feb052013

Fazio, accadde domani: in diretta dal 2000, «Gli Aristonati, bollettino quotidiano per chi sanrema contro»

- Il Festival del Giubileo si aprirà con una suggestiva cerimonia: papa Fabio Fazio, armato di uno speciale piccone, romperà il Timpano Santo, una galleria che era stata murata cinquant’anni fa da Nunzio Filogamo per rinchiudervi i detrattori di Nilla Pizzi. Tutti concordano che questa sarà l’edizione dei grandi numeri: 680.000 (il girovita in centimetri di Pavarotti), 180 km/h (la velocità di rotazione delle balle di Teocoli all’ennesima richiesta di imitare Cino Ricci), 4.594.987 (gli ascoltatori che si chiederanno perché cavolo è stata ammessa di nuovo Ivana Spagna).

- La concomitanza con l’Anno santo ha portato a Sanremo un rigenerante afflato di bontà. Luciano Pavarotti ha dichiarato che devolverà il suo cachet in beneficienza per i bambini affamati. «Si tratta del mio cachet contro il mal di testa – ha precisato il tenore -. Efficacissimo, ma mi raccomando: va preso solo dopo i pasti».

- La pudibonda Rai, per evitare il ripetersi dello scandalo Anna Oxa, che l’anno scorso salì sul palco con lo slip da fuori, ha imposto ai cantanti di vestirsi decorosamente: se proprio vogliono mostrare le vergogne, si limitino a cantare le loro canzoni. L’Italia ha già adottato la bella e sfortunata Ines Sastre, simbolo della difficile condizione femminile nel resto d’Europa. «E’ pazzesco – commenta una scandalizzata Paola Barale – nel Duemila ci sono ancora paesi dove una bella ragazza come Ines non può fare carriera solo mostrando il culo, ma deve studiare le lingue e laurearsi alla Sorbona». Dopo una serie di maggiorate, da Sabrina Ferilli a Laetitia Casta, sorprende la scelta di una valletta esile e snella come Ines. Svolta culturale? «No – spiega il responsabile per la sicurezza dell’Ariston – Il palco è omologato per un peso complessivo non superiore alle tre tonnellate, e la presenza fra i conduttori di Luciano Pavarotti ha obbligato Fazio e Teocoli a mettersi a dieta e a scegliere una co-conduttrice di 30 kg».

- Alessia Marcuzzi per presentare Sanremo Notte ha decisamente cambiato look: si è vestita. «E’ un’esperienza insolita per me – ha dichiarato la simpatica conduttrice – ma dopo il primo shock mi sono sentita a mio agio, specie con il reggiseno realizzato per me dalle Acciaierie Nuovo Pignone». Con lei ci saranno i Fichi d’India, alle prese con un compito davvero impegnativo: sembrare più ridicoli dei cantanti.

- La scaletta di stasera vedrà sfilare tutti i 18 campioni in gara. Il gadget più in voga a Sanremo? Il cornetto di corallo da toccare durante l’esibizione di Marco Masini. L’angosciato bardo di «Disperato» e «Malinconoia» ha ereditato la sinistra quanto ingiustificata fama della compianta Mia Martini, tanto che la sua canzone, «Raccontami di te», è già stata ribattezzata «Jella Submarine». «Non puoi fare a meno di ascoltarla dalla prima all’ultima nota – confessa un critico -: è impossibile turarsi le orecchie quando si hanno entrambe le mani sui coglioni».

- Una cosa è certa: stasera il pubblico attenderà con ansia la canzone di Amedeo Minghi e Mariella Nava: sarà il momento buono per andare alla toilette. I due cantautori presenteranno il loro brano, «Futuro come te», con due pianoforti. Gli strumenti, per protesta contro lo squalificante abbinamento, si sono incerottati la tastiera: «Se ci esibissimo da soli potremmo aspirare a un buon piazzamento – hanno detto -, ma con Nava e Minghi la bocciatura è assicurata».

- Torna il miglior amico del Sanremo-dipendente: il Festival del Fredddurista! Come mai la valletta di Sanremo quest’anno è sporcacciona? Perché non è più Casta. Qual è il duo comico preferito negli alveari? I Fuchi d’India. E la cantante più amata dai fornai? Michetta. Perché Teocoli vorrebbe emigrare in Afghanistan? Perché è un regime teo-cratico. Chi è il partner ideale per un vocalist? Un consonantist. A domani!

(Clarence, febbraio 2000)

gen302013

Lotteria del Financial Times, ricchi premier in palio!

L’originale gioco del più autorevole quotidiano economico europeo, «Guess Who’s Fit To Lead Italy» (“Indovina chi è adatto a governare l’Italia”) sta appassionando e divertendo migliaia di lettori in tutto il mondo. Tranne che nel nostro paese, l’unico in cui non è stata afferrata la finalità puramente ludico-ricreativa a dell’iniziativa, come dimostrano le reazioni irritate al recente articolo in cui si diceva che Mario Monti «non era l’uomo giusto» per il nostro Paese. «Il fatto che il pezzo non fosse nella pagina Esteri ma in quella Enigmistica e Passatempi avrebbe dovuto dirvi qualcosa,» osserva sconcertato il direttore del Financial Times; «sapete quanto ce ne frega a noi chi diventerà il vostro premier, tanto siete del tutto irrecuperabili. E’ solo un indovinello per aguzzare l’ingegno di grandi e piccini. Se avete notato, oggi proponiamo di scoprire chi sarà il prossimo presidente del Consiglio italiano collegando a matita una serie di puntini, e il risultato è la sagoma di Arlecchino.»

La moda lanciata dal FT sta dilagando nella stampa internazionale, e ormai non c’è testata al mondo che non dedichi un piccolo spazio alle scommesse sul migliore o peggiore inquilino potenziale di Palazzo Chigi. Il Papuasia Echo punta decisamente su Pierluigi Bersani, a causa della spiccata somiglianza con la maschera rituale del dio-orangutan Rula-Bula; il Silicon Valley Tribune scommette su Grillo, non solo perché scommette sulla Rete ma anche perché sarebbe il primo premier cyborg, teleguidato da Casaleggio, mentre l’Heraldo de Guatemala fa un tifo scatenato per Antonio Ingroia: «Non siamo sicuri che per gli italiani sa un bene che il giudice stia per cinque anni a palazzo Chigi,» si legge in un editoriale, «ma per noi guatemaltechi sicuramente sì».

gen252013

Salto con lista! Facile pronostico per le elezioni 2013: urne vuote, palle piene

Ormai è chiaro: a condizionare il voto del 24-25 febbraio sarà la scelta degli indecisi. Indecisi non fra un partito e l’altro, ma fra la tentazione di emigrare su Betelgeuse e quella di entrare nelle sezioni elettorali a bordo di una ruspa. Dopo sole due settimane di chiacchiericcio propagandistico, slogan spudorati, manifesti agghiaccianti e inflazione radiotelevisiva di facce a culo, l’insofferenza degli italiani per il prossimo appuntamento elettorale è già così elevata che la fatidica domenica si aggireranno intorno ai seggi vere e proprie bombe umane pronte a scoppiare. Già adesso le cronache registrano i primi casi di malori, svenimenti e gesti inconsulti di fronte all’ennesima apparizione tv di Giulio Tremonti. «Il pubblico si era disabituato,» spiega un medico che ha appena somministrato sedativi agli anziani di una casa di riposo colpiti da crisi nervose dopo aver visto per tre sere di fila in televisione l’ex ministro dell’Economia atteggiarsi a paladino della povera gente; «poi, dopo mesi di astinenza, viene subissato dagli stessi brutti musi che dopo avere rovinato l’Italia vengono di nuovo a chiedere il voto. Pochi riescono a mantenere la calma.»

Le ripetute apparizioni televisive di Silvio Berlusconi sono devastanti per la psiche dei meno corazzati. Dalle scuole materne di tutta Italia si segnala con preoccupazione la costante presenza nei disegni dei bimbi di un personaggio con una calotta marron sulla fronte, due fessure nere al posto degli occhi, le guance cascanti come Hamtaro e un mostruoso enorme sorriso. Accanto a loro i bambini disegnano i propri genitori con le braccia al cielo e la bocca aperta in un urlo, dalla quale escono fumetti sgrammaticati come «Lo stronzo a detto tolgo Imu» o «Stavolta lo amazo bruta merda». Non meno deleterio è Mario Monti, che ad ogni comparsata a «Porta a porta» o a «Otto e 1/2» incendia i centralini dei reparti Psichiatria. «I telespettatori sentono il premier che ha introdotto l’Imu affermare che è ingiusta e va tolta,» riferisce un sanitario, «e credendo di essere impazziti ci telefonano per chiedere aiuto. Noi li rassicuriamo dicendo che allora avremmo bisogno del Tso anche noi. Altra cosa è se qualcuno ci chiama sostenendo di avere visto in tivù Bersani mentre diceva cose convincenti. Allora mandiamo subito l’ambulanza». I candidati più sensibili, rendendosi conto del pericolo saturazione, stanno mettendo in atto piani di emergenza. Correre per un seggio al Parlamento genera ormai tale e tanto ribrezzo che alcuni hanno adottato come slogan autopromozionale «Io non mi presento alle elezioni: vota per me».

gen162013

Missoni Impossible! Venezuela, libri di Giacobbo sul fondo del mare: ecco cosa fa cadere gli aerei

LOS ROQUES. La telecamera subacquea inquadra la cassa incrostata di alghe, adagiata fra rocce e conchiglie. E gli esperti della Protezione civile in missione in Venezuela per indagare sulla scomparsa dell’aereo su cui viaggiava Vittorio Missoni impallidiscono: ora è tutto chiaro. Sullo schermo appaiono, sbiadite ma leggibili, le copertine di «Templari: dov’è il tesoro?» e «Le piramidi: mistero e realtà», «2012. La fine del mondo?» e tutta la serie I Grandi Misteri del giornalista Roberto Giacobbo.  Secondo gli inviati della Protezione Civile quei libri spiegano non solo la sparizione dell’aereo con a bordo gli italiani, ma anche i quattro sconcertanti incidenti avvenuti in passato su quella rotta maledetta: «Sono almeno quaranta chili di pseudoscienza, malafede e fuffa. Un quantitativo abnorme, in grado di creare un campo magnetico potentissimo e pericoloso per tutti i velivoli e i natanti nelle vicinanze, peggio del Triangolo delle Bermude.» A confermare l’inquietante teoria, la distesa di relitti che, come si vede nelle riprese della telecamera, circonda la cassa di libri giacobbiani.

Ma come ha fatto ad arrivare lì? L’ipotesi più probabile è che qualcuno abbia voluto sbarazzarsi di materiale compromettente. Per la legge italiana tenere in casa più di due libri del vicedirettore di Raidue, com’è noto, è giusta causa per divorzi, annullamenti di matrimoni, interdizioni e sospensioni della patria potestà. Può darsi che qualche fan di Giacobbo, timoroso di incorrere in uno di questi rischi, e non potendo liberarsi altrimenti dell’opera omnia del suo beniamino (i volumi, se bruciati, producono vistose colonne di fumo nauseante i cui sbuffi formano la scritta «Voyager»), abbia deciso di disfarsene nel modo a suo parere più drastico e sicuro: gettandoli in mare durante una crociera ai Caraibi. «La cassa è doppia, con l’interno di piombo e l’esterno di legno,» osserva uno dei ricercatori italiani, «e durante il viaggio di andata ha protetto la nave che lo trasportava dalla letale influenza del contenuto. Ma una volta sul fondo le correnti sottomarine hanno fatto saltare le giunture e le fesserie più pericolose sono fuoriuscite, con tragiche conseguenze». E l’incidente di Missoni jr. potrebbe non essere l’ultimo, se la zona non sarà bonificata al più presto. E non sarà facile«Quel cumulo di superstizione ha un’energia negativa così intensa che fa impazzire qualunque macchinario,» spiegano alla Protezione Civile. «Forse l’unica soluzione è calare sul posto lo stesso Giacobbo, con apposito scafandro di ghisa.» Per consentirgli di recuperare senza danno i volumi? «No, per toglierci finalmente dalle balle anche lui.»

gen022013

Io e Nicole, ovvero: siamo riminesi o riminetti? (2011)

Passata la bufera, la cosa più strana non è che Rimini si sia divisa sulla recente comparsata di Ruby Rubacuori alla discoteca Paradiso. La cosa strana è il genuino stupore con cui i giornali nazionali hanno ripreso la notizia. Come dire: ma come, lì a Rimini è bungabunga 365 giorni all’anno, e hanno il coraggio di fare gli schizzinosi? Nel resto d’Italia, probabilmente, si pensa che la patria del Puttan Tour, come minimo, avrebbe dovuto offrire a Ruby la cittadinanza onoraria, con le chiavi della città consegnate nelle sue manine dal sindaco in persona (certo che così Ravaioli avrebbe chiuso in bellezza il suo secondo mandato). Vabbè, forse Rimini non merita più la fama di Bengodi (o Bungodi) dell’Adriatico che le si attribuisce ancora nel resto d’Italia, ma via, perché stupirsi tanto se la signorina El Mahroug ha deciso di iniziare proprio dalla città malatestiana la tournée che, si immagina, la porterà in tutta Italia? In fondo il suo vero nome è Karima, e da Karima a Carim (Cassa di Risparmio di Rimini) il passo è breve.
Ma la verità è molto più semplice, e, com’era prevedibile, coinvolge la la nostra concittadina Nicole Minetti. Pubblichiamo in esclusiva un’intercettazione realizzata nella famigerata «notte degli imbrogli» tra il 27 e il 28 maggio 2010, quando l’igienista più famosa d’Italia prese in consegna dalla Questura di Milano la giovane Ruby, e poco dopo averla riaccompagnata a casa le telefonò per un ultimo saluto. NICOLE «Ciao amò, sono Nicole. Quando le acque si saranno calmate devi venire a trovarmi a Rimini. Ti porto al Paradiso, e poi a vedere il ponte di Tiberio.» RUBY «Chi è Tiberio?» N. «Un imperatore.» R. «Come hai detto? Imprenditore?» N. «No, imperatore. Aveva un impero.» R. «Cioè era un imprenditore molto molto grosso. E cosa faceva?» N. «Organizzava feste favolose nella sua villa. Gli piaceva fare il bagno in piscina insieme a ragazze giovanissime.» R. «Bah, tutti uguali questi miliardari! E Tiberio si tuffava nella piscina da quel ponte di Rimini?» N. «Ma no, amò, cazzo dici. Fra l’altro il ponte l’ha completato Caligola.» R. «La moglie di Tiberio?» N. «Ma no, un altro imperatore, sai, quello che nominò senatore il suo cavallo.» R. «Bè, si capisce, era un cavallo maschio. Se era una cavalla la faceva ministro. E poi cos’altro c’è di famoso a Rimini?» N. «Bè, l’arco d’Augusto.» R. «Un altro che faceva i toga-party con le minorenni e i cavalli?» N. «Ma no, amò, tutto il contrario, Augusto era un tipo serissimo.» R. «Allora è cambiato quando è andato a dirigere il Tg1.» N. «Il Tg1? Uffa, Ruby, mica stavo parlando di Augusto Minzolini! Intendevo Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto.» R. «Ah, bè, allora ho capito. Se era Gaio non c’è da stupirsi se non gli piaceva la gnocca. Ma Nicole, dove hai imparato tutte queste storie di imprenditori romani?» N. «Ho letto Svetonio, amò». R. «Il giornalista del Fatto Quotidiano?» N. «Ma no, cretinetti, uno scrittore antico. L’ho studiato da ragazza, quando frequentavo il “Giulio Cesare”.» R. «Era uno di Milano?» N. «Cosa?» R. «Bè, hai detto “il Giulio Cesare”. Credevo che fosse un imprenditore milanese. Come il Silvio.» N. «Che idea! Il Giulio Cesare era il mio liceo, il Classico di Rimini! Ci sono andata per degli anni.» R. «Capisco, è stata una storia seria. Va bene, Nicole, ti prometto che verso fine del mese farò un salto a Rimini. Scommetti che sarò diventata famosa anch’io come Tiberio e Caligola?»
da Chiamami città, dicembre 2011
dic312012

Compro oroscopo! Tu chiamale se vuoi previsioni 2013

Lo zodiaco è un po’ come il Porcellum: non puoi scegliere il segno che ti rappresenta, ti viene imposto dall’alto. Così alla vigilia di un anno elettorale, anche il Fatto Quotidiano cede alla tradizione degli oroscopi di fine anno: rispetto alle sparate che sentiremo prossimamente in campagna elettorale, le previsioni astrologiche sono serie e credibili. Del resto l’astrologia non l’ha inventata Berlusconi, quindi un pizzico di verità ci dev’essere no?

ARIETE Buona notizia: nel 2013 tutti i pianeti saranno nel tuo segno, per donarti amori bollenti, soldi a palate e salute di ferro. Cattiva notizia: irritati dall’affollamento, i pianeti cominceranno a scazzottarsi e manderanno il tuo oroscopo a rotoli. Avrai amori bollenti con Arisa o Marcello Paniz, paccate di azioni Mediaset sospese per eccesso di ribasso e salute di ferro solo durante le visite fiscali.

TORO Per il nuovo ad dello Zodiaco, Sergio Marchionne, il tuo segno è poco produttivo e intende delocalizzarlo nel calendario cinese dove il costo del lavoro è irrisorio. O con fondi una fattoria biologica con gli altri segni di Terra, o presto dovrai farti tradurre dal cinese oroscopi tipo: «I tuoi onorevoli genitori ti sceglieranno una fidanzata laboriosa» o «Il sorvegliante del campo di lavoro ti bastonerà meno forte del solito.»

GEMELLI L’agenda Monti prevede il taglio dei segni doppi, quindi nel 2013 il tuo segno diverrà il Figlio Unico, immaturo e viziato, che non influenza la tua vita ma pretende che sia tu a organizzare la sua: scuola, palestra, motorino… Manco si rifà il letto, figurati se fa l’oroscopo a te. Quando gli chiedi che futuro avrai ti guarda male, replica che il futuro l’hai rubato tu a lui e torna a piratare videogiochi in rete.

CANCRO Nel 2010 Berlusconi promise di sconfiggere il Cancro in tre anni (crede che i pm appartengano a questo segno, tant’è che ripete «la magistratura è un Cancro») quindi ci siamo. Ma poiché una promessa del Cav. si traduce sempre nell’esatto contrario («Vi darò lavoro» ed esplode la disoccupazione, «Taglierò le tasse» e sono le più alte del mondo, ecc.), nel 2013 voi Cancro come minimo vincerete il Superenalotto, ringiovanirete e tromberete come ricci.

LEONE Il tuo segno era l’ascensore sociale dello zodiaco, come provano illustri Leoni parvenus, da Bonaparte a Madonna. Il fatto che, malgrado la laurea a pieni voti, tu sia precario da vent’anni fa sospettare che l’ascensore sia guasto, e a trovare un tecnico nell’Universo a san Silvestro non ci riesce neanche Darth Fener. Così nel 2013 dovrai salire i gradini della società a piedi, attento a schivare il ceto medio che ruzzola giù verso la miseria.

VERGINE Dodici posti e una sola donna: più che uno zodiaco sembra un governo italiano degli anni Settanta. Ma dal 2013 i segni dovranno recepire una direttiva dell’Unione Cosmica sulle Pari Opportunità che impone le quote rosa zodiacali, e i primi sei segni saranno tutti al femminile: Pecora, Mucca, Gemelle Kessler, Pap test, Leonessa e Rosy Bindi («Vergine» verrà abolito in quanto sessista e lesivo della privacy).

BILANCIA Le stelle ti supplicano, amico Bilancia: tieniti lontano dalla politica. Berlusconi, Di Pietro, Bersani: servono altre prove del fatto che il tuo segno deve pensare ad altro? A conti fatti, i nati fra il 22 /9e il 21/10 sono la categoria che più ha danneggiato l’Italia dopo i Savoia e Napolitano potrebbe esiliarvi all’estero con apposito decreto. Ma per i Bilancia doc non è un problema: essendo amanti della bellezza, della cultura e dell’eleganza sono già emigrati da un pezzo.

SCORPIONE Misterioso, ambizioso, dotato di fascino sinistro: questo dice di te l’astrologia, che evidentemente ti ha confuso con Gianroberto Casaleggio. Nel video delle parlamentarie M5s sembravi solo un po’ matto, specie con quell’idea del biocarburante ricavato dalle uova di lompo e della conversione della pianura Padana a vivaio per fiori di Bach. Ma le stelle dicono che otterrai un seggio al Parlamento grazie al trigono Giove-Barbera.

SAGITTARIO Il tuo talento di arciere ti tornerà utile nel 2013 quando sarai costretto a darti alla macchia con un amico ciccione e un frate cappuccino per sottrarti alle vessazioni degli esattori Equitalia; qui prenderai coscienza delle ingiustizie, fonderai una banda specializzata nel togliere ai ricchi per dare ai poveri e il tuo nome verrà temuto nei palazzi ed esaltato nelle capanne. Robin Hood? No, Patrimoniale.

CAPRICORNO E’ il tuo anno, amico del Capricorno: cornuto e contento per natura, in Italia sarai perfettamente a tuo agio. Comunque, per sfigato che tu sia, hai sempre a casa una moglie o una ex su cui sfogare le tue frustrazioni con il tacito assenso della polizia e del parroco. Anzi, il sant’uomo solidarizzerà con te in quanto vittima di provocazioni muliebri.

ACQUARIO «Quando la Luna sarà nella settima casa e Giove si allineerà con Marte, la pace guiderà i pianeti e l’amore muoverà le stelle. Sarà l’Era dell’Ac-qua-ri-ooo…»: quant’è che la meni con questa storia, eh Acquario? Quarant’anni che aspettiamo la tua fottuta era, peggio delle riforme. Ora non hai più scuse, dopo il 21 dicembre l’era dell’Acquario è qui perciò dàtti da fare e portaci pace e amore, se no ti raso quei cazzo di capelli lunghi e ti spedisco in Afghanistan. Capito?

PESCI E’ difficile farti l’oroscopo, amico Pesci: l’unica previsione sazzeccata è che fra tre giorni puzzerai. Per fortuna sei il più credulone dello zodiaco, abbocchi come niente ed è grazie a quelli come te che campiamo noi astrologi, alla faccia di Odifreddi e Hack. Cogliamo l’occasione per proporti il Kit Fortuna 2013 con 1) un biglietto della Lotteria dei Templari 2) la Smorfia di Wall Street 3) il Sistema Draghi per vincere a poker 5) una raccomandazione scritta da Nettuno in persona e 6) la bambolina vudù di Angela Merkel. Il tutto per soli 59.99 euro!

dic302012

Del Maya non si butta niente: 2012, buona fine (del mondo) e buon principio

GENNAIO Più zen del Dalai Lama, più mistico di Sai Baba: è Napolitano, il guru che tiene insieme un Paese con la sola forza della retorica, che a Capodanno ci saluta dall’ashram del Quirinale: «Siate fieri di voi: nessun altro popolo è mai stato così incredibilmente nella merda». Spiraglio di ottimismo nel messaggio del Papa: «Per kristiani zarà anno positifo, lo tice oroskopo ti Paolo Fox». Gli italiani si svagano in casa con sobri passatempi: il Memory dei ministri del governo Monti (nessuno riesce ancora a ricordare chi sono), lo Scarabossi (come Scarabeo, ma vince chi forma la parola più incomprensibile) e la Dama cinese (si gioca 20 ore al giorno in un seminterrato buio). Ma il Paese è in recessione: il 6 i Re Magi vengono visti in un «Compro oro, incenso e mirra» e la Befana lascia nelle calze un biglietto «ma andate a lavorare». Flop dei saldi: sulle vetrine i cartelli «meno 70%» si riferiscono solo al numero dei clienti. Cinema, muore il cinepanettone, inconsolabili i Neri Parenti; il Gatto con gli stivali sbanca i botteghini: «E se vi chiedono di chi è il film, dite che è del Marchese di Carabas». Sport, nuovo record di Federica Pellegrini, la regina del nuoto: riesce a cambiare quattro allenatori e tre fidanzati nel corso di una sola gara di 200 misti. Dilaga nel mondo la paura dell’Apocalisse prevista dai Maya proprio per il 2012. Secondo gli astrologi, l’unica entità cosmica in grado di fermare l’ecatombe planetaria (e qualunque altra cosa) è la politica italiana. Il calcolo si rivela esatto: appena insediata, la Commissione parlamentare sull’Apocalisse assegna a ogni membro uno stipendio di 8000 euro e chiede ai Maya di presentare domanda di fine del mondo allegando documentazione in triplice copia.

FEBBRAIO La recessione è così dura che a Carnevale ogni scherzo vale più della busta paga di un operaio, e anche Pantalone paga solo a 180 giorni. A far scompisciare l’Italia ci pensa una carnevalata davvero esilarante, l’opposizione della Lega Nord. Televisioni, si celebra l’asta per le frequenze; per placare Berlusconi gli viene lasciata la sua frequenza preferita: otto volte per sera. Evento mediatico del mese, il Festival di Sanremo, Gianni Morandi ripropone la coppia di vallette alla Baudo, una bruna romantica e una bionda focosa: Elsa Fornero e Susanna Camusso, con i loro battibecchi sul tema «sono più ingiusti 42 anni di lavoro prima di avere la pensione o 42 anni di disoccupazione prima di trovare un lavoro?» Atteso superospite, Adriano Celentano, cui la Rai ha promesso «Niente lacci e lacciuoli». Il suo medico: «Ma il catetere lasciateglielo». La moglie Claudia Mori assicura che il Molleggiato è tornato quello della via Gluck: «Va ancora a lavarsi giù nel cortile anziché in casa, perché è completamente rincoglionito». Sport, l’inchiesta sulle scommesse truccate scava nel passato e getta ombre anche sulla disfida di Barletta, sulla corsa di Ben Hur e sul derby Orazi-Curiazi, che dovrà essere ripetuto in campo neutro. Commissione Apocalisse, nuovo stop per i Maya: non sono i pianeti a doversi trovare sulla stessa linea, ma i dirigenti del Pd. Secondo gli astrologi più ottimisti l’evento si verificherà nel 3452.

MARZO La recessione è così grave che le rondini non tornano più al tetto per paura di pagare l’Imu e i rami degli alberi se la tirano da miliardari perché sono pieni di gemme. Si riparla del ponte sullo Stretto: anziché collegare la Sicilia con la Calabria non sarebbe meglio collegare entrambe con la civiltà? Valsusa, la polizia affronta gli attivisti no-Tav armati di sassi e bastoni: «Beati loro, noi dopo i tagli alle forze dell’ordine al posto dei lacrimogeni dobbiamo usare le cipolle.» Esteri, la primavera araba compie un anno, molti ragazzi che hanno manifestato nelle piazze del Nordafrica non sono riusciti a compierne venti. Ma secondo gli osservatori della Lega araba inviati in Siria è tutto a posto: i manifestanti non vengono massacrati negli orari della preghiera. Auto, Marchionne smentisce di voler portare la Fiat fuori dall’Italia: «Dove lo trovo un carro-attrezzi così grande?». Internet, sempre più presenti i Vip su Twitter, che permette di comunicare in 140 caratteri il pensiero del proprio addetto stampa. Mentre Federica Pellegrini viene rampognata dalla Cei per il suo stile troppo libero e i costumi troppo facili, si registrano i primi risultati del decreto Cresci-Italia: la penisola è aumentata di cinque centimetri sul confine francese, provocando un incidente diplomatico. Commissione Apocalisse, nuovi paletti ai Maya da Cgil-Cisl-Uil: «L’articolo 18 vieta di licenziare senza giusta causa corpi celesti in galassie con più di 15 dipendenti».

APRILE Pasqua, durante la Via Crucis al Colosseo papa Ratzinger si accascia grondando sangue: non per identificazione con Gesù, ma per un grosso calcinaccio cadutogli in testa. E’ il modo con cui Dio vuole dirgli che un figlio crocifisso non è una bella cos,a ma che dopo duemila anni Lui ci avrebbe messo una pietra sopra e preferirebbe non rivangare. La recessione è così grave che nei talk show progressisti dello Zambia si propone l’adozione a distanza di bimbi marchigiani, e la scena più torrida del nuovo video hard di Belen è quella in cui affetta un prosciutto. Il premier Monti assicura che al Paese per riprendersi bastano alcune riforme a costo zero; secca replica del cantante: «E quarche riforma a costo Venditti no?» Continua la crisi delle banche, che cercano canali alternativi per rastrellare denaro, come si intuisce dalla nuova mise degli impiegati: minigonna, zatteroni e push-up per le donne, passamontagna e pistola per gli uomini. Lavoro, in un anno la condizione dei giovani è precipitata: nel 2011 scaricavano app su iTunes, oggi scaricano frutta al mercato. Cinema, si gira una docu-fiction su Lapo Elkann, ma all’ora del ciak il protagonista non si presenta mai: «Mi hanno detto di andare sul set, però io non mi alzo mai prima delle nov». Maya, sull’iter dell’olocausto planetario pesa il ricorso dei cattolici della Commissione Apocalisse: «Possono essere distrutte solo le parti del mondo non impiegate per il culto».

MAGGIO A un anno dalla loro elezione, traballano i consensi dei supersindaci. La decisione di Giuliano Pisapia di destinare a ciclabili i marciapiedi e di pedonalizzare i cornicioni non convince i milanesi; ma sul suo piano antismog il Pdl è disposto a discutere: «Eliminare le Pm10 non ci interessa, ma a eliminare 10 pm ci stiamo eccome». A Napoli il piano di De Magistris di trasferire i rifiuti in Olanda funziona finché non si scopre che nelle migliaia di sacchi che ogni giorno arrivano al porto ci sono in realtà napoletani che vogliono espatriare a spese del Comune. La recessione è così grave che la Rai riduce il palinsesto a un palindecimo e La7 è ridotta come Lampedusa: continuano gli sbarchi di comici e giornalisti di sinistra con lo status di perseguitati. Illusi di trovare audience e talk-show per tutti, sopravvivono adattandosi ai lavori più degradanti: bambinaie in Sos tata, sguatteri in Cuochi e fiamme e perfino ospiti di Alain Elkann in Bookstore. Politica, tutti i partiti sono convinti che la ripresa sia vicina: «Ancora qualche mese e potremo riprenderci tutto». Cinema, alla mostra del cinema di Cannes imprevisto omaggio ai cinepanettoni, che secondo i francesi sono un omaggio a Monicelli: «Basta vederne uno per volersi buttare dalla finestra». Sport, Federica Pellegrini viene vista entrare in un albergo con il fidanzato e uscirne mezz’ora dopo con l’allenatore: «Mi sto preparando per la staffetta». Apocalisse Maya, i medici obiettori di coscienza annunciano il boicottaggio della fine del mondo perché potrebbe uccidere migliaia di embrioni nel grembo delle madri.

GIUGNO In Polonia partono gli Europei di calcio, ma, per volere del premier Cameron, l’Inghilterra non ci sarà: «E’ contro gli interessi nazionali giocare contro squadre che possono farci gol». La competizione mette in luce le differenze nell’Eurozona: i giocatori greci hanno la maglia dipinta sulla pelle e scendono in campo con un solo paio di scarpini che si passano l’un l’altro durante la partita; la Svizzera, quando il pallone finisce nella sua area, si rifiuta di restituirlo invocando il segreto bancario; la Germania vuole un portiere tedesco anche nella porta dell’altra squadra. Gli azzurri di Prandelli si fanno onore, anche se, per ordine di Monti, a fine partita, invece della casacca, devono vendere agli avversari dei Btp. Italia, gli studenti affrontano l’esame di maturità, tradizionale rito di passaggio dall’adolescenza all’inutilità. I migliori escono con 100/100, i più intelligenti direttamente con la valigia e un biglietto per un Paese sviluppato. A causa della recessione, il pane è così caro che nelle gioiellerie non vedi più diamanti tagliati a rosetta, ma rosette tagliate a diamanti. Gossip, figlia in arrivo per i principi di Galles: grazie a una nuova legge, anche una femmina potrà regnare dopo Elisabetta, Carlo e William, se riuscirà a campare fino a 170 anni. Contro l’Apocalisse Maya si schierano anche i tassisti romani, secondo cui la distruzione della Terra è tutta una manovra per liberalizzare le licenze su Nettuno.

LUGLIO A Londra si inaugura la XXX Olimpiade: la delegazione italiana è interamente composta da Federica Pellegrini insieme ai suoi fidanzati e agli allenatori in carica. Nel calcio spopola la nazionale olimpica del Brasile, i cui atleti sono degni della sesta potenza economica mondiale: Quatrinho, Soldinho, Listinho, Dané, Affarel, Zè Pil, Joao Dineiro, Financao, Exportao, campioni che segnano su azione, su obbligazione e su titoli. Ma la recessione infuria anche a Olimpia: la squadra azzurra di sollevamento pesi è composta solo di pensionati. «Stanno sopportando da soli tutto il carico della crisi mondiale», spiega il massaggiatore, «per loro reggere un manubrio da due quintali è una bazzecola». Moda, sulle spiagge impazza un nuovo costume, il «Mario Monti»: copre a malapena le vergogne e sembra sempre sul punto di cadere. ma esalta le forme maschili perché fa due coglioni così a tutti. Musica, il tormentone dell’estate è Romantic Love della popstar Rihanna, lanciato su Youtube con un video in cui la cantante, vestita da kapò trans, mima atti di sodomia coprofila su un chierichetto minorenne. Disgustati i commenti dei fan: «E’ ingrassata!» Commissione per l’Apocalisse, gli ordini professionali fanno muro: i Maya non erano iscritti all’Albo dei Profeti di Sventure, perciò le loro previsioni non hanno alcun valore legale.

AGOSTO Il mese consacrato alle vacanze si apre con l’eterno dilemma degli italiani: meglio il mare di guai o la montagna di debiti? In realtà la recessione è così biblica che a Ferragosto, anziché il consueto Esodo, sulle strade italiane si vedono il Levitico, il Deuteronomio e le Lamentazioni. Solo le celebrità della tv e della politica possono permettersi ferie di lusso: Crozza va alle isole Maurizius, Frizzi alle Fabrizius, Scilipoti alle Canaglie. Berlusconi passa le vacanze in famiglia perché è un uomo all’Antigua, ed è fiducioso sulla situazione economica dei connazionali: «Quando gli italiani dicono di essere in braghe di tela intendono dire scherzosamente che vanno alle Bermuda». Il governo non va in vacanza: Mario Monti, con i piedi a bagno in un catino, resta a palazzo Chigi a far quadrare i conti, assistito dal ministro Giarda che, muovendo le orecchie, consente un notevole risparmio sull’aria condizionata. Gli incendi distruggono ettari di bosco: gli alberi hanno ignorato le direttive del ministro dell’Ambiente, che dopo aver tagliato i fondi per la prevenzione, aveva invitato gli alberi a stipulare una polizza antincendio. Gossip, brutto momento per Federica Pellegrini. viene abbandonata dall’allenatore per gelosia e dal fidanzato che chiedeva un aumento di stipendio. O viceversa. L’Apocalisse dei Maya viene respinta unanimemente anche dai sindacati degli insegnanti: «Nei programmi scolastici c’è la scoperta dell’America, le popolazioni precolombiane sono facoltative».

SETTEMBRE Riaprono le scuole, agli studenti giunge il commosso augurio di Napolitano: «La parola d’ordine nella scuola sia impegno: ecco perché abbiamo portato banchi e lavagne al Monte di Pietà». I docenti sono irrequieti: da dieci mesi all’Istruzione c’è Profumo, sarebbe ora di vedere anche il pro-arrosto. Nuove polemiche sul Crocifisso nelle aule: sta lì da ottant’anni e di religione gli studenti non sanno un cazzo, non sarebbe ora di licenziarlo per scarso rendimento? Boom di iscrizioni negli istituti tecnici, che dànno la speranza di trovare un giorno un posto al governo. Renzo Bossi inaugura la prima scuola padana con un solenne discorso: «I a, i bi, i ci», poi lo avvertono che sta leggendo l’elenco delle sezioni. Ma la recessione non molla: ormai quando tenti prelevare al Bancomat sul display appare la scritta «Raus! Raus!» in lettere gotiche e l’Italia riesce a pagare gli interessi sui Bot solo vendendo ai cinesi la Cascata delle Marmore, Riccardo Muti e la ricetta degli struffoli. Roma, nuove prospettive di lavoro per i giovani grazie all’istituzionalizzazione della Banda della Magliana, ormai giunta alla terza generazione: non essendo riuscito a sconfiggerla in 40 anni, lo Stato ne fa un corpo come polizia e Fiamme gialle. Alemanno nel mirino anche per il nuovo monumento dedicato a Cossiga: non solo pende a destra, ma appena inaugurato comincia a calunniare i monumenti di Moro e Pertini. La buona notizia viene dalla Commissione per l’Apocalisse: anche i notai si oppongono all’ecatombe in quanto i Maya l’avevano citata in una scrittura privata ma non avevano fatto autenticare le firme.

OTTOBRE La recessione è così grave che gli alberi non perdono le foglie ma le mettono via per il prossimo anno, e riusciamo a pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici solo cedendo alla Merkel il Lago di Garda, la Colonna Traiana e il numero di cellulare di Raul Bova. Il ministro del Welfare vara una nuova legge per aiutare le donne a conciliare famiglia e lavoro: anche ottantenni e bambini lavoreranno otto ore al giorno. Il ministro della Difesa Terzi vuole far rientrare in Italia le truppe italiane in Afghanistan, ma riceve un cortese rifiuto: «No grazie, ci sentiamo più al sicuro qui». Tivù, quest’anno niente Grande Fratello, per vedere una dozzina di cialtroni spudorati che sparano cazzate per compiacere i fan basta una puntata di Ballarò con Bersani, Alfano e Di Pietro. Terrorismo, i ministri continuano a ricevere lettere con proiettili e allegate le istruzioni per montare e caricare una pistola: si sospetta la colonna Ikea delle Br. Intanto Equitalia rivendica le buste con cartelle esattoriali recapitate nelle sedi degli anarchici. Agricoltura, anche quest’anno la vendemmia è possibile solo grazie al lavoro di migliaia di immigrati: il vino avrà un caratteristico retrogusto sfruttato. Halloween, I ragazzini seminano il panico fra gli adulti con il caratteristico ritornello: «Dolcetto o default?» La Commissione per l’Apocalisse Maya si concede un mesetto in Messico a spese dello Stato «per documentarsi».

NOVEMBRE La disoccupazione dilaga, nonostante le grandi opere promosse dal governo Monti: solo la messa in sicurezza di Pompei occupa da sola migliaia di senzalavoro, usati come puntelli per le domus pericolanti, e altrettanti vengono piantati a mo’ di alberi sulle colline a rischio frana, con il compito di trattenere le zolle durante le pioggie autunnali. La crisi è così grave che quest’anno, anziché andare a trovare i defunti, ci limitiamo a mandargli un sms; eppure l’unica liberalizzazione riuscita è quella dei cimiteri: all’interno dei centri commerciali ora ci sono i para-cimiteri, dove puoi farti seppellire anche senza ricetta medica. Ma le misure «cresci-Italia» del governo, tra cui spargere di letame i bilanci delle aziende e potarli quando c’è luna piena, non dànno risultati. Elezioni Usa, il candidato repubblicano che corre contro Obama è un grizzly, mentre a sfidare la Clinton per la vicepresidenza è Sarah Palin. Il ticket non convince gli elettori: è prudente affidare a un essere aggressivo e irragionevole un ruolo delicato come la vicepresidenza? Gossip, Paparazzata la Pellegrini col nuovo fidanzato al Lidl, dove approfitta di una promozione sugli allenatori a doppio velo. La pietra tombale sull’Apocalisse Maya la mette la ‘ndrangheta: si tratta solo di una minaccia messa in giro da un cartello perdente del narcotraffico messicano. Se l’Apocalisse la predicono i clan di San Luca allora sì che bisogna cagarsi sotto.

DICEMBRE Scienza, un’equipe di fisici dimostra che lo spread è sempre stato immobile, è l’Europa ad andare sù e giù, scoperta che frutta agli scienziati il Nobel per l’Economia, quello per la Fisica e un bel «vaffanculo» dagli europei tutti. La recessione non dà tregua: a Caserta a un concorso per due posti da mendicante si presentano in 2500, mentre un commesso di libreria licenziato in tronco minaccia di farsi saltare le cervella leggendo d’un fiato l’ultimo libro di Fabio Volo. A Milano dieci edili lasciati a casa salgono su un tetto e minacciano di non buttarsi giù, se no sembra un normale incidente sul lavoro e non li caga nessuno. Anche le future mamme sono sempre più pessimiste: invece dell’amniocentesi, chiedono l’outlook dei nascituri alle agenzie di rating, per prevenire la sindrome di Downgrade. Il governo è certo che per l’Italia la rinascita è dietro l’angolo: il problema è che si tratta di un angolo giro, pari cioè a 360 gradi, e non ne usciremo mai, e non c’è governo tecnico o elezioni che tengano. L’unica speranza di cambiamento sarebbe l’Apocalisse Maya. Ma la Commissione sull’Apocalisse, grazie al decreto di fine anno «Mille e non piu Milleproroghe» ha rimandato sine die tutte le apocalissi, fra gli applausi dell’umanità.

Ma in Italia qualcosa in questo fatale 2012 è cambiato. Federica Pellegrini si è data al ping pong. Ed è single.

dic242012

Primo, secondino e contorno! Dopo lo sciopero della fame di Pannella, lo sciopero dell’indigestione di Fiorito

ROMA. Ha preso un impegno e non intende rimangiarselo. Ma è l’unica eccezione. Tutto il resto Franco Fiorito intende mangiarselo fino all’ultima briciola, in segno di protesta contro il sovraffollamento nelle carceri italiane. Detenuto da due mesi a Regina Coeli per peculato, il corpulento ex capogruppo del Pdl laziale ha annunciato l’intenzione di ingerire ininterrottamente sostanze commestibili e no fino a nuovo ordine. A dire il vero non è sicuro che la sua frase «Che fame ahò, oggi me magnerei er monno intero» fosse un vero e proprio grido di battaglia. Fiorito anche nel penitenziario ha mantenuto la voracità che l’aveva reso famoso in tutti i ristoranti della regione, e gli altri carcerati si sono spesso lamentati con la direzione per il suo modo di consumare i pasti in refettorio: inclina il tavolozze verso le fauci e ci fa scivolare dentro tutto quel che c’è sopra, stoviglie comprese. «La prima volta che Fiorito è venuto qui allo spaccio» riferisce il cassiere «mi ha mostrato un sacchetto di patatine e gli ho battuto lo scontrino di un euro. E lui mi fa: ma che hai capito? Te volevo dì tieni questo, compro tutto er resto der negozio».

Per questo, quando ieri mattina l’ex sindaco di Anagni ha trangugiato la colazione di tutti i compagni del suo braccio e si è spruzzato in bocca 27 bombolette di schiuma da barba a mo’ di panna spray sembrava una mattina come tutte le altre. Ma quando poi ha preso due brande della sua cella, le ha sovrapposte e le ha addentate come un panino tutti hanno capito che non era più il caso di scherzare. La concomitanza con il sì di Marco Pannella alle cure idratanti per riprendersi dallo sciopero di fame e sete contro la situazione delle carceri ha fatto pensare che Fiorito volesse raccogliere a modo suo il testimone della protesta: «Digiunando non rischiava nulla, anzi, la sua salute ne avrebbe guadagnato,» sottolinea il suo avvocato, «smettere di mangiare e bere è quel che gli consiglia il suo medico da anni. Per mettere in pericolo la sua vita in nome della giustizia poteva solo mangiare leggermente più del solito». Dopo i letti col materasso e tutto, nel formidabile stomaco del Batman del Lazio sono finite quattro stufette elettriche, scope e secchi per le pulizie e metà dei libri della biblioteca del carcere, per non parlare delle quantità incalcolabili di derrate alimentari che gli portano i colleghi di partito. E c’è già chi lo scongiura di interrompere lo sciopero dell’indigestione, a cominciare dai comitati pro-detenuti: «Anziché combattere il sovraffollamento Fiorito lo aggrava. E’ già triplicato di volume, e i suoi compagni di cella vivono schiacciati contro il muro, senza possibilità di sfuggire ai metri cubi di gas venefici prodotti dal suo intestino, costretto al superlavoro.» Per ora l’esponente Pdl ha risposto picche, ma a convincerlo potrebbe tentare lo stesso Pannella, che Fiorito si è detto disposto a incontrare: «Aho’, so’ già un po’ pieno ma a Marco nun se dice mai di no. All’ora di merenda inzuppato nella cioccolata dev’esse ‘na bontà».

Per questo, quando ieri mattina l’ex sindaco di Anagni ha trangugiato la colazione di tutti i compagni del suo braccio e si è spruzzato in bocca 27 bombolette di schiuma da barba a mo’ di panna spray sembrava una mattina come tutte le altre. Ma quando poi ha preso due brande della sua cella, le ha sovrapposte e le ha addentate come un panino tutti hanno capito che non era più il caso di scherzare. La concomitanza con il sì di Marco Pannella alle cure idratanti per riprendersi dallo sciopero di fame e sete contro la situazione delle carceri ha fatto pensare che Fiorito volesse raccogliere a modo suo il testimone della protesta: «Digiunando non rischiava nulla, anzi, la sua salute ne avrebbe guadagnato,» sottolinea il suo avvocato, «smettere di mangiare e bere è quel che gli consiglia il suo medico da anni. Per mettere in pericolo la sua vita in nome della giustizia poteva solo mangiare leggermente più del solito». Dopo i letti col materasso e tutto, nel formidabile stomaco del Batman del Lazio sono finiti l’albero di Natale di Regina Coeli, quattro stufette elettriche, scope e secchi per le pulizie e metà dei libri della biblioteca del carcere, per non parlare delle quantità incalcolabili di derrate alimentari che gli portano i colleghi di partito. E c’è già chi lo scongiura di interrompere lo sciopero dell’indigestione, a cominciare dai comitati pro-detenuti: «Anziché combattere il sovraffollamento Fiorito lo aggrava. E’ già triplicato di volume, e i suoi compagni di cella vivono schiacciati contro il muro, senza possibilità di sfuggire ai metri cubi di gas venefici prodotti dal suo intestino, costretto al superlavoro.» Per ora l’esponente Pdl ha risposto picche, ma a convincerlo potrebbe tentare lo stesso Pannella, che Fiorito si è detto disposto a incontrare: «Aho’, so’ già un po’ pieno ma a Marco nun se dice mai di no. All’ora di merenda inzuppato nella cioccolata dev’esse ‘na bontà».

dic222012

Babbo Natale? Impiccalo più in alto

Babbi Natale appesi alle ringhiere, parte seconda. Ne avevo già parlato in questa rubrica cinque anni fa, sicura che si sarebbe trattato di una botta passeggera di cattivo gusto. Il 2006 era l’ultimo scorcio di vacche grasse prima della catastrofe. Di scricchiolii se ne sentivano già, ma adesso che è tutto un crac quella sembra la Belle Epoque. Retrospettivamente, il Babbo Natale miniaturizzato che si arrampicava sui balconi come un topo d’appartamento, nato probabilmente come scanzonata demitizzazione della più trita icona delle feste, era un inquietante presagio di ciò che ci aspettava. Fa pensare al pensionato 85enne arrestato nei giorni scorsi in Piemonte per aver tentato di rapinare due uffici postali. «Ho dovuto farlo,» ha spiegato alla polizia, che anziché imprigionarlo gli ha offerto il pranzo, «la pensione non mi basta per mantenere la famiglia», nel suo caso composta da moglie extracomunitaria (nullafacente e molto più giovane, si presume) con genitori e fratelli. Per il piccolo clan il vecchietto probabilmente rappresentava da anni Babbo Natale; poi si sa come sono i parenti delle mogli giovani: gli dài un dito e ti chiedono il braccio, e sotto questo aspetto il vecchietto piemontese aveva gli stessi grattacapi del presidente della Camera Fini con la famiglia Tulliani. (Considerato il numero di anziani riminesi che si riaccompagna con signorine straniere dal folto parentado, anche i nostri uffici postali dovrebbero stare all’erta.)

Insomma, se nel 2006 il Babbo Natale pensile era una moda, ora è una necessità. Nessuno può più permettersi un Santa Claus corpulento e slitta-munito che parcheggia sul tetto, col rischio di travolgere l’antenna parabolica. Il Babbo da recessione è appiedato (quel che resta di Cometa, Fulmine, Saltarello e delle altre renne che trainavano la slitta si trova nella Bottega Svedese dell’Ikea, sotto forma di prosciutto) e ha dimensioni e attitudini da scimpanzé. Non passa le serate prima della Vigilia nella sua officina a costruire doni insieme agli elfi. L’officina è chiusa, gli elfi sono in cassa integrazione a zero ore e l’unico modo per procurarsi i regali per il prossimo Natale è andare nelle case a rubare quelli dell’anno scorso e riciclarli. Di per sé non sarebbe una cattiva idea, farebbe molto “decrescita felice”. Il problema è che i Babbi Natale pensili non raggiungono mai le finestre, rimangono aggrappati alle ringhiere giorno e notte. Ricordano quei deportati nei lager che si lanciavano per disperazione contro il recinto elettrificato. O, per usare una similitudine tragicamente attuale, quegli imprenditori sommersi dai debiti che si appendono a una trave del garage dopo aver telefonato alla moglie per dirle di non aspettarli. Tiriamoli sù in casa, prima che sia troppo tardi. Rifocilliamoli, come hanno fatto i poliziotti con l’anziano rapinatore piemontese, e magari invitiamo anche la Befana, che non ha ancora maturato i 42 anni di contributi e deve continuare a lavorare. Buone (e sobrie) feste a tutti!

(Chiamami Città, dicembre 2011)

dic202012

Natale, siamo tutti cacciatori di ceste

Come sono tristi e impersonali le ceste natalizie… quando arrivano agli altri. Collocate sotto il tuo albero di Natale, chissà perché, fanno tutta un’altra figura. Anzi, guai se gli auguri del tuo datore di lavoro o del tuo cliente arrivano senza un adeguato corteggio di vini banali e dolcetti stomachevoli, debitamente avvolti in paglia e cellofan. Ma perché questo rito squisitamente pagano scatena emozioni così ambivalenti? Studiamolo più da vicino.

LEI NON SA A CHI DONO IO La cesta natalizia non è mai un dono fra uguali. E’ un geroglifico pappatorio che codifica il tuo posto in una gerarchia, uno status sociale espresso in vettovaglie, un cavallo di Troia mangereccio che occulta una leccata a un superiore o un buffetto a un sottoposto. La corbeille da Arcigola per l’Avv. o il Dott. sottintende una formula d’ossequio tipo «O sublime ingegno, depongo ai tuoi piedi augusti i più scelti frutti di Cerere e Bacco come pegno della mia umile devozione», mentre il set tristanzuolo moscato-panetùn va letto come «Tenga Fantozzi, e non si strafoghi». Ma lo spirito natalizio inzucchera il bieco classismo, e comunque il coinvolgimento emotivo in chi offre la cesta e in chi la riceve è pari a quello di una transazione al casello autostradale. Spesso il contatto diretto fra donatore e destinatario è nullo: la cesta viene confezionata da un addetto anonimo e recapitata da un fattorino ignoto a una portinaia seccata. Invece di respingere il dono al mittente con un biglietto sdegnoso, sia l’Avv. o il Dott. che Fantozzi lo incamerano senza fare una piega: gli uni perché sono troppo superiori, l’altro perché è troppo goloso di moscato e panetùn.

IL VASO DI PANDORO Come le cavallette, le ceste viaggiano a sciami. Nel senso che se sei un tipico destinatario di ceste natalizie, te ne arrivano dalle cinque in sù e con la paglia degli imballaggi potresti imbottire un mammut. Se la cesta è una sola, quasi certamente era destinata al dentista del piano di sopra, e farai bene a imboscarla prima che il fattorino si accorga dell’errore. Quanto al dentista, non ci farà caso: già la settimana prima di Natale la sua sala d’aspetto sembra la dispensa di Gargantua, i pazienti sono costretti a sedersi in un Arcimboldo di torroni, mentre zamponi e culatelli pendono dalle lampade dello studio a mo’ di albero della cuccagna. Fra tutti i professionisti, i medici sono i maggiori beneficiari di ceste, come se i pazienti temessero di non averli ingrassati a sufficienza con le parcelle, o piuttosto nutrissero inconsciamente il sadico desiderio di sottoporli al trattamento di iperalimentazione forzata stile oche da foie-gras. Del resto, se la cesta è un residuo delle regalìe feudali, chi meglio del medico incarna il ruolo di moderno feudatario, nella cui rocca asettica gli inermi vassalli cercano asilo contro gli acciacchi dell’era del benessere? Risultato, nei giorni tra Natale e l’Epifania la seconda categoria più rappresentata nei pronto soccorso, dopo i feriti dai petardi, sono i domestici dei medici, usati come tritarifiuti umani per smaltire le decine di cotechini e le montagne di mandorlati al limoncello.

VIMINI E MISFATTI Con l’ultimo rintocco della mezzanotte del 6 gennaio, le delicatessen delle feste perdono di colpo ogni appeal, e la livida alba del 7 illumina cassonetti dell’organico stivati di zamponi. Niente è patetico come un pandoro che non capisce di aver fatto il suo tempo e, invece di autodisintegrarsi, staziona sulla credenza sperando che qualcuno si decida a cogliere la sua irrancidita verginità. Per chi tollera la vista delle specialità natalizie dopo Natale, ma solo a patto di non doverle mangiare, ecco una mini-guida al riciclo intelligente. Panforte: perfetto surrogato del compensato per il bricolage domestico (qualche dissennato lo usa come freesbee per giocarci col cane, finché la povera bestia non si fracassa i denti nel tentativo di acchiapparlo al volo). Panettone: tagliatelo a fette rettangolari, e avrete una scorta di ottime spugne per il lavello della cucina. Stecca di torrone: l’unico corpo contundente che può superare senza problemi i controlli all’entrata dello stadio. Bottiglia di moscato: collocatela segretamente in casa del vostro nemico, ai primi caldi esploderà meglio di una molotov. Cotechino: opportunamente scavato, diventa un originale salvatelecomando. Lenticchie: tenetele pronte in previsione di un’incursione aerea, quando al Brico saranno esauriti i sacchetti di sabbia per proteggere i vetri delle finestre.