- La prestazione italiana a questo Mondiale rimarrà negli annali del calcio: siamo riusciti a fare schifo come non solo come giocatori, ma anche come allenatori, arbitri e guardalinee, risultato mai raggiunto da nessun Paese nella stessa edizione del torneo. Purtroppo abbiamo mancato l’en plein, perché i tifosi italiani non si sono comportati peggio dei supporter di altre nazioni. «Erano stanchi dal campionato, e hanno avuto poco tempo per allenarsi,» spiega il presidente della Federultrà, Ghengo Svasticucci. «E poi con tutte quelle vuvuzelas, i cori razzisti chi li sentiva?»
- «Una stupidata»: così Mario Balotelli ha liquidato la finta sparatoria di piazza della Repubblica. «Sarebbe stato più divertente in piazza Duomo», ha precisato Supermario, in questi giorni impegnato nella maturità da ragioniere (il suo cuore batteva per il Tecnico per Geometri, ma lì avevano bisogno di un centrocampista, non di un attaccante). «Mi hanno interrogato a 360 gradi», ha dichiarato. Vuoi dire che ti hanno interrogato a fondo? «No, 360 gradi era la temperatura. Si era rotto il condizionatore.»
- Ieri mattina tutto era pronto nella sede della Figc per la firma di Cesare Prandelli come nuovo ct della nazionale: contratto posato sul davanzale di una finestra al 30esimo piano, pistola alla tempia, video della mamma di Prandelli legata a una sedia che dice “Tesoro, mi trattano bene ma firma per l’amor del Cielo”. Precauzioni prese da Abete dopo che Prandelli era stato bloccato alla frontiera, travestito da turista tedesco. «E io per il 10 agosto dovrei trasformare quei morti di sonno in una squadra decente?» aveva esclamato, dopo Italia-Slovacchia. «Per chi mi hanno preso, per il dottor Frankenstein?» Dopodiché aveva riempito una valigia e aveva preso la strada del Brennero.
- Svolta hollywoodiana per la carriera di due delusioni azzurre di questo Mondiale. Federico Marchetti, sfumato il contratto come testimonial degli slip Dolce e Gabbana («se la fa sotto così spesso che dobbiamo cambiargliene venti in ogni servizio fotografico», spiegano gli stilisti), verrà ingaggiato come uomo-immagine del prossimo horror made in Usa, «Non tirate in quella porta». Giorgio Chiellini è stato assunto nel cartone animato «Spongebob» come controfigura del calamaro Squiddi Tentacolo, al quale somiglia in maniera impressionante.
- «Partita già comprata», ha tuonato Bossi riguardo al prossimo incontro degli azzurri, «la Slovacchia ci lascerà vincere in cambio di due o tre calciatori slovacchi in serie A». Seccata la replica di Federcalcio: «Già, sarebbe stato un ottimo accordo, peccato che in un referendum tra i calciatori slovacchi abbia ottenuto solo un sessanta per cento di sì, e così abbiamo trasferito la partita in Polonia.»
- «Dovete vincere», ha intimato Lippi ieri ai suoi ragazzi. «E cioè, fare più gol della Slovacchia», ha chiarito, notando le loro facce perplesse. Ma non è bastato a ricordare agli azzurri cosa significa vincere una partita, e così l’allenatore ha mostrato loro la partita Argentina-Grecia. Quando, allo scadere del 90°, ha chiesto chi aveva vinto, Iaquinta e compagni non hanno saputo rispondere: «Scusi mister, ma lei ha detto che per vincere bisogna fare più gol della Slovacchia, non della Grecia».
- Inghilterra-Slovenia, ultima chance per Fabio Capello. I giornalisti che riescono a violare la segretezza del ritiro inglese parlano di un commissario tecnico sull’orlo della crisi di nervi. Vi ha cacciato via in malo modo? «Peggio, ci ha arruolato al posto dei titolari». Capello sa che deve vincere a tutti i costi: in caso di vittoria verrà ricevuto dalla regina Elisabetta, se sconfitto, da Camilla Windsor.
- Già in vendita su eBay la Nazionale francese al completo. La Federcalcio transalpina ha annunciato che non sa che farsene di Domenech e compagni, visto che c’è già un nuovo allenatore, Laurent Blanc, con una nuova formazione. I vecchi Bleus sono stati così messi all’incanto sul web nelle categorie Oggettistica per la casa, Accessori per il giardino, Scherzi volgari e Attrezzature per addii al nubilato. Molte le offerte per Thierry Henry, «indispensabile,» si legge nella presentazione, «quando hai bisogno di una mano».
- Si allarga dal Nord Italia al Sudafrica l’ultimo scandalo lattiero-caseario. Dopo le mozzarelle che, una volta sul piatto, diventano azzurre, è stato diffuso su Youtube un impressionante filmato in cui undici azzurri, una volta in campo, diventano mozzarelle. Secondo alcuni la causa sarebbe la presenza di un batterio, secondo altri l’assenza di Cassano. La polizia sudafricana ha accusato Lippi di spaccio di prodotti sofisticati. Lo sdegno del cittì: «Sofisticati? Ma avete mai sentito parlare Montolivo?»
- «Forse non ci siamo riusciti perché il cane ci stava guardando»: dopo il match con la Nuova Zelanda, gli azzurri sono i nuovi testimonial della campagna «Bastascuse» contro l’impotenza in area di rigore. Secondo le statistiche, ieci calciatori della Nazionale su undici sono incapaci di realizzare un gol su azione in novanta minuti: disfuzioni attribuibili all’avanzamento dell’età, alla mancata intesa con i partner, alla stanchezza e perfino all’alimentazione. Claudio Silvestri, il medico della Nazionale, si difende: «Sono certo che quei due chili a testa di Nutella che gli azzurri si fanno fuori a colazione non c’entrano per niente.» Anzi, secondo uno studio della Ferrero, la famosa crema alla nocciola aiuta a fare gol: basta schiaffarne un po’ negli occhi del portiere...
- Inefficace, evanescente, dopo pochi minuti lascia la zona senza alcuna copertura, prestazione decisamente insufficiente: secondo tutti gli osservatori, come difensore Fabio Cannavaro è ormai fuori ruolo, ma come testimonial del deodorante Gillette è perfetto.
«Va’ a farti inculare brutto figlio di puttana»: questa la frase indirizzata da Nicolas Anelka al suo cittì, nell’intervallo di Francia-Messico, e che è costata al giocatore l’espulsione dai Bleus. «Io sono un “bel” figlio di puttana,» ha precisato un impermalito Domenech. Anche Sarkozy ha definito inaccettabile il linguaggio di Anelka: «La Costituzione parla chiaro: solo il presidente della Repubblica può mandare a farsi inculare l’allenatore della Nazionale francese.»
- La finora deludente Spagna ha finalmente trovato il riscatto contro l’Honduras. Il portiere delle Furie Rosse stavola non è stato distratto dalla sua fidanzata, la bella inviata di Telecinco Sara Carbonero. E’ stata rimpatriata d’urgenza? «No», spiega il cittì Del Bosque, «l’abbiamo fidanzata con il portiere dell’Honduras.»
- Lo stentato pareggio contro il Paraguay non ha meravigliato nessuno: l’Italia, da che mondo è mondo, fa sempre schifo in tutte le fasi preliminari del Mondiale e comincia a giocare bene nelle semifinali - a meno che non la buttino fuori prima. Per motivare la squadra già in occasione del match con la Nuova Zelanda, Lippi potrebbe chiedere l’intervento di un ipnotizzatore che convinca gli azzurri di essere già in semifinale. Il guaio è che dopo due partite crederanno che il Mondiale sia già finito, e vorranno tornare a casa, per di più con un sacco di soldi.
- E i conti da saldare per la Nazionale sono già pesantucci: dopo i premi partita promessi alle celebrazioni per l’Unità d’Italia, il cittì si è impegnato pubblicamente a ripagare anche i 21 milioni di telespettatori che lunedì hanno seguito la partita con il Paraguay. A Lippi è arrivato un incoraggiante messaggio da Calisto Tanzi: «Tranquillo, se in galera per debiti non ci sono io, non ci finisce nessuno».
- Sorpresa fra i tifosi neozelandesi per il primo punto conquistato dai Kiwi in un Mondiale di calcio: «Da quando abbiamo anche una nazionale di calcio?» In effetti laggiù lo sport di casa è il rugby, tanto che gli All Whites, undici marcantoni alti dall’uno e novanta in sù, sono stati messi insieme rastrellando le riserve più mingherline degli All Blacks, i rugbisti più famosi del mondo. Ma gli azzurri, che li incontreranno domenica, non hanno nulla da temere dai prestanti Whites: «Le nostre mogli sono in Italia».
- Dopo il vice-Pirlo, non poteva mancare un vice-Buffon (non è colpa di nessuno se si infortunano solo gli azzurri con nomi ridicoli). Domenica a difendere la porta azzurra sarà Federico Marchetti. Scampato in gioventù a un tremendo incidente stradale, sostiene di dovere la vita a Zarathustra. «Sì, è vero,» conferma la Madonna, piccata, «e allora? Mica posso salvare tutti io, col traffico che c’è sulle strade oggigiorno ho dovuto chiedere aiuto alle altre religioni. Una volta mi dava una mano padre Pio, ma adesso fa la star della tivù.»
- Brasile, vittoria non esaltante contro l’ostica Corea del Nord, qualificatasi eliminando l’Arabia Saudita e l’Iran nell’apposito girone per squadre di paesi dittatoriali. L’allenatore Kim Jong Hun spiega i sofisticati schemi di gioco con cui la Corea ha spesso disorientato la Selecao: «Le teste dei giocatori, viste dall’alto, devono sempre formare la scritta “Lunga vita al Caro Leader Kim Jong Il”».
- Freddo e pioggia a Città del Capo, dove stasera gli azzurri di Lippi sfideranno il Paraguay. Il cittì ha annullato l’allenamento di stamani: «Non c’è bisogno di acciaccare qualche titolare per addossare un’eventuale sconfitta agli infortuni: avremo già l’ottima scusa del maltempo.» Intanto Lippi ha finalmente rivelato in conferenza stampa il motivo per cui ha lasciato a casa Balotelli: «Con tutti i negri che ci sono qui in Sudafrica, se lo perdevo non lo ritrovavo più. E poi Moratti chi lo sentiva?»
- Alla vigilia della partita, il premier ha inviato una lettera ai giocatori: «La partecipazione alla Coppa è una bellissima occasione. Vi invito a non dimenticare che fan, appassionati e gente di ogni età sono pronti a soffrire e gioire per voi, e non dimenticate che non ci sono avversari imbattibili.» Si tratta ovviamente del presidente del Paraguay, Fernando Lugo. Il messaggio agli azzurri di Silvio Berlusconi, attualmente in Bulgaria, è stato: «Eh? Italia? Paraché? Mondiali? C’è figa?»...
- «Stavolta la vittoria sarà nostra,» proclamava la nazionale olandese alla vigilia del Mondiale. Non si riferiva al calcio: appena giunti in Sudafrica, i giocatori orange, travolti da un istinto atavico, hanno messo da parte il pallone e hanno ricominciato a colonizzare la regione, come i loro antenati. «Siamo tornati per restare,» ha proclamato Snijder, neo-presidente della ricostituita Repubblica Boera del Transvaal. E dalla sua fattoria appena inaugurata mette in guardia le avversarie: «Di qui non ci smuove messuno. E se dovessimo affrontare l’Inghilterra, sappia che non finirà come nella seconda guerra anglo-boera.»
- Se c’è un primo bocciato di questi Mondiali, è Jabulani, il pallone fornito dall’Adidas. Secondo pareri unanimi, la sfera è viscida e inconsistente, e «sembra di tenere in mano la testa di Sandro Bondi», come affermano molti portieri. Paragone ingeneroso, perché Jabulani (che in lingua tswana significa «è uguale al SuperTele ma costa dieci volte tanto») pesa circa 460 grammi, esattamente il doppio della testa di Bondi, cervello compreso.
- Dopo il pareggio Inghilterra-Stati Uniti, sotto accusa la manovra voluta dal governo Cameron che, nel quadro della riduzione degli impiegati statali, alla Nazionale inglese ha dovuto tagliare il portiere e sostituirlo con una più economica sagoma di cartoncino. «Non se la cavava
male, quel Bristol,» si sfoga il cittì Capello, «purtroppo si è infortunato durante un allenamento.» Uno strappo? «No, un acquazzone. E così contro gli Stati Uniti ho dovuto impiegare la riserva, Green.»
- Applauditissima la partita fra le pornostar che hanno anticipato sfida Germania-Australia dipingendosi sulla pelle nuda le magliette. L’idea è stata entusiasticamente adottata dalla nazionale greca: «Non siamo fan del bodypainting», spiega il capitano ellenico Karagounis, «è che la Bce ci ha pignorato le casacche.»
- Minacce neonaziste a Rodriguez, l’arbitro di Germania-Australia che ha convalidato i quattro gol tedeschi. «Uno solo era ariano purosangue, quello di Mueller» inveiscono gli ultras hitleriani, «gli altri sono stati segnati da due oriundi polacchi e uno addirittura di un brasiliano naturalizzato.» Secondo loro, il direttore di gara avrebbe dovuto annullare le reti di Podolski, Klose e Cacau, oppure assegnare la vittoria alla Germania per 13-0, secondo la vecchia regola per cui un gol tedesco vale dieci gol di origine non razzialmente pura.
- Pazzesco! Per la prima volta nella storia della Nazionale, gli azzurri ne fanno una giusta fuori dal campo: come ha annunciato Buffon, devolveranno parte dei premi-partita alle celebrazioni per l’Unità d’Italia. Sconcerto del dottor Castellacci, il medico della squadra: «Credevo che Gigi si fosse ripreso da quella botta in testa nell’ultimo allenamento.» Ma il nostro portiere sembra entrato in un trip risorgimentale dagli esiti sconcertanti: vuole scendere in campo in camicia rossa e berretto garibaldino, cita Giuseppe Mazzini e alle richieste di Lippi risponde solo «Obbedisco». Il suo compagno di camera è preoccupato: «Se stanotte mi chiama ancora Anita, vado a dormire in giardino».
- «Difenderemo la Coppa», ha proclamato il nostro cittì. Ma in che modo? Visto l’attuale livello tecnico-agonistico degli azzurri, è difficile che riescano a difenderla sul campo. Secondo alcune indiscrezioni, Lippi sosterrà che il trofeo non è stato vinto a Berlino nel 2006, ma è un antico manufatto greco-romano ripescato da Gattuso durante una gita in barca a vela. La tesi è risultata così credibile che il Getty Museum ha già contattato Gattuso per comprare la coppa sottobanco...
- Prime perplessità sull’eccesso di aspettative per questo Mondiale, che nelle speranze degli organizzatori dovrebbe risolvere il problema dell’analfabetismo in Africa, cancellare le divisioni etniche, incrementare l’export e il progresso tecnologico e incrementare la natalità fra le specie animali in via d’estinzione. Gli stregoni animisti sono scettici: «E’ un’altra religione sballata importata dai bianchi, anche meno credibile della storia del tizio nato dalla vergine e risorto dopo tre giorni.» I sacerdoti zulu hanno interrogato in proposito gli spiriti degli antenati: «Il Mondiale non ci servirà a un cazzo,» è stato il responso unanime, «l’Italia ne ha organizzati due e guardate com’è messa».
- Già in testa alle classifiche «Waka Waka», l’inno di Africa 2010 cantato da Shakira. Delusione tra i fan di Lady Gaga: poiché la canzone ufficiale dei Mondiali di calcio viene tradizionalmente affidata alla popstar più maraglia del momento, molti si aspettavano che la scelta cadesse sulla diva di «Poker Face». «C’è stato un problema di tempi,» ammette la Fifa, «l’inno dei Mondiali viene assegnato con due anni d’anticipo, e nel 2008 la più maraglia era ancora Shakira».
- Esordio senza botto per i Bafana Bafana, che contro il Messico rimediano un 1-1. Il doppio compito di padroni di casa e di avversari ha costretto Tshabalala e compagni a un comportamento schizofrenico: dovevano marcare i messicani e contemporaneamente chiedergli se si trovavano bene e se avevano bisogno di qualcosa. «Sì, avremmo urgente bisogno di fare un gol», ha risposto Marquez, e si sa, agli ospiti non sta bene dire di no.
- In contemporanea alla partita del Messico, a Johannesburg, spettacolare goleada nel campionato messicano fra cartelli della droga: a Ciudad Madero venti morti ammazzati in novanta minuti, senza contare due omicidi annullati per fuorigioco e un palo colpito per errore. «Da noi il girone eliminatorio è una cosa seria,» ha commentato il boss del cartello di Sinaloa.