nome di Lucifero Malabarba e Libicocco”. Entusiasmo fra gli osservatori del fenomeno terroristico: “Finalmente un documento comprensibile”. L’incontro fra Bestie e Br era inevitabile, visto che come maturità politica siamo lì: i satanisti sperano di ottenere potere e denaro sgozzando ragazzini nei cimiteri, i brigatisti si illudono di edificare lo stato proletario ammazzando professori di economia. La vecchia guardia brigatista si dissocia dal patto col diavolo: “Noi sì che eravamo dei veri duri, volevamo patteggiare con la Dc”. Già diffusi I primi volantini siglati con la stella a cinque punte e il piede caprino, ma il Maligno raffredda gli entusiasmi: “La fusione verrà ufficializzata solo quando si troverà un diavolo disposto a possedere Nadia Lioce”.
Attimi d’imbarazzo nel team Yamaha dopo il Gp d’Australia: per far comprendere a Rossi l’entità delle sue vittorie, il suo manager ha dovuto fargli un disegno. Le sue dichiarazioni a caldo: “Vroooom zooom aléeee w la gnocca!”. Poi, in conferenza stampa, il campione di Tavullia ha espresso un commento più ragionato: “Vroooom zooom aléeee w la gnocca!”. Succede, quando si viene promossi alla classe 500 prima che in seconda elementare. Ma in fondo Rossi rispetta la cultura molto più di altre superstar dello sport: in vita sua non ha mai aperto un libro, però non ha nemmeno mai firmato una raccolta di barzellette cretine. E visto che lui, che non beve e non fuma, si lascia sponsorizzare da birre e sigarette, un giorno potrebbe affittare un posticino sul suo casco anche allo struzzo Einaudi. Solo il Cepu si rifiuta di impiegare Vale come testimonial: “E’ solo un analfabeta, a noi serve un vero ignorante ”. Non c’è da stupirsi che gli italiani lo adorino: quando una nazione invecchia, si mette a correre dietro ai ragazzini. Intrepido, decerebrato, inoffensivo, felice, ricco sfondato, Valentino Rossi è l’unico degno erede di Ribot, Varenne e Rintintin. Vroooom zooom aléeee w la gnocca!
Sorpresa reazione del poeta fiorentino: “E chi se ne frega, madonna buhaiola, io m’aspettavo il premio Nobel”. Ripresosi, ha inviato un telegramma di ringraziamento al presidente Gronchi. Dietro la nomina, una frattura fra il Capo dello Stato e Berlusconi, che aveva promesso quel seggio al suo menestrello di corte, Mariano Apicella. Mirko Tremaglia contesta la decisione di Ciampi: “E’ la lobby dei toscani, sono la maggioranza in Italia ”. Dalle colonne di Libero, Vittorio Feltri incita gli italiani alla rivolta: "Poeta dei miei stivali, non si capisce niente". Più politica la critica del Giornale: "Non è una figura abbastanza bipartisan: ormai è più di là che di qua". Meriti artistici a parte, Luzi sarà l’unica persona onesta fra i senatori a vita: gli altri sono un presunto mafioso, un agente della Cia, un cocainomane confesso e un trombone bigotto.
Dalla finanza creativa di Tremonti a quella ricreativa del suo successore: basta leggere la sua legge finanziaria per scompisciarsi malgrado tutti I guai. Il governo vende le strade per trovare I soldi per salvare l’Alitalia: non si faceva prima a pagare a tutti il biglietto aereo? Gli italiani preoccupati: fra poco anche finire in mezzo a una strada diventerà un lusso. “Niente paura – assicura Siniscalco -, sarà lo stato a versare i privati il “pedaggio-ombra”: difatti nelle casse pubbliche non c’è più l’ombra di un quattrino”. Non si sa chi compatire di più: gli italiani, minacciati da nuovi balzelli, l’Ue, che dovrebbe bersi il nostro ennesimo trucchetto di bilancio o l’Infrastrutture Spa, che si vede rifilare chilometri di mulattiere dissestate. Ma un cartello di imprese funebri si dichiara già pronto a rilevare l’intera rete viaria italiana: “Lasciatela gestire a noi, già adesso è la nostra maggior fonte di guadagni”.
Dove le presuntuose diplomazie di Parigi e Londra hanno fallito, ha fatto centro il mellifluo ispiratore del leggendario “patto della crostata”: ha riportato a casa dall’Iraq le due Simone, e se non avesse finito la marmellata, sarebbe riuscito a far liberare anche gli ostaggi francesi e inglesi. L’Occidente dovrebbe meditare sulla Letta-Politik: quando il gioco si fa veramente duro, è la pastafrolla a decidere la partita. Ora, in una politica mondiale dominata da pasticcioni irresponsabili ed esibizionisti, l’azzimato pasticciere allevato alla scuola dello chef Andreotti, da anni abilissimo aggiustatore di buchi nelle malriuscite ciambelle di Silvio, si staglia come un gigante: se è riuscito a far andare d’accordo per mezza giornata tutti I partiti italiani, per lui sarebbe uno scherzo riportare la pace in Palestina e in Cecenia. Appena smetterà di dedicare al lavoro solo i brevi intervalli fra il parrucchiere e la manicure, l’umanità potrà tornare a sperare in un futuro migliore.
Un passo concreto verso la normalità: da Mosul a Bassora oggi possono scoppiare solo automezzi a targa dispari. I veicoli non in regola verranno disinnescati fino a domattina. I terroristi rapiscono diciotto poliziotti irakeni: “Ormai abbiamo in mano tanti ostaggi che non riusciamo più a mantenere l’ordine da soli”. L’orribile minaccia dei fanatici islamici che trattengono Simona Pari e Simona Torretta: “Le rispetteremo come facciamo con le nostre figlie e sorelle”. Già ritirati gli operatori dell'organizzazione non governativa "Un ponte per...", ma l'Italia lascia a Bagdad i volontari del organizzazione ultra-governativa "Un appalto per...". Usa, I bombardamenti di Falluja non aumentano I consensi a favore di Bush: “Forse sarebbe meglio bombardare il quartier generale di Kerry”. Una cosa è certa: a un anno e mezzo dall’invasione dell’Iraq, il mondo civile è molto più sicuro. Di essere maledettamente in pericolo.
Un deputato forzista in testacoda dopo un’uscita pericolosa tampona un ministro della Sanità accecato dai pregiudizi e si scontra con un centrosinistra fermo in corsia di emergenza: ancora una volta la legge sull’aborto resta miracolosamente incolume, ma per quanto ancora? Bei tempi quando gli argomenti tipici delle bufale politiche estive erano il ritorno dei Savoia e la riapertura dei casini: oggi che i Savoia sono tornati e Casini è presidente della Camera, I parlamentari rimbambiti dal caldo straparlano su questioni di vita e di morte. L’onorevole Gentile precisa la sua idea sul ticket per il secondo aborto: “Se sono gemelli, prezzo speciale. E le pensionate avranno l’esenzione”. Crisi di coscienza fra gli abortisti: “In effetti, rispetto a Girolamo Sirchia, anche un embrione di una settimana sembra un essere umano”. Invece della 194, sarebbe ora di rivedere la legge 180, così gente come Calderoli starebbe in una camicia di forza invece che al governo. Domandine finali: perché se Osama Bin Laden dirama una lettera in cui sostiene che la donna non è uguale all’uomo, è un integralista fanatico, mentre se lo fa il cardinale Ratzinger, rimane uno stimato teologo? E perché per il nostro Stato vale di più il diritto alla vita di un ovulo fecondato da due giorni che quello di un clandestino africano concepito venticinque anni fa?
Onore al campione nazionale della partenza intelligente: milioni di persone sono imbottigliate nell’esodo di fine luglio, lui sfreccia indisturbato da un capo all’altro della penisola. Nel cassetto del biker assassino, un sogno: eguagliare il record di fuga del Mullah Omar. La sua arma vincente, il look: altezza media, pelato, con la pancia e l’aria incazzata, già al naturale si confonde perfettamente con il quaranta per cento degli italiani, compreso padre Pio. Un malvivente all'antica, che non ruba ai ricchi, non dà ai poveri, è ateo, se ne frega della politica, non c'entra con la droga, non collabora al Foglio e non scrive nemmeno gialli di successo: non va messo in cella, ma esposto al museo, di fianco all'Uomo del Similaun. Fra le numerosissime segnalazioni di Liboni raccolte dalle forze dell’ordine, per ora la più attendibile pare quella arrivata dalla Sicilia e firmata da un certo Bernardo Provenzano. Ora per snidare il“Lupo”, gli investigatori giocheranno d’astuzia: sguinzagliate centinaia di poliziotti vestiti da Cappuccetto Rosso.
Il premier ne farà le veci, in attesa che l’avvocato nonché onorevole Taormina trovi un omicida che metta d’accordo tutte le componenti della Casa delle Libertà, compreso Bruno Vespa. Finalmente un interim su misura per Berlusconi; sono più di vent’anni che le sue tivù martellano la testa ai bambini. Dopo la condanna di Annamaria Franzoni a trent’anni di carcere, il suo pirotecnico difensore denuncia le lacune dell’accusa: “Si sostiene che l’assassino portava gli zoccoli: è stato controllato l’alibi di tutti i cavalli della zona?” Niente carcere per l’imputata, considerata dai giudici “non pericolosa”, mica come quel mascalzone incallito di Sofri che, appena fuori dal carcere, ricomincerebbe di certo ad uccidere commissari di polizia.
Attorniato da una troupe colorita e litigiosa (un produttore bauscia nano e megalomane, un destrone cagasotto e un filosofo cattolico affamato di poltrone), il segretario di un piccolo partito di maggioranza cerca invano di girare un film che lo veda protagonista invece che inutile comprimario. Nel suo immaginario erotico incombe la Balena Bianca, un'anziana e gigantesca prostituta, materna e minacciosa, vagheggiata con infantile rimpianto. Unico difetto del film, la durata: è iniziato quindici giorni fa, e siamo ancora al primo tempo. I cineasti rivali sentono puzza d’imbroglio: “Otto e mezzo? Che esagerazione. l’Udc ha al massimo il 6,5”. La critica grida al capolavoro, solo il recensore della “Padania” lo boccia in favore di “Viale del Tremonti”, la biografia del profeta della finanza creativa. Fra le sequenze più memorabili di “Follini otto e mezzo”, il grottesco girotondo da circo dei protagonisti fra vertici notturni e summit a base di tramezzini, ma il pubblico mugugna: “Scene oniriche? Ma se le vediamo tutti i giorni al Tg1!”
Sono dieci anni che tentiamo di farli partecipare alla politica sullo stesso piano dei partiti laici, ma l’esperimento è miseramente fallito. Qualunque sia il colore dell’esecutivo, gli integralisti del defunto Biancofiore vogliono poltrone separate, pretendono di praticare I loro riti primitivi, boicottano I programmi ministeriali e rifiutano tutte le leggi contrarie al loro credo. Forse la soluzione giusta è quella indicata dalla scuola milanese di via Agnesi: rinchiuderli tutti in una classe protetta, e buttare via la chiave. Intanto a Palazzo Chigi prosegue la verifica: Follini in nome della collegialità, chiede l’ingresso al governo di Orsoline, Salesiani e Barnabiti, la Lega scalpita in attesa del ritorno di Bossi, alias “il Migliora”: “O si riprende lui, o andiamo a riprenderlo noi”. Berlusconi offre di nuovo a Fini il Tesoro: "Okay, stavolta gli do pure la mappa e la vanga".
Anche fra le amarezze della politica c’è posto per I sentimenti più teneri.
Ieri sera Dudu e Marina, secondo la tradizione, hanno messo l’avviso sotto il cuscino e stamattina, sorpresa! ci hanno trovato un milione di euro per pagarsi l’avvocato. Il pediatra di famiglia: “E’ un fenomeno naturale nei piccoli Berlusconi: alla loro età, gli avvisi da latte lasciano il posto a quelli permanenti”.
I due giovani indagati si difendono dall’accusa di ricettazione e riciclaggio: “All’epoca dei fatti andavamo all’Università, eravamo troppo impegnati a imbrogliare agli esami”.
Marina rifiuta di rispondere ai giudici: “Parlerò solo in presenza del mio visagista”. La difesa chiederà le attenuanti genetiche.
Coraggio, Cavaliere, la smetta di fare il ventriloquo del ministro Castelli e si assuma anche l'interim della Giustizia, così la facciamo finita: già adesso il conflitto di interessi si vede da Saturno, vogliamo fare ingelosire Nettuno e Plutone?
Un saluto manzoniano per un ministro padano doc: il genio incompreso della finanza creativa se ne va lasciando un vuoto incolmabile nelle casse dello Stato.
Voleva ridurre le tasse, ma non gli è stato possibile: Berlusconi si è reso conto che gli italiani preferiscono continuare a pagare pur di non vedere più quella faccia da stronzo. Adesso l’interim dell’Economia ce l’ha Silvio in persona: non si accontenterà di truccare il bilancio, gli farà direttamente il lifting. Nel frattempo sonderà la disponibilità di economisti di alto profilo disposti a giocarsi le chiappe e la faccia per risanare I conti dello Stato: fra I papabili, Mario Monti, monsignor Milingo e il mago Tony Binarelli.
Ma forse il ministro ideale per il governo della Casa delle Libertà va scelto fra Agliana, Cupertino e Stefio: sanno già cosa vuol dire essere ostaggio di una manica di pericolosi gradassi.
Dietro la riluttanza delle autorità francesi a riconsegnarci il terrorista-giallista, un malaugurato equivoco: "Ci risultava che questo Cesare Battisti fosse un patriota socialista trentino perseguitato dall'Impero austroungarico, ma in effetti sembrava un po' troppo arzillo per suoi 129 anni".
Rintracciato a Parigi anche Guglielmo Oberdan: gestiva un bistrot insieme a Fabio Filzi. Critica italiana in allarme: se Cesare Battisti ha potuto uccidere quattro innocenti a sangue freddo, figuriamoci cosa può fare a un recensore malevolo.
Mentre la sinistra si prepara a dividersi sull'ennesimo caso di ex terrorista cagacazzo, Battisti sta organizzando la sua nuova vita in Italia: fra un processo e l'altro terrà seminari di scrittura creativa nei poligoni di tiro. E se dovrà scontare i quattro ergastoli che gli sono stati inflitti? "Cambierò genere, diventerò uno scrittore d'evasione".
Intanto altri terroristi rossi tentano il salto dalla lotta armata alla letteratura: che sia Nadia Lioce l'autrice di "Cento colpi di pistola prima di andare a dormire", il best seller hard firmato "Melissa P38"?
Suvvia, possiamo pretendere che un popolo così simpatico e originale si occupi di un problema noioso come lo smaltimento dei propri rifiuti?
E ci pensate a come sarebbe monotona la Campania senza le suggestive cataste di sacchi di pattume squarciati sullo sfondo dei casermoni degradati? Con un decreto lampo, il ministro dei Beni Culturali Urbani risolve l’emergenza delle discariche del Sud: “I sacchi di spazzatura napoletani sono pittoreschi, allegri e fantasiosi, hanno un istintivo talento musicale e riscuotono grande successo negli immondezzai di tutto il mondo: sarebbe un delitto bruciarli”.
Chiuse tutte le discariche della Regione per non privare il pubblico di un’emozione estetica davvero mozzafiato, specie nella calura estiva. Allarme sui treni bloccati dalle proteste: dopo due giorni senz’acqua né toilettes, I passeggeri emanano miasmi più tossici di quelli prodotti da un inceneritore. Intanto la camorra promuove la raccolta differenziata dei rifiuti: ogni cittadino dovrà riporli in sei sacchetti di colore diverso, a seconda del clan che si occuperà di smaltirli abusivamente.
Il suo nome richiama le radici religiose dell'Europa, già pervicacemente negate nella neonata Costituzione: ecco perché, secondo il Pontefice, l'attaccante è nel mirino dei critici. Sempre più grave la crisi di Bobo: dopo il broncio, ora rifiuta la pappa e ha ricominciato a bagnare il letto. "Sono più uomo di tutti voi messi insieme", ha detto ai giornalisti, agitando il biberon.
Trapattoni incerto se lasciarlo in panchina o sul passeggino.
Per fortuna fra gli altri azzurri tutto va bene: Del Piero è geloso di Totti che è invidioso di Cassano che è ostile a Gattuso che è indispettito da Camoranesi che sospetta di Buffon che non ne può più di Cannavaro che manda affanculo tutti gli altri.
Preoccupato appello della Bulgaria: "Scusate, i vostri avversari saremmo noi". Pazienza, torneremo a casa lasciando il posto a svedesi e danesi: poveracci, guadagnano un terzo degli azzurri e non possono trombarsi uno straccio di velina, se gli togliamo anche la soddisfazione di vincere un Europeo che cosa gli rimane?
Quanto agli sportivi italiani, da domani si tifa tutti Grecia: stessa faccia, stessa razza, meno pippe.
Silenziose, micidiali, caricate ad aglio e fagioli borlotti, e soprattutto invisibili da arbitri e telecamere: le flatulenze di Genny sono il vero incubo di Linderoth e compagni. Dopo la marcatura a uomo e a zona, arriva la marcatura a puzza: ecco come fa il milanista a stendere gli avversari senza nemmeno bisogno di toccarli. Il Trap: "Un modo per favorire l'amicizia fra le squadre: dopo averne annusata una, anche i giocatori stranieri assumono un colorito azzurro". Torna di moda il cerottino nasale dei Mondiali '98, ma stavolta serve a sigillare le narici. Totti, squalificato a causa dello sputo contro Poulsen, recrimina: "Ahò, ma quante storie per un po' de saliva. Del Piero, con tutta l'acqua Uliveto che si scola, piscia in campo ogni due secondi ma nessuno je dice niente".
Appena insediato a Palazzo d'Accursio, il neosindaco comunista e melomane regola subito i conti con lo Zecchino d'Oro, che con "Quarantaquattro gatti" negli anni Sessanta irrideva agli scioperi dei metalmeccanici.
I bimbi canterini verranno restituiti alle famiglie, e gli avidi fratacchioni dovranno ricominciare a pensare a Dio invece che alle dirette su Raiuno.
In un centro storico colonizzato da gipponi e motoroni, l'ex leader della Cgil si sente a casa sua: "Ho visto più pneumatici in piazza Maggiore che alla Pirelli". Il suo commosso pellegrinaggio alla tomba di Giosuè Carducci: "Fra gli intellettuali bolognesi mi sembra ancora quello più vispo".
Immediato il feeling con l'ateneo bolognese, uno dei pochi dove si fa ancora ricerca: tutti gli studenti sono alla ricerca di un posto letto a meno di trecento euro al mese. Adesso il gioco si fa duro, Coff: hai riconsegnato Bologna alla sinistra proprio ora che il destinatario è assente.
L'avversario era Renato Schifani, che impugna il risultato della partita: "I dati reali dimostreranno che Berlusconi ha arci-ultra-stravinto". Una grande, spettacolare vittoria che oscura il trascurabile risultato delle elezioni europee, con cui il pragmatico elettorato italiano scarica il Cavaliere delle meraviglie: visto che dobbiamo tenerci un governo clericale e neofascista, tanto vale votare direttamente i clericali e i neofascisti. Incoraggiante prestazione dei socialisti di De Michelis e Bobo Craxi: rubano un 2,5 per cento al centrodestra. Grande successo di Marco Follini: con la sua statura politica prossima allo zero supera nettamente tutti gli altri leader della Cdl. Sconcerto nel centrosinistra: con tutta la pace e l'uguaglianza che si vedono in giro, come diavolo ha fatto Rifondazione comunista a prendere tanti voti?
Le tivù e i telefonini non sono abbastanza: oggi, giorno delle elezioni, il candidato premier si rivolgerà agli italiani attraverso i piccoli elettrodomestici. Il frullatore ci ricorderà gli orari di voto, il phon ci farà un riporto in puro stile Schifani, il forno a microonde ci riproporrà le immagini del ritorno degli ostaggi, il ferro da stiro ritroverà la nostra tessera elettorale. E se non andiamo a votare, il nostro aspirapolvere ci manderà al seggio a calci in culo. Si spera almeno nell'obiezione di coscienza dei vibratori.
Anche il centrosinistra invita gli elettori ad esercitare i loro diritti, nella speranza di evitare rovesci. Politica estera, al ritorno dalle esequie di Reagan, Berlusconi sgrida Pisanu: "Lascia perdere Al Qaeda, voglio subito un dossier su questo Al Zheimer".
Bottiglia incendiaria al comizio del leader di An: la presenza di qualche decina di persone semiaddormentate ha indotto i terroristi a scambiare piazza Maggiore per la sala d’aspetto della Stazione Centrale. Il commento di Fini: "E' l'ennesima intimidazione contro un esponente antifascista". La polizia indaga nel torbido ambiente degli uffici elettorali della Casa delle libertà. Lo sdegno di Berlusconi: “Un gesto vile finalizzato a rubarmi le prime pagine dei giornali”. Roma, la polizia annulla il comizio di Follini per motivi di sicurezza: "Siamo sicuri che non ci andrà nemmeno un cane". Bossi: "Ogni giorno ricevo minacce di morte". La sua infermiera: "Mi spiace, ma è l'unico modo di fargli prendere le medicine". Oggi tornano in Italia gli ostaggi liberati in Iraq: riusciranno ad accorgersi della differenza?
Sì, la solita vecchia guerra, quella perepepeè bum bum rattattattat aaagh: sarà pure una cosa orrenda, ma almeno richiede un pizzichino più di coraggio delle ripugnanti pagliacciate sadomaso che ci arrivano da Bagdad.
Dove sono le battaglie, gli strateghi, gli eroi senza paura e i nemici che li sfidano in campo aperto? Questi qua dovrebbero prendersi a cannonate, e invece se ne stanno col culo al sicuro a giocare a "Ilsa la belva delle SS" o al "Feroce Saladino": al confronto, la Prima Guerra del Golfo sembra roba da Carlo Magno.
Allah non dovrebbe aver problemi nel dimostrarsi più intelligente di Bush, fulminando gli psicopatici che in suo nome sgozzano a freddo un ragazzo inerme. La Lega Nord condanna gli uccisori di Nick Berg: "L'ennesima prova dell'inferiorità dei musulmani: noi in Europa decapitavamo la gente quando loro pascolavano ancora i cammelli". Il governo rassicura le famiglie degli ostaggi ancora in mano ai sequestratori: "Niente paura, il Valium ve lo paghiamo noi".
Casa Bianca sotto choc dopo le foto dell'orrore, che mostrano decine di militari americani esporre i commilitoni non fumatori ai danni del fumo passivo.
Gli accusati si difendono: «Accendevamo le sigarette solo per spegnerle addosso ai detenuti».
Decisive le informazioni ottenute grazie alle sevizie: «Ahi, ahaah, ahiaaa». Ricambio del personale nel famigerato carcere iracheno: via il 34° Battaglione Sadici, in arrivo la 67° Brigata Feticisti e il Settimo Pedofili a cavallo.
Il presidente Orge W. Bush giustifica le soldatesse implicate negli abusi: «Condoleezza mi fa anche di peggio, tutti i giorni».
Lo scandalo di Abu Ghraib denuncia la crisi dell'industria dell'intrattenimento Usa: a quanto pare, per i giovani soldati yankee un imam a culo nudo è più eccitante di Angelina Jolie.
Immediata ritorsione di Al Qaeda: un commando sequestra i California Dream Men durante una tournée e li obbliga a rivestirsi. Berlusconi minimizza le violenze americane in Iraq: «Si tratta di episodi isolati. Ma visto il successo di pubblico, fossi nel mio amico Bush io farei un serial».
Ci hanno messo tre settimane, ma alla fine l'hanno capito: a influenzare la politica italiana ci riesce anche Bonolis, è il pallone il vero motore del potere.
Berlusconi irremovibile: "Non se ne parla, piuttosto ritiro le truppe italiane dall'Iraq". Si indaga sui legami tra Falange Verde e Brigate Giallorosse, ma da Falluja i medici avvertono: "Qui gli unici a fare il tifo sono i bacilli".
Il governo rifiuta l'offerta di mediazione dell'ulema Massimo Moratti: "Anche i suoi seguaci in Italia lo mandano affanculo tutti i giorni, figuriamoci gli irakeni".
Intanto il premier chiede il silenzio stampa sui tre italiani sequestrati: "Non c'è contraddittorio: per la legge sulla par condicio, bisogna aspettare che dei guerriglieri italiani rapiscano tre bodyguard irakeni". Non ci sono limiti all'ambizione del Cavaliere: dopo aver superato il record di Bettino a palazzo Chigi, ora punta a battere quello di Benito a palazzo Venezia.
Sempre più imprevedibili le ramificazioni dell’Islam integralista: in Basilicata ricompare una setta che pareva sgominata nel medioevo, i metalmeccanici. Fondamentalisti accecati da folli superstizioni: sono convinti che un operaio lucano abbia gli stessi diritti di un collega di Mirafiori. Orrore nel paese: da settantadue ore la Falange Blu di Melfi tiene in ostaggio 1200 tra Fiat Punto e Lancia Lybra. Sollievo dell’anziano padre delle vetture rapite, Umberto Agnelli: “Le ho viste in un video trasmesso da al-Arabiya, sono tutte vive e stanno bene”. In fermento le altre città sante Fiat, da Arese a Pomigliano d’Arco. Il ministro del Lavoro Maroni rifiuta la trattativa con l’Imam al-Fiom: “E’ un estremista, io dialogo solo con l’Ulema moderato Abu Cisl Uil”. La polizia si giustifica per le manganellate ai manifestanti di Melfi: “Ci dispiace, ma le forze di pace erano tutte impegnate all’estero”.
Via dai programmi scolastici italiani la teoria sui legami tra uomo e scimmia: è la conferma che viviamo in una repubblica delle banane. Il ministro boccia l’ipotesi dell’”anello mancante”: “Ho guardato nel mio portagioie, e non manca niente”. Sull’origine dell’essere umano il testo di riferimento sarà di nuovo la Bibbia: fino alla terza media gli studenti dovranno essere convinti di discendere da una palla di fango. I figli di Bondi e Schifani: “Per noi non cambia niente”. Ma la riforma clerico-fascista accetta con riserva anche il creazionismo: pare che Adamo ed Eva non fossero sposati in chiesa. Mantenuto l’insegnamento della legge di gravità di Galileo-Newton: almeno gli alunni potranno spiegarsi come mai l’istruzione pubblica cade sempre più in basso. Ma la campagna anti-Darwin della Moratti ha una sua logica: in fondo a che serve insegnare l’evoluzione della specie in una scuola destinata a sfornare docili pitecantropi da vendere ai datori di lavoro?
Il premier smentisce seccamente le accuse di inefficienza nelle trattative: “Credetemi, la liberazione sarebbe già cosa fatta, sono loro che non ne vogliono sapere. Mi hanno detto: Silvio, non ce ne andremo finché non avremo portato la democrazia nella Falange Verde di Maometto. Se vogliamo tornare prima, ci rivolgeremo a Zapatero”. Anche il ministero della Difesa non ha fretta di far tornare a casa Stefio, Agliana e Cupertino: “In tre, per di più disarmati, tengono impegnati una quarantina di iracheni, fra guerriglieri, ulema negoziatori e ficcanaso di complemento: mica come i nostri militari a Nassiriya, che ci costano un sacco in munizioni e chiedono pure rinforzi”. Anche Bruno Vespa sposa la linea della fermezza: “Niente concessioni ai sequestratori: potranno rilasciare gli ostaggi solo fra le 23.15 e le 00.30 di un martedì o di un giovedì”.
Il leader della Lega migliora lentamente: ancora non riconosce i familiari, ma è già in grado di insultare gli alleati di governo. Pronto lo slogan della campagna elettorale: “Coma ladrone, il Bossi sta benone”. Calderoli mette a tacere i medici che avevano ordinato al senatur il riposo assoluto: “Appunto: si sa che i deputati europei non fanno un cazzo”. Ma i padani non sono gli unici ad affidare a un malato grave le speranze di vittoria: già pronto sul capezzale di Maradona il contratto per allenare i biancazzurri. "E' l'uomo giusto per la squadra - dicono i tifosi -, entrambi devono lottare per rimanere in zona salvezza". Scagionata la cocaina per l'infarto che ha colpito il Pibe de oro: stavolta Diego deve aver sniffato colesterolo.
Questo sì che è servizio! Quelle brave persone degli imam sunniti sanno come trattare la clientela più esigente: quanto a rivedere Stefio e compagni, ciccia, ma nel frattempo ci daranno in sostituzione altri tre sequestrati usati pochissimo. Il governo: “A Palazzo Chigi stiamo trattando a 360 gradi: se non arriva il tecnico ad abbassare il riscaldamento crepiamo tutti”. Berlusconi ottimista dopo i colloqui con Casini, Frattini, Martino, Tony Blair e Zapatero: “Mi hanno dato la loro parola d’onore che gli italiani non li hanno rapiti loro”. Si allunga la lista dei soggetti coinvolti nelle trattative a favore dei connazionali in mano ai banditi di Falluja: dopo gli ulema, il Papa, gli ayatollah iraniani e Al Fatah, contattati anche i dervisci danzanti le voci bulgare. Un suggerimento al ministro Pisanu: visto lo stile della Falange Verde, non sarebbe il caso di affidare la mediazione all’Anonima sarda?
Brusco risveglio per l'azzimato titolare della Farnesina: a convincere i mujahiddin a liberare i nostri connazionali non basta uno show nel salotto di Bruno Vespa. Dopo il brutale omicidio di Stefano Quattrocchi la diplomazia italiana fa autocritica: "Forse non avremmo dovuto fidarci delle garanzie offerte dall'Imam Abu Pinocchio". I parenti alla ricerca di notizie chiamino con fiducia il numero verde del Ministero degli Esteri: si consoleranno sentendo che c'è qualcuno che ne sa ancora meno di loro. Ora il caso passa all'inossidabile Mirko Tremaglia, il paladino degli italiani in terra straniera: grazie alla sua esperienza nella Repubblica di Salò, ha il knowhow giusto per intendersi con miliziani fanatici e sanguinari in un paese distrutto dalla guerra.
E' il più grande successo televisivo dopo la "Famiglia Saddams": milioni di iracheni impazziscono per le spregiudicate avventure di quattro imam trentenni in carriera nell'eccitante Bagdad del dopoguerra. Le protagoniste del quasi omonimo serial Usa ambientato nella Grande Mela e il quartetto in azione nel Grande Dattero devono affrontare lo stesso problema: l'impossibile convivenza con i maschi americani arroganti e infedeli. Il fenomeno "Sex and the Sciiti" sconcerta la critica: "E' il primo telefilm che conta più fanatici nel cast che fra il pubblico". Intanto perde consensi il reality show di produzione italiana, "Nassiriya Survivors": cacciato dopo sole sei ore un nuovo concorrente, un premier nano e liftato in crisi di notorietà.
Convinto di trovarsi sull'Isola dei famosi, ha tentato il colpaccio alla Pappalardo: "Ci ha parlato di donne, calcio e abbuffate - racconta un bersagliere -, mentre noi qui rischiamo la pelle. Come testimonial della solidarietà degli italiani, sarebbe stata più convincente la contessina Giada de Blanc"
Allegri ragazzi, arrivano i rinforzi: con un decreto lampo all'indomani del 4-0 subito dal Deportivo, il Primo Sportivo d'Italia applica la vecchia regola "squadra che perde si schiaffa in prima linea".
In considerazione del prestigio della squadra, Sheva e compagni verranno usati come scudetti umani. Maldini commuove le truppe cantando "Il testamento del capitano". Si profila un delicato quesito strategico-istituzionale: se il premier manda Kakà ai nostri soldati, i nostri soldati possono mandare a Kakà il premier? Tremonti contesta il risultato che scaccia i rossoneri dall'Europa: "L'arbitro è un incompetente. Dai miei conti risulta che il Milan ha vinto 5 a 3".
Iraq, pienamente raggiunte le finalità di peace-keeping della missione "Vecchia Babilonia": finché restiamo qui, tutte le fazioni irakene preferiscono massacrare noi piuttosto che ammazzarsi a vicenda. "Ma i rapporti con la popolazione sono ottimi - assicurano i comandi italiani -. I venticinque morti dell'altro giorno? Forse gli abbiamo lanciato troppe caramelle".
Già “La rabbia e l’orgoglio” aveva dimostrato che sul cervello degli anziani il razzismo può avere effetti più devastanti del morbo di Alzheimer. Ma con “La forza della ragione”, in uscita a giorni, l’irriducibile libellista toscana ha giocato sporco: grazie al programma di scrittura del suo computer, si è limitata a sostituire “giudaismo” ed “ebrei” con “Islam” e “arabi”, e il delirante manifesto antisemita di Hitler si è trasformato in un rispettabile saggio pubblicato da Rizzoli.
Gli eredi del Fuehrer chiederanno un risarcimento miliardario: “Quella spudorata ha copiato tutto: il complotto islamico per conquistare il mondo, i figli di Allah che insidiano le fanciulle cristiane, il cliché dell’arabo nasuto e subumano. Però Adolf era meno sgrammaticato”.
Signora Fallaci, lasci perdere: al momento l’Europa è troppo squattrinata per finanziare lo sterminio di tutti gli immigrati musulmani da Malta a Capo Nord. E poi in fondo lei e Bin Laden vi assomigliate: due ricchi settantenni paranoici capaci di inondare i media di proclami violenti, ma troppo vanitosi per diffondere uno straccio di foto recente.
"La criminalità organizzata non conosce feste né ponti, difatti la sua produttività è in continua crescita". Già: domenica sera, mentre quegli scansafatiche degli italiani poltrivano, gli stakanovisti della malavita napoletana regolavano i conti senza risparmiare le pallottole. Un episodio che ha colpito il premier, e soprattutto una ragazzina innocente. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino sconvolto: "Forcella, un quartiere di Napoli? Ne siete proprio sicuri? Sono sindaco da quattro anni e non ne ho mai sentito parlare". Salvatore Giuliano, il malvivente sospettato dell'omicidio di Annalisa, si difende: "Ho un alibi di ferro: sono stato ucciso dalla polizia nel 1950 in Sicilia, dopo il tradimento di Gaspare Pisciotta". Il ministro Pisanu: "Allo stato attuale, non possiamo escludere le responsabilità dell'Eta e degli anarco-insurrezionalisti". La mafia prende le distanze dalla campagna anti-ponti di Berlusconi: "Il ponte sullo Stretto non si tocca".
A tutti gli altri, sì: abbiamo calato le braghe davanti alla mucca Ercolina, ai preti oscurantisti, ai costruttori abusivi e ai bancarottieri del calcio, ormai per ottenere una legge ad personam basta fare un rutto e non chiamarsi Adriano Sofri, e quattro genitori razzisti possono far scacciare da un asilo una maestra che porta un fazzoletto molto meno vistoso di un velo da suora. Nella lunghissima lista di categorie che sono riuscite a farsi gli affaracci propri alla faccia della legge e del buon senso mancano ancora i collezionisti di francobolli, le piante di geranio e i portatori di bretelle, ma è solo questione di tempo. Bè, si provino a paralizzare il Paese, e troveranno la ferma, decisa, inesorabile risposta del governo, almeno per trentacinque secondi. Decreto salvacalcio, anche le massaie pretendono agevolazioni fiscali: “Anche noi siamo piene di debiti, undici peperoni costano più di una squadra di calcio”
Altro che il "peplum" bigotto di Mel Gibson! Molto più realistico e straziante il calvario del macilento leader della Quercia: diffamato da Igor Marini, scacciato da Bruno Vespa, messo quotidianamente in croce dagli alleati, snobbato dagli ex amici, strapazzato pubblicamente dai romani alla manifestazione di sabato, e nemmeno uno straccio di Maddalena per fargli due coccole. Le sue nobili parole agli aggressori: "Vi perdono perché non sapete quello che fate"; la loro replica: "Senti chi parla". Cesare Salvi affronta i violenti: "Se proprio volete menare Fassino, almeno prendete la tessera del partito". Lo sdegno di Diliberto e Pecoraro Scanio: "Vigliacchi, erano decine contro uno solo, e non sono riusciti nemmeno a fargli un livido". Premio Italo Balbo a Caruso, inventore dei "ceffoni umanitari": a quando "l'olio di ricino pacifista"?
Dopo una pausa tecnica di cinque anni, sull'altra sponda dell'Adriatico riprende il campionato più bellico del mondo. Contro i serbi, gli uomini di Pristina sperano di bissare il successo dell'andata: "Possiamo farcela anche senza l'aiuto dei campioni stranieri", assicura il coach, che raccomanda ai suoi la marcatura a uomo, donna, bambino, chiesa e monastero. Subito costretta in difesa la squadra slava, orfana del mitico cittì Slobo Milosevic, sotto processo all'Aja per somma di falli contro l'umanità. Ma dopo la rivoluzione digitale, in Occidente i macelli balcanici versione 2004 rischiano di fare anche meno audience di quelli del 1999: grazie al pay-terrorism del tycoon Osama Bin Laden, oggi possiamo sperimentare tutte le sciagure di una guerra etnico-religiosa rimanendo comodamente seduti nel nostro treno-pendolari. Ahimè, il mondo è così vecchio che ormai i risultati delle guerre sono come quelli dei lifting di Berlusconi: bisogna fare un ritocco ogni sei mesi, o casca giù tutto.
Accecato dall'amore per il nano liftato, il direttore del Foglio si era illuso che gli avrebbe fatto uscire di galera Adriano Sofri proprio sotto le elezioni. Sfortunatamente, i focus group di Berlusconi dicono che graziare l'ex leader di Lc gli farebbe perdere i voti di tre casalinghe, un elettrauto e un maestro di sci, molti più di quelli che Ferrara gli ha procurato in dieci anni di consulenze. Bocciata la legge Boato, Berlusconi tenta di placare l'ira della sua eminenza grigia: "In fondo cosa se ne fa Adriano di Grazia? E' molto meglio Donna Moderna". Sarà difficile per l'Elefantino farsi prendere ancora sul serio come maitre à penser: se ci ha messo dieci anni per accorgersi che Berlusconi è un cialtrone opportunista, forse non è così intelligente.
Sono latini come noi, mediterranei come noi, cattolici peggio di noi, si sono tenuti un dittatore per molto più tempo di noi, e il loro passatempo preferito è veder seviziare un toro da un tizio vestito da lampadario veneziano: ora, com'è possibile che gli spagnoli riescano a tirare fuori dal cappello leader di sinistra (e perfino di destra) più credibili dei nostri? Perché in Spagna un 42enne può guidare un governo, mentre da noi un branco di 60enni ha problemi a guidare un Triciclo? Perché il premier iberico dovrà rendere conto solo agli elettori, mentre il suo omologo italiano deve rendere conto innanzitutto al Papa e a Bruno Vespa? Insomma, perché loro Zapatero, e noi sempre zappa-sui-piedi?
Finalmente chiaro il quadro clinico del leader della Lega: il suo improvviso tracollo fisico era dovuto all'irresponsabile secessionismo di cuore e cervello. Poco prima del ricovero i due organi gli avevano lanciato l'ultimatum: "Devolution subito, o dovrai accontentarti dell'appoggio esterno". Decisiva la mediazione di stomaco e milza. Bossi racconta la sua esperienza fra la vita e la morte: "Camminavo in un meraviglioso tunnel pieno di luce, poi ho visto che in fondo c'erano Garibaldi e Cavour armati di randello e sono tornato indietro di corsa". Le felicitazioni del Papa: "Per stavolta tu salvi pellaccia, ma se tu sparla ancora di Chiesa io non dice più preghierina per te a Madona di Lourdes"
Dopo l'ennesima assoluzione degli ennesimi imputati per l'attentato del 12 dicembre 1969, si fa strada un'ipotesi clamorosa: la bomba fu collocata dai terroristi islamici per colpire la città cara alla Madunina. Ritrovata negli archivi Rai una polverosa videocassetta in cui un giovanissimo Osama Bin Laden invita alla jihad contro Mariano Rumor: sembrava Alberto Lupo imitato da Noschese, e il filmato venne trasmesso nel varietà del sabato sera. Pista islamica anche per le altre stragi impunite, dall'Italicus a Bologna. La prova: chi chiede ancora giustizia ha l'impressione di parlare arabo. Spagna, a due giorni dalle elezioni politiche rimane incerta la matrice dell'orrendo massacro di Madrid: per chiarirla definitivamente si attendono i primi exit poll. Bush incerto sulla possibilità di un intervento militare Usa nella regione storica dell'Eta: "Paesi Baschi? Cosa ce ne facciamo di un giacimento di cappelli?".
Il ministro dell'Interno Pisanu ne è certo: vestiti di bianco mimetico, i terroristi avrebbero deposto uno a uno i fiocchi di neve sul tratto emiliano dell'Autosole per creare il panico fra gli automobilisti e suscitare in loro il malcontento verso il governo. Fermata e interrogata una perturbazione che cercava di espatriare verso i Balcani. In un covo romano trovate una carota e un vecchio cappello: gli anarchici si preparavano a costruire un pupazzo-bomba in piazza Montecitorio? La polizia esclude la pista nera e rossa: "Troppo difficili, meglio quella blu". Giro di vite della Protezione Civile: da oggi gli esponenti dell'opposizione potranno circolare solo con catene ai polsi
Gli architetti e i designer riuniti all'Aja bocciano il progetto del megatramezzo fra Israele e Palestina: "E' out, meglio una tenda a soffietto o, per rimanere in atmosfera mediorientale, una persiana". Respinta la proposta di Sharon di coprire il muro di rampicanti. Per di più, al Catasto Terrestre risulta che il Medio Oriente è un open-space, e per dividerlo in due miniappartamenti ci vuole l'autorizzazione del Padreterno. Strani incidenti nei cantieri per la costruzione del muro confermano l'irritazione del Grande Architetto: i manovali non riescono più a capirsi a vicenda e parlano un linguaggio incomprensibile. Dall'Italia una soluzione alternativa: disseminare il confine fra le due regioni di cantieri autostradali stile Autostrada del Sole. Costretti a marciare a passo di lumaca, i terroristi lasceranno perdere.
Dopo i figli e i nipoti di Tanzi, l'inchiesta Parmalat risale l'albero genealogico del clan di Collecchio: riesumati e interrogati il trisnonno Mascarpone Tanzi, la proava Enricotta e il quadrisavolo Lattosio. L'unico Tanzi ancora a piede libero verrà messo domani all'asta da Christie's a prezzi da capogiro. Primi sintomi di esaurimento fra i giudici: con tutti quei parenti che si incastrano e si scagionano a vicenda, più che un'indagine sembra il cubo di Rubik. Dopo le vicende Tanzi e Cragnotti, le carceri italiane lanciano l'iniziativa «Family Jail»: se vai in galera con almeno tre parenti, hai un cesto di arance in omaggio!
L’ANGELO DISUBBIDIENTE. LA LEGGENDA DI MARLENE DIETRICH
Posted by robgrassilli at 17:44
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