Ötzi è il padre dei vitzi! Moody’s declassa Bolzano, i sudtirolesi cercano un colpevole

BOLZANO. La notizia, rimbalzata di malga in malga a suon di jodel ha gettato il panico nelle valli. Per lo choc le mucche hanno dimezzato la produzione di latte e si sono estinte dieci rare specie di edelweiss. In alcuni sperduti villaggi germanofoni gli abitanti hanno di colpo disimparato il tedesco e parlano solo italiano, spagnolo o greco. Nella provincia autonoma di Bolzano, l’ultimo angolo di benessere ed efficienza rimasto in Italia ora che Modena è in tilt causa terremoto, si profila drammatico l’impatto psicologico del declassamento di due punti decretato da Moody’s.
I politici altoatesini non si capacitano e parlano di complotto: «Kvalche gvappo invitioso tefe avere messo noi in kativa luce con acenzie ti rating, che del resto, essendo zeppe ti ebrei, hanno kolto okkasione per fare dispetto a noi.» Secondo la Svp la minoranza italiana avrebbe inondato la sede di Moody’s di cartoline contraffatte, con foto di Mestre, di Torre Annunziata o dei quartieri degradati di Agrigento e sotto la scritta «Grüße aus Südtirol». I più maligni avrebbero addirittura inviato immagini della vera periferia di Bolzano, il cui squallore avrebbe inorridito gli analisti, finora convinti che la città alpina fosse una gemma architettonica tutta palazzi lindi e pinti e balconi fioriti.
In realtà a far ricredere Moody’s sono stati i paradossi dell’amministrazione sudtirolese, dalla doppia denominazione italo-tedesca delle località che raddoppia i costi della segnaletica alla presenza fra gli assessori provinciali di due fagiani di monte, una marmotta e ben dodici abeti, che hanno già maturato il diritto a una lauta pensione fino al termine naturale della loro vita, cioè fra cinque secoli. Luis Durnwalder, presidente della Provincia, è pronto a un gesto di buona volontà: «Non siamo attaccati ai privilegi, taglieremo dov’è possibile». Nel senso che si ridurrà lo stipendio mensile, oggi pari a 25.600 euro? «Ho detto “dov’è possibile”. Ad esempio accorciando I lederhosen a hot-pants e abbassando le Tre Cime di Lavaredo a una cima e mezza».

Moody’s alla meta!

Chi ha fondato l’istituto di rating che sta per declassare l’Italia? Il John Moody di cui parla Wikipedia è solo un prestanome. Molto più probabile che Moody’s derivi da…
1) MOODYGLIANI
Pittore del primo ‘900 i cui ritratti rispecchiavano sfacciatamente il censo dei modelli: più erano abili nell’arricchirsi, più Moodygliani li raffigurava belli ed eleganti, mentre se guadagnavano poco li dipingeva malissimo. Odiato per le sue stroncature (secondo lui il Pil di Utrillo era in ribasso, Braque non privatizzava il cubismo e Picasso avrebbe dovuto licenziare due Demoiselles d’Avignon su quattro), aprì un atelier a Wall Street, dove produceva quadri così assurdi che vennero scambiati per acute analisi finanziarie.
2) I MOODS
Movimento giovanile nato in Inghilterra negli anni ’50 quando la marijuana invase gli istituti tecnico-commerciali. Il teen Mood, il cui tipico outlook prevedeva giacca grigia e ventiquattr’ore da analista finanziario, passava le notti in fumosi club a esaminare ossessivamente la solvibilità di enti e Stati, e poi a picchiarsi con i membri delle gang rivali, i Fitch e gli Standard&Poors, per dividersi il territorio e contrassegnarlo con i loro famigerati graffiti: tripla A, doppia B e la famigerata C, più temuta della svastica.
4) MOODYSSEA
Antico poema epico dedicato alle peripezie di un eroe greco che torna in patria dopo vent’anni e scopre di avere un debito sovrano di 327 miliardi. La moglie accusa i Proci statalisti, questi accusano lei, che invece di produrre tela per l’export la disfaceva nottetempo. L’eroe prova a farsi restituire da Polifemo un vecchio prestito, ma il Ciclope dice che Nessuno gli ha prestato niente, quindi ciccia. Il poema si interrompe a metà, l’altra è stata pignorata dalla Bce.
4) MOODY ALLEN
Geniale umorista e regista americano, fra i suoi capolavori «Il tasso purpureo del Cairo», «Il creditore dello Stato libero di Bananas» ed «Io e Eni,» dedicato ai bilanci di un celebre gruppo italiano. Fra le sue battute più famose, «E’ il momento giusto per investire in Italia: Berlusconi sta attraversando la strada», «Il Padre Nostro è sull’orlo del default: non può più rimettere a noi nemmeno gli interessi sui nostri debiti.», e soprattutto «Non accetterei mai un rating fissato da un coglione come me».