IO, TU E LE (MO)ROSE ovvero: la patria si serve anche facendo la guardia a un bidone di canzonette/3

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- Seconda serata, fisiologico calo degli ascolti: gli immigrati tunisini precettati martedì dalla Rai per guardare Sanremo si sono rifiutati di ripetere l’orribile esperienza e si sono ributtati in mare. «In Italia la vita è molto più dura che in Maghreb,» ha osservato un fuggiasco, impressionato dalla conduzione di Gianni Morandi, «da noi i settantenni se ne stanno tranquilli a casa accuditi dai familiari da voi devono ancora guadagnarsi il pane sgobbando fino all’una di notte in mezzo a giovinastri che li prendono in giro.»
- Luca e Paolo bipartisan: dopo Berlusconi, hanno preso di mira le icone della sinistra. E’ il primo esperimento di «satira on demand», un nuovo servizio a pagamento offerto dalla Rai…

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SANREMO 2011: IO, TU E LE (MO)ROSE ovvero: la patria si serve anche facendo la guardia a un bidone di canzonette/1

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- A poche ore dall’inizio del Festival, ci si chiede se era il caso di associare una frivola kermesse canora alle celebrazioni per l’Unificazione: per omaggiare l’Italia unita, più che far cantare Van de Sfroos, era meglio far tacere Durnwalder. Ma gli storici sono di parere opposto: la prima opzione suggerita da Mazzini per unificare gli stati della Penisola non era un’insurrezione, bensì un Festival della Canzone Carbonara da tenersi a Milano in cinque giornate dal 18 al 22 marzo del 1848. A vincere fu beffardo inno ai fucilieri austriaci, intitolato Grazie dei fori e interpretato da una giovanissima Nilla Pizzi.
- E niente potrebbe riassumere il meglio dell’italianità come l’inossidabile Gianni Morandi, la versione umana della Cinquecento: alto un metro e mezzo, fa dieci chilometri di corsa al giorno e ha i capelli tinti con la vernice da carrozzeria.

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